Plastica: Bisfenolo e Ftalati

(Inserito in data 5 ottobre 2015)

Il Bisfenolo-A (BPA) è stato creato nel 1891 da un chimico russo e nel 1930 è stato accertato che simula gli effetti degli estrogeni nel corpo umano. Nel 1950, il BPA ha trovato il suo utilizzo come sostanza chimica nella produzione della plastica resistente, elastica e volendo trasparente.


Il BPA è anche usato per la produzione di resine che proteggono il metallo contro la corrosione e la rottura. Ricopre la maggior parte delle lattine dei prodotti conservati e delle bevande.


In passato la plastica era considerata una sostanza inerte. Ora sappiamo che le sostanze chimiche della plastica possono migrare dai contenitori, ai cibi e alle bevande in essi contenuti.


Il BPA desta accese polemiche in quanto sempre più ricerche sostengono che è dannoso per la salute umana. Nonostante tutto, il mercato del BPA è stato valutato oltre 13 miliardi dollari nel 2013 e le vendite sono in aumento del 5 per cento all'anno. (1)


Dice Frederick vom Saal, un ricercatore di lunga esperienza presso l'Università del Missouri-Columbia: “Oggi, sono disponibili circa 1.000 studi sul BPA somministrato agli animali e la stragrande maggioranza di essi dimostrano che provoca o è legato a molti problemi di salute, dalle alterazioni nella fertilità all'aumento del rischio di tumori, a problemi cardiovascolari e alterazioni al cervello”.


Il gruppo commerciale e industriale, Chemistry Council, continua a insistere sul fatto che il BPA è sicuro e si è opposto a tutte le proposte legislative per vietare la sostanza chimica. (2)


La Food and Drug Administration (FDA) ha emesso un comunicato ufficiale l'anno scorso negli USA per riaffermare la sicurezza del BPA (3) dichiarando che "le informazioni a disposizione continuano a confermare l'innoquità del BPA per gli usi attualmente approvati nei contenitori per alimenti e negli imballaggi." (4)


E' più che probabile che sia il risultato di lobbying dell'industria chimica. Ci sono prove schiaccianti contro l'uso del BPA. in particolare nei prodotti alimentari, che vengono ignorate.


Secondo Newsweek : (5)


"... L'agenzia ha liquidato come irrilevante la stragrande maggioranza degli studi sulla sicurezza del BPA e delle recensioni degli scienziati in preparazione di quella posizione ufficiale ... In alcuni casi, le note dei revisori non sembrano combaciare con le affermazioni della FDA”.


Nel 2006, per esempio, l'analisi ha rivelato che ogni studio del settore finanziato non ha trovato effetti significativi del BPA mentre, al contrario, sono stati riscontrati per il 92 per cento dagli studi condotti senza finanziamenti industriali” ... (6)


In Europa la più recente, completa valutazione effettuata sull’esposizione dei consumatori al BPA e sulla tossicità della sostanza è stata pubblicata dall’EFSA nel gennaio 2015. Gli esperti scientifici dell'ente hanno concluso che il BPA, ai livelli attuali di esposizione non rappresenta un rischio per la salute della popolazione. L’esposizione attraverso la dieta o l’insieme delle varie fonti (dieta, polvere, cosmetici e carta termica) è nettamente al di sotto del livello di sicurezza (la “dose giornaliera tollerabile” o DGT) di BPA negli alimenti, ovvero 4 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno (µg/kg di pc/giorno).


Ma i dubbi rimangono, secondo uno studio pubblicato su Toxicoloy and Applied Pharmacology, sarebbero confermate alcune ipotesi circa il ruolo nell'alterazione degli equilibri ormonali: i danni più grossi si avrebbero con le dosi più basse, come da tempo ipotizzato in base al cosiddetto “low dose response” tipico degli interferenti endocrini.

 

 

Pericoloso anche a bassi livelli di esposizione


La maggior parte delle persone hanno del BPA nel sangue, di solito in ragione di 1 parte per miliardo (ppb). (7) Potrebbe sembrare una minuscola quantità per causare problemi - e questo è quello che le autorità sanitarie e le aziende chimiche hanno a lungo affermato - “ma le sostanze che interferiscono con il sistema endocrino, come il BPA, e agiscono come ormoni, non si comportano secondo le regole", dice Patricia Hunt, genetista della Washington State University. " (8)


Secondo la Hunt, "l'esposizione a bassi livelli di BPA - livelli che pensiamo siano nella regola della attuale esposizione umana - possono influenzare profondamente sia lo sperma che gli ovuli in via di sviluppo" (9)


Per esempio, in uno degli studi della Hunt, i ricercatori hanno trovato alterazioni nello sviluppo degli ovuli delle scimmie (Macachi Rhesus), che hanno un sistema riproduttivo simile a quello umano, dopo che sono state esposte sia a singole dosi giornaliere di BPA sia a bassi livelli in dosaggio continuo. Il BPA sembra danneggi i cromosomi, il che può portare ad aborti spontanei o difetti di nascita.


Nel gruppo esposto in continuo al BPA, si sono verificati non solo problemi di sviluppo iniziale dell'ovulo, ma anche negli ovuli fetali che si stavano sviluppando. (10) Gli ovuli fetali non sono stati posizionati correttamente nei follicoli, il che significa che hanno difficoltà a svilupparsi e maturare normalmente.


 

I gravi rischi per la salute connessi con il BPA


Il BPA è un interferente endocrino, il che significa che imita o interferisce con gli ormoni del nostro corpo e "sconvolge" il sistema endocrino. Le ghiandole del sistema endocrino e gli ormoni che esse rilasciano influenzano quasi ogni cellula, organo, e funzione del corpo.


Sono strumentali nella regolazione dell'umore, nella crescita e nella funzione di sviluppo dei tessuti, nel metabolismo, così come nella funzione sessuale e nei processi riproduttivi. Il BPA è stato collegato a una serie di problemi di salute, in particolare nelle donne in gravidanza, nei feti e nei bambini piccoli, ma anche negli adulti, tra cui:


  • Danni strutturali al cervello

  • Cambiamenti nel comportamento di genere e comportamento sessuale anormale

  • Iperattività, maggiore aggressività, e difficoltà di apprendimento

  • Pubertà precoce, stimolazione dello sviluppo della ghiandola mammaria, cicli riproduttivi interrotti, disfunzione ovarica, e infertilità

  • Aumento della formazione di grasso e rischio di obesità

  • Stimolazione della formazione di cellule tumorali della prostata

  • Funzione immunitaria alterata

  • Aumento delle dimensioni della prostata e ridotta produzione di spermatozoi

     

Gran parte della ricerca sul BPA ha coinvolto animali, per cui gli scettici (di solito quelli del settore chimico) sostengono che gli effetti possono non essere necessariamente gli stessi negli esseri umani.


Ma le ricerche che coinvolgono gli esseri umani hanno dimostrato rischi simili. Ad esempio, il BPA da lattine o bottiglie di plastica possono far aumentare la pressione sanguigna nel giro di poche ore dall'ingestione. (11)


Nello studio NHANES, pubblicato nel 2010, gli adulti con i più alti livelli di BPA nelle urine hanno avuto più del doppio di probabilità di sviluppare malattie coronariche rispetto a quelli con i livelli più bassi. (12)


 

Perché la plastica BPA-Free non è la soluzione ...


In risposta alla domanda dei consumatori di prodotti privi di BPA, molti produttori sono passati a utilizzare una sostanza chimica diversa chiamata bisfenolo-S (BPS). Ma il BPS sembra essere altrettanto tossico, se non di più, del BPA.


Nel 2013, i ricercatori della University of Texas Medical Branch hanno scoperto che le concentrazioni basse anche minime di una parte per trilione-di BPS possono disturbare il funzionamento cellulare. Disturbi metabolici come l'obesità, il diabete e persino il cancro, sono potenziali conseguenze di tali alterazioni.


In sostanza, mentre i produttori non mentono affermando che i loro prodotti sono "BPA-free", non dicono necessariamente tutta la verità. Molti hanno semplicemente cambiato un sistema chimico per un altro, e i consumatori attenti alla salute possono essere ingannati da un falso senso di sicurezza dall'etichetta BPA-free.


La plastica poi non è l'unica fonte di esposizione al BPA. Questa sostanza chimica tossica si trova anche in:


  • Cibi in scatola e lattine di bevande gassate

  • Alcuni sigillanti dentali

  • Alcune plastiche BPA-free (che possono contenere sostanze chimiche simili che possono alterare il sistema endocrino)

  • Ricevute o scontrini di stampanti termiche


Precedenti ricerche hanno dimostrato che la detenzione di scontrini per soli cinque secondi è stato sufficiente per trasferire del BPA alla pelle, e la quantità di BPA conferita è aumentato di circa 10 volte quando le dita erano bagnate o unte. (13) Mangiare cibi in scatola è un altro meno conosciuto, ma significativo, modo di esporsi al BPA. Secondo uno studio, mangiare minestra in scatola per cinque giorni, ha aumentato nei partecipanti allo studio, la concentrazione di BPA nelle urine di oltre il 1.000% rispetto al mangiare una zuppa appena fatta in casa. (14) Una ricerca separata ha mostrato che dopo aver bevuto il latte di soia in lattina, i livelli di BPA nell'urina dei partecipanti è aumentato di circa il 1.600 per cento, rispetto a quando è stato bevuto il latte di soia conservato in vetro. (15)


Al BPA contenuto nella plastica si sommano anche altre sostanze nocive come gli ftalati. Secondo le stime della US Environmental Protection Agency (EPA), più di 470 milioni di chili di ftalati vengono prodotti ogni anno. (16) Sono utilizzati principalmente per la plastica, come il cloruro di polivinile (PVC) più flessibile e resistente, ma possono anche trovarsi nei deodoranti, e nei prodotti per la cura personale come shampoo, gel doccia e il trucco.


Ricerche hanno collegato l'esposizione agli ftalati a difetti di nascita, al basso numero di spermatozoi, alla malattia dell'ovario policistico, e all'anticipo o ritardo nella pubertà, solo per citarne alcuni. L'esposizione prenatale agli ftalati può anche portare a QI ridotta nei bambini, e c'è anche una associazione tra le concentrazioni di ftalati nel corpo della madre durante la gravidanza e la capacità del bambino di concentrarsi, nella memoria di lavoro, nelle capacità di ragionamento e nel tempo impiegato dal bambino, nell'età da 7 a 21 anni, a elaborare e recuperare informazioni. Inoltre, una ricerca sugli animali ha trovato che: (17) gli ftalati possono influenzare l'attività della aromatasi, un enzima che converte il testosterone in estrogeni. Gli estrogeni svolgono un ruolo importante nello sviluppo del cervello.

Gli ftalati possono anche interrompere l'attività cerebrale correlata al neurotrasmettitore dopamina e produrre sintomi come disattenzione e iperattività.

 

 

Suggerimenti per ridurre l'esposizione a sostanze chimiche che alterano il sistema endocrino


Anche se è praticamente impossibile evitare tutte le sostanze chimiche potenzialmente pericolose, si può certamente ridurre al minimo l'esposizione mantenendo alcuni principi fondamentali in mente:


  • Mangiare cibi per lo più freschi e interi. Gli alimenti trasformati e confezionati sono una fonte comune di BPA e ftalati - lattine in particolare - ma anche gli alimenti confezionati in un involucro di plastica.

  • Acquistare i prodotti che vengono venduti in bottiglie di vetro anziché in plastica o in lattine.

  • Conservare il cibo e le bevande in vetro, anziché in plastica ed evitare di utilizzare involucri di plastica.

  • Utilizzare contenitori di vetro se si riscaldano gli alimenti nel forno a microonde, il calore tende ad aumentare il rilascio delle sostanze chimiche dalla plastica.

  • Essere consapevoli del fatto che anche dalla plastica "BPA-free" tipicamente migrano altre sostanze chimiche verso il sistema endocrino che sono altrettanto dannose quanto il BPA.

  • Utilizzare biberon di vetro per i bambini.

  • Fare attenzione con le ricevute dei registratori di cassa. E' bene limitarne il contatto.

  • Cercare i prodotti provenienti da produttori biologici, rispettosi degli animali, sostenibili, certificati biologici, e OGM free. Questo vale per tutto, dal cibo ai prodotti per la cura personale ai materiali da costruzione, moquette, vernici, oggetti per bambini, mobili, materassi e altro ancora.

  • Quando si ristruttura la casa, cercare alternative “verdi” senza tossine in sostituzione dei normali rivestimenti di vernice e pavimenti in vinile, contenenti anche ftalati.

  • Scegliere i giocattoli realizzati con materiali naturali per evitare i prodotti chimici contenuti nella plastica, come gli ftalati e il BPA/BPS, in particolare per gli articoli che il bambino può essere portato a succhiare o masticare.

  • Allattare il bambino esclusivamente se possibile al seno, almeno per il primo anno (per evitare gli ftalati provenienti dalle confezioni di latte artificiale e dalle bottiglie e tettarelle di plastica).

  • Utilizzare prodotti per la pulizia naturali, o prepararli in proprio.

  • Fare attenzione ai prodotti per l'igiene personale tra cui shampoo, dentifrici, anti-traspiranti e cosmetici. Scegliere prodotti che sono privi di ftalati e altre sostanze chimiche potenzialmente pericolose.

  • Sostituire la tenda della doccia in vinile con un tessuto atossico.

  • Insegnare ai figli di non bere acqua dal tubo da giardino perchè molti sono realizzati con materie plastiche contenenti ftalati.