Sovrappeso & Obesità

Secondo il rapporto Osservasalute 2016 che fa riferimento ai risultati dell’Indagine Multi scopo dell’Istat “Aspetti della vita quotidiana” emerge che, nel 2015, in Italia, più di un terzo della popolazione adulta (35,3%) è in sovrappeso, mentre una persona su dieci è obesa (9,8%); complessivamente, il 45,1% dei soggetti di età ≥18 anni è in eccesso ponderale.

 

Da un’analisi dei risultati dell’ultima indagine su 48.900 bambini, presentata il 4 maggio 2017 al ministero della Salute emerge che il 21,3% dei soggetti è in sovrappeso mentre il 9,3% risulta obeso.

 

Le malattie croniche sono causa di morte nel mondo per 40 milioni di persone ogni anno (circa il 70% di tutti i decessi a livello globale). Il numero maggiore dei decessi è dovuto alle malattie cardiovascolari (17,7 milioni di persone), seguite dai tumori (8,8 milioni), dalle malattie respiratorie (3,9 milioni) e dal diabete (1,6 milioni).

 

Obesità: una minaccia per la salute maggiore del fumo

 

I dati raccolti da decine di migliaia di canadesi confermano che l' obesità supera il fumo in termini di causa di malattie e i ricercatori olandesi hanno recentemente previsto che l'obesità e l'inattività supereranno specificamente il fumo come principale causa di morte dovuta ai tumori. (1) I cibi trasformati svolgono un ruolo prioritario in questa tendenza. Molti bambini vengono alimentati con “fast food” appena sono in grado di mangiare cibi solidi e consumano bevande gassate e succhi di frutta molto zuccherati anche da piccoli.

 

 

Come recentemente notato da Bruce Y. Lee in un articolo pubblicato su Forbes: (2) " …. Le ultime aggiunte a ciò che è diventato un crescente cumulo di prove scientifiche di quanto serio sia il problema dell'obesità sono l'aggiornamento del rapporto 2017 dell'Organisation for Economic Co-operation and Development (OECD) sull'obesità (3) e uno studio appena pubblicato nel New England Journal of Medicine (NEJM). "

 

Nel mondo 1 individuo su 10 adulti è obeso

Secondo l'OCSE, il tasso di obesità globale tra gli adulti oggi è 1 su 10, o il 10 per cento. (4) , (5) , (6) Nel 2015, le morti per eccesso di peso in tutto il mondo raggiungevano i 4 milioni di morti (poco più del 7%). Il 39% delle persone morte per malattie cardiovascolari erano in sovrappeso, ma non obese, ed è un avvertimento che i problemi di salute non sono relegati all'obesità. Un modesto eccesso di peso può avere un impatto significativo sulla salute.

 

Lo studio NEJM (7) ha esaminato oltre 1000 studi e dati pubblicati in più di 170 paesi, cercando di estrapolare e misurare gli effetti sulla salute associati ai diversi indici di massa corporea (BMI). Questo studio presenta un quadro ancora più nero mostrando un totale del 12% ,a livello mondiale, di adulti obesi e il 5% dei bambini.

 

Considerando anche coloro che sono in sovrappeso ma non obesi, il tasso globale sale a circa il 30%. In base agli studi precedenti, questi risultati indicano che oggi ci sono più persone in sovrappeso nel mondo rispetto a quelle sottopeso. (8) In più di 73 paesi i tassi di obesità sono raddoppiati dal 1980. E' preoccupante il fatto che i tassi di obesità stiano aumentando molto più velocemente tra i bambini rispetto agli adulti.

 

Lee continua: (9) "Lo studio ha anche quantificato l'elevato stato di sofferenza causato dall'obesità usando una misura che è determinata in base al numero di anni persi per la funzionalità alterata. Tutto ciò non è semplicemente dovuta al fatto che le persone sono diventate più pigre o stanno prendendo decisioni sbagliate. Troppi paesi oggi hanno sistemi insani (ad esempio, troppe sostanze nocive nel cibo, troppe sostanze nocive nell'ambiente che possono danneggiare il metabolismo, troppi condizionamenti da Internet, dalla televisione, nei luoghi di lavoro e nella nostra vita quotidiana da impedirci di mangiare bene, fare attività fisica e dormire a sufficienza). Poche persone fanno qualche cosa per cambiare questi sistemi ... i massicci tagli ai finanziamenti scientifici e sanitari e la mancanza di opportune iniziative per i pranzi scolastici peggiorano la situazione ... "

 

 

L'indice di massa corporea (BMI), una misura inadeguata per la salute

La maggior parte degli studi, inclusi quelli sopra indicati, utilizza il BMI per determinare se un individuo ha un peso normale o eccessivo. Un BMI da 25 a 30 è considerato sovrappeso; sopra 30 obeso. Il BMI si calcola dividendo il peso corporeo in chilogrammi per il quadrato dell'altezza in metri. Il problema è che questo metodo non riesce a distinguere tra tessuti muscolari e il tessuto grasso. Inoltre non tiene conto della distribuzione effettiva dei grassi corporei nella struttura fisica.

 

Come è stato osservato in un recente articolo su Popular Science, (10) "... il grasso viscerale potrebbe essere nascosto nella struttura corporea ma può comunque contribuire a problemi letali". Sappiamo che il grasso viscerale in eccesso - il grasso che si accumula intorno agli organi interni - è molto più pericoloso per la salute del grasso sottocutaneo (il grasso più visibile che si trova appena sotto la pelle).

 

Il pericolo del grasso viscerale è legato al rilascio di proteine e ormoni che possono causare infiammazioni e, a loro volta, queste possono danneggiare le arterie e raggiungere il fegato influendo sul modo in cui il corpo utilizza gli zuccheri e i grassi. Due test che offrono un'idea molto migliore della composizione corporea e dei rischi per la salute sono il rapporto tra la circonferenza della vita e la circonferenza dei fianchi (all'altezza dell'anca) ed il rapporto altezza-girovita. (11)

 

Ambedue sono molto più precisi del BMI. Come è stato osservato in uno studio del 2015, (12) gli uomini con BMI normale, ma con obesità addominale, hanno il doppio del rischio di mortalità nei confronti di coloro considerati obesi secondo il loro BMI ma che non hanno obesità addominale.

 

Due test per valutare i rischi per la salute

 

Per determinare il rapporto altezza/girovita, (13) si misura l'altezza corporea e la circonferenza della vita con un metro a nastro. La circonferenza della vita dovrebbe essere inferiore alla metà dell'altezza. Avere un rapporto altezza/girovita almeno maggiore di 2 a 1 è associato ad una maggiore aspettativa di vita e ad un minore rischio di infiammazione, diabete, malattie cardiache e ictus. (14)

 

Il rapporto vita-anca ha l'ulteriore vantaggio di dare un'idea migliore della distribuzione effettiva del grasso corporeo. Avere un corpo a forma di mela è indicativo dell'accumulo di grassi viscerali, i più dannosi in quanto associati ad un aumento del rischio di malattie cardiache e diabete. Il grasso intorno ai fianchi e ai glutei, a forma di pera, costituisce un minore rischio per la salute, in quanto questo tipo di accumulo di grasso sottocutaneo non è nocivo come il grasso accumulato attorno agli organi interni.

 

Detto questo, alcuni tipi di costituzione del corpo possono rendere questa tecnica meno perfetta. Ad esempio, le donne che sono molto sottili e "squadrate" (cioè non hanno una figura a clessidra) possono finire in una categoria di rischio più elevata di quanto sia giustificato. In questi casi, si consiglia di misurare sia il rapporto altezza/girovita che il rapporto girovita/fianchi per avere un'idea migliore del rischio complessivo.

 

Rapporto Vita/Fianchi

Uomini

Donne

Ideale

0.8

0.7

A basso rischio

<0.95

<0.8

Rischio moderato

Da 0,96 a 0,99

Da 0,81 a 0,84

Alto rischio

> 1.0

> 0.85


Le politiche governative hanno contribuito alla crescente epidemia di obesità in diversi modi, a cominciare dal fatto che non hanno predisposto un programma adeguato di educazione alimentare. Hanno destinato le sovvenzioni agricole a realtà tendenti a favorire l'impiego di ingredienti spazzatura piuttosto che frutta e verdura salutari e hanno sovvenzionato le grandi aziende agricole a conduzione intensiva piuttosto che quelle piccole a conduzione familiare.

 

Le politiche governative hanno reso molto più facile la diffusione dei fast food.

 

Le patate fritte raddoppiano il rischio di morte anticipata

 

Non c'è dubbio che gli alimenti trasformati siano al centro del problema dell'obesità. I rischi di una dieta alimentare basata su prodotti trasformati con elevate quantità di zuccheri aggiunti, grassi nocivi e ingredienti sintetici sono stati dimostrati in numerosi studi. Di recente, uno studio (15) , (16) pubblicato nell'American Journal of Clinical Nutrition avverte che mangiare patate fritte più di due volte alla settimana può raddoppiare il rischio di morte precoce rispetto al non mangiarle affatto.

I ricercatori ritengono che ciò sia dovuto all'olio da cucina ad alto contenuto in grassi trans. Come notato dall'autore Nicola Veronese, il grasso trans aumenta il colesterolo LDL, un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Gli oli vegetali si degradano anche in prodotti tossici di ossidazione quando vengono riscaldati, come le aldeidi implicate nelle malattie cardiache e nell'Alzheimer.

Gli oli di cottura sono anche una fonte di grassi omega-6 danneggiati e un rapporto squilibrato omega-6 e omega-3 costituisce un altro fattore che favorisce l'obesità.

Gli studi mostrano una relazione tra il consumo di grassi omega-3 e la diminuzione della formazione del tessuto adiposo mentre. il consumo di troppi omega-6 promuove la formazione di tessuti di grasso bianco e le infiammazioni croniche, due dei più grandi segnali che indicano il rischio di obesità.

I grassi polinsaturi Omega-6, quando assunti in grandi quantità, non vengono essere utilizzati dal corpo come carburante e vengono incorporati nelle membrane cellulari e nei mitocondri. Diventano altamente suscettibili al danno ossidativo che, in ultima analisi, danneggia il meccanismo metabolico.

 

La terapia metabolica mitocondriale che aiuta

I processi di produzione alimentare moderni non hanno migliorato la salute o favorito la longevità. È giunto il momento di una svolta radicale. Evidenze convincenti dimostrano che l'assunzione di carboidrati netti costituisce un fattore primario che determina l'accumulo di grasso nel corpo e, con gli zuccheri raffinati (in particolare il fruttosio) e con le farine bianche costituiscono le principali cause di obesità, diabete e malattie croniche.

 

In breve, la maggior parte delle persone mangia troppi alimenti trasformati, carboidrati netti, grassi malsani, proteine e troppo pochi grassi salutari. Il risultato è l'aumento di peso e la resistenza all'insulina. L'esercizio fisico non è in grado di compensare i danni causati da una dieta ad alto contenuto in carboidrati e basso contenuto di grassi. Di conseguenza, questi fattori tendono ad avviare dei processi metabolici e biologici che danneggiano la salute.