Il rafano

(Inserito il 28 giugno 2016)

Si sta osservando negli ultimi tempi un notevole interesse per il recupero di biotipi e di erbe spontanee, nell’idea di un’alimentazione più sana e di un’agricoltura multifunzionale ed a km “zero”.

 Fino a poco tempo fa si riteneva l’uso alimentare di alcune erbe esclusivamente dovuto alla povertà; in realtà i “nostri vecchi” ne conoscevano anche le proprietà terapeutiche e le utilizzavano per i più disparati problemi.

 

Un caso simile è il Rafano (Cren), il cui sapore forte, che mal si adatta a tutti i tipi di palati, l’ha relegato negli orti di pochi, eppure contiene svariati composti che ne fanno anche un ottimo rimedio terapeutico.

 

Una pianta resistente al freddo, il rafano può essere considerato una coltura per un raccolto invernale. Si raccoglie la radice scavando nel terreno con una forca (per danneggiare il meno possibile). Si taglia la parte superiore e si conserva in un luogo fresco fino a quando è il momento di consumarlo.

 

Si sbuccia e si impiega grattugiato per qualsiasi piatto o uso terapeutico che si desidera. Come condimento, si prepara in salsa per condire costolette, panini, arrosto o bollito di manzo. Viene usato su gamberetti (mescolato con ketchup), e spalmato sulla carne bovina.

 

In entrambi i casi, aggiunge un tocco di calore e sapore anche a insalate, purè di patate o uova strapazzate, questa radice è molto versatile e può insaporire qualsiasi piatto o bevanda.

 

 

Da dove viene il suo gusto pungente?

 

Il Rafano è una pianta perenne originaria della Russia, dell'Europa e dell'Asia occidentale ma oggi è coltivato in tutto il mondo. Appartiene alla famiglia delle Brassicacee come: i cavoli, la senape e il wasabi. Le foglie e la radice sono stati riconosciuti negli annali della medicina per migliaia di anni.

 

Per inciso, il wasabi (Wasabia japonica) è una pianta radice dello stesso genere originaria del Giappone. Il condimento verde notoriamente aromatico chiamato "wasabi" in realtà viene preparato con il rafano più piccante del normale. Molti tipi di wasabi venduti non sono altro che rafano mescolato con senape secca e coloranti alimentari.

 

Le radici di rafano non hanno molto odore fino a quando non si tagliano. Se si incide la buccia, si espande un potente effluvio della sua caratteristica essenza aromatica.

 

Dopo averlo tagliato e lasciato riposare per circa 20 minuti, l'intensità dell'essenza comincia a diminuire a differenza del peperoncino habanero che ha un indice di picantezza paragonabile a quella di rafano.

 

La scala Scoville, (1) che misura tipicamente il piccante dei peperoncini, è basata sul contenuto in capsaicina. Nel rafano, è dovuto all'isotiocianato di allile.

 

Tuttavia, l'isotiocianato di allile (AITC) è molto più di un composto a sapore piccante. Le prove scientifiche hanno concluso che l'AITC può essere utile per la prevenzione del cancro alla vescica, tra gli altri tumori maligni.

 

Un rapporto spiega che l'AITC: "Presenta molte caratteristiche desiderabili in un agente chemio-preventivo contro il cancro, inclusa l'estremamente elevata biodisponibilità con la somministrazione orale.  Inoltre presenta attività microbicida contro un ampio spettro di agenti patogeni, una significativamente più alta tossicità per le cellule maligne rispetto alle cellule normali, una capacità di indurre rapidamente la morte delle cellule tumorali indipendentemente dai tessuti da cui esse vengono originate ... " (2)

 

Il Rafano offre molti benefici per la salute

 

Non ci vuole molto per trovare i riferimenti sui composti e sostanze nutritive del rafano che gli conferiscono molte proprietà salutari. Un libro (3) sul tema ne elenca molte: "Il Rafano è efficace come antimicrobico, spasmolitico, citotossico, antisettico, diuretico, stimolante e dotato di proprietà antiossidanti."

 

Il Rafano è anche un antibiotico leggero e un diuretico, viene usato per alleviare le infezioni alle vie urinarie. Migliore di tutti, più efficace di molti farmaci da prescrizione, a differenza di questi ultimi, non ha effetti collaterali anche se usato per lungo tempo. Inoltre, i sintomi dolorosi alle vie urinarie vengono alleviati.

 

Studi 4 hanno scoperto molti altri usi del rafano che possono apportare benefici a quasi ogni parte del corpo:

  • dolori articolari e muscolari

  • infezioni urinarie

  • congestione del torace

  • ritenzione idrica

  • cancro

  • disturbi respiratori

  • mal di testa

  • raffreddore e influenza

  • forfora

  • tonsillite

  • infezione dei seni paranasali
  • disintossicazione

 

Il forte odore del rafano è benefico per la salute

 

Calcio, potassio, magnesio e fosforo sono alcuni dei minerali più importanti presenti nel rafano. Oltre alle fibre e alla vitamina C, questa modesta radice contiene oli volatili, come l'olio di senape, che è un anti-virale utile per combattere le infezioni.

 

Il rafano contiene anche composti anti-cancerogeni con attività disintossicante, ma l'odore di questa radice è particolarmente efficace contro le infezioni dei seni paranasali perché aiuta a liberare il muco nelle cavità nasali, dove le infezioni batteriche spesso iniziano.

 

Alcuni erboristi raccomandano preparati di rafano solo per questo scopo. Una volta che le narici vengono a contatto con il forte odore del rafano, il muco inizia a fluire ed è il segnale che l'infezione è sulla sua via di remissione.

 

Di seguito si riporta una ricetta consigliata per eliminare il muco dal naso, così come la congestione dal petto. Occorre fare attenzione a respirare i fumi perchè sono potenti!

  • Un pezzo di radice di rafano della lunghezza di 20/30 cm grattugiato

  • 1 cucchiaio di aceto di mele

  • 2 cucchiai di acqua

  • Un pizzico di sale (a piacere)

Mescolare gli ingredienti insieme in un vasetto di vetro, che può essere conservato in frigorifero per quattro-cinque settimane. Assumere da un mezzo a 1 cucchiaino due o tre volte al giorno per tutto il tempo che ci vuole per eliminare la congestione.

 

È possibile diluire il composto con un quarto di succo di pomodoro per renderlo più appetibile se lo si desidera, ma è meglio tal quale.

 

I glucosinolati: sapore piccante e molto di più

 

Come già accennato, il rafano è parente dei broccoli. Molteplici studi hanno esaltato i composti glucosinolati chemioprotettivi dei broccoli, soprattutto nei germogli dei broccoli,(6) ma il rafano ne contiene 10 volte tanto!

 

Una recente recensione della University dell'Illinois (UI) (7) ha dimostrato come i potenti enzimi del rafano lavorano contro il cancro:

 

"Nel nuovo studio, il team ha osservato che i prodotti di idrolisi dei glucosinolati, attivano gli enzimi coinvolti nella detossificazione e nell'eliminazione dei radicali liberi che provocano il cancro. "

 

Gli studiosi hanno anche scoperto che diverse specie di rafano contengono diverse quantità di molecole di glucosinolati, e che nel ceppo "premium", USA Fancy, è presente la maggior quantità. (8)

 

Secondo lo scienziato Dr. Mosbah Kushad: "Sapevamo che il rafano era benefico per la salute, ma in questo studio siamo riusciti a collegarlo, per la prima volta, alla attivazione di alcuni enzimi disintossicanti".

 

 

Secondo The George Mateljan Fondation, (9) i glucosinolati contenuti nelle foglie e nelle radici del rafano influenzano anche il metabolismo degli ormoni: "Dobbiamo anche pensare alle spezie come i semi di senape e il rafano, ricche di molecole salutari dove i glucosinolati sono concentrati ."

 

Altre proprietà curative attribuite al Rafano

 

La Sinigrina è un glucosinolato che si trova nelle crocifere come i cavoli e il rafano. Un articolo (10) su un sito dedicato alla prevenzione delle malattie riporta: "Uno dei più potenti glicosidi, la sinigrina che si trova nel rafano, allevia i sintomi della ritenzione idrica, grazie al suo effetto stimolante sui capillari sanguigni. Il Rafano è rubefacente, contiene un agente che stimola il flusso di sangue sotto la superficie della pelle."

 

Un altro studio (11) ha spiegato come il pH della AITC contro l'E. Coli, lo Staphylococcus aureus (un batterio), e il S. cerevisiae (lievito di birra), regge il confronto con il benzoato di sodio, un additivo alimentare legato alla iperattività, a problemi comportamentali e ampiamente utilizzato per la conservazione degli alimenti.

 

Gli studiosi hanno determinato che l'AITC era tra sei e 21 volte più efficace nell'inibizione della crescita dei batteri Gram-negativi E. coli rispetto al benzoato, e da tre a 45 volte più potente nella inibizione dei S. aureus. La conclusione dello studio è stata che i principali ingredienti del rafano (e altre Brassicacee) sono molto più potenti del benzoato di sodio.

 

Secondo una rivista per la prevenzione delle malattie: (12)"Anche all'interno delle singole cellule della prostata, i glucosinolati influenzano in modo benefico il metabolismo degli ormoni, il che può spiegare perché, un maggior consumo di senape e simili, è associato ad un minor rischio di cancro alla prostata.