Ma quante medicine prendiamo ?

(Aggiornato e integrato il 15 dicembre 2015)

Sarebbe semplice: una pillola per ogni problema di salute e tutto è risolto.

 

Se il problema non esiste, indotti dalla pubblicità o dalla scarsa conoscenza, magari riusciamo a crearcelo.

 

Quando andiamo dal medico non siamo soddisfatti se ci dice soltanto di metterci a riposo per qualche giorno e attendere che il nostro sistema di difesa abbia il tempo di riparare i nostri mali.

 

Non ci sentiremo parimenti soddisfatti se il medico ci consigliasse di curaci cambiando solo il nostro modo di mangiare o il nostro stile di vita.

 

Preferiamo che ci prescriva delle medicine ad effetto immediato capaci di sopprimere i sintomi della malattia e non ci importa di nient'altro.

 

Spesso non ci chiediamo nemmeno se, con l'assunzione di un prodotto farmaceutico, risolviamo definitivamente, alla radice, la patologia o attenuiamo solo i sintomi che ritorneranno puntualmente a tormentarci nel tempo con in in più, il rischio di andare incontro inesorabilmente ad altri disagi dovuti alla tossicità di molti medicinali.

 

Le case farmaceutiche sono molto aggressive e normalmente considerano noi pazienti come clienti, ed i medici, come intermediari da bombardare tramite i loro informatori scientifici (propagandisti medici), le loro ricerche orientate, le loro pubblicazioni di parte su riviste mediche e non, i loro convegni …..ecc.).

 

Il risultato ? Prendiamo troppe medicine !

  

Intendiamoci, non siamo contro le medicine che, in molti casi di patologie gravi, hanno salvato tante persone.

 

Siamo contro il loro utilizzo quando non sono necessarie, contro il loro impiego sbagliato ed il loro frequente abuso.

 

Crediamo che si debba fare ricorso alle medicine solo nei casi gravi quando non esistono rimedi naturali innocui.

 

E' vero, l'età media della vita dell'uomo continua a crescere e mi domando se ciò sia dovuto all'uso delle medicine oppure nonostante l'uso delle medicine.

 

Dal rapporto OsMed 2010 la spesa farmaceutica territoriale in Italia risulta stabile. Nel 2010 il mercato farmaceutico totale è stato di oltre 26 miliardi di euro, di cui il 75% rimborsato dal Servizio sanitario nazionale (Ssn). Secondo i dati presentati nel rapporto “L’uso dei Farmaci in Italia anno 2010”, in media, per ogni cittadino italiano la spesa per farmaci è stata di 434 euro.

 

I farmaci del sistema cardiovascolare, come negli anni precedenti, sono i più utilizzati con una spesa di oltre 5 miliardi di euro, e con una copertura da parte del SSN che supera il 93%.

 

L’analisi della prescrizione farmaceutica nella popolazione conferma che l’età è il principale fattore predittivo dell’uso dei farmaci: la spesa media di un assistibile ultra 75enne è di circa 13 volte maggiore a quella di una persona di età compresa fra 25 e 34 anni.

 

Quest'ultimo dato ci fa pensare che invecchiamo male per cui, occorre cercare di comprendere come mai il nostro corpo, che non è programmato per ammalarsi, con l'età ci fa soffrire. 

 

E'sbagliato considerare la vecchiaia come una malattia. 

 

I problemi sono principalmente la conseguenza dei comportamenti adottati in precedenza e mantenuti fino all'età avanzata.

 

Con molta probabilità, i cinque miliardi di farmaci del sistema cardiovascolare, e molti altri possono essere drasticamente ridotti con una buona attività informativa e una efficace azione di prevenzione.

 

Cosa succede in America?

 

Negli Usa secondo il "Centers for Disease Control"  nel 2005 si sono registrate 33.000 morti per l'eccessivo o il cattivo uso di medicinali. Rappresenta la seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.

A questo dato, sarebbe interessante aggiungere il numero di casi in cui non si è verificata la morte ma i pazienti hanno subito dei danni alla salute dovuti agli effetti collaterali dei farmaci, visto che il 46% degli americani prende almeno una pillola al giorno (come prescrizione medica) senza calcolare i numerosi farmaci da banco acquistati liberamente.

 

Un altro dato che ci deve far riflettere arriva da un articolo apparso sul Journal of the American Medical Association (JAMA) in cui viene pubblicata una stima di 106.000 casi di morte attribuiti ai farmaci regolarmente somministrati a pazienti ospedalizzati, e di oltre 2.000.000 di casi in cui si sono verificati dei seri effetti collaterali negativi.

 

Una buona parte dei farmaci che assumiamo è inefficace e in molti casi dannosa. Ad esempio, i farmaci antidepressivi funzionano solo nelle patologie gravi; negli altri casi sarebbe meglio prendere una pillola di zucchero.......oh...pardon...... meglio mangiare un frutto di stagione.

 

Vale la pena di discutere con il proprio medico (possibilmente con apertura olistica) e definire quali medicine possono davvero essere considerate indispensabili per la terapia specifica tenendo presente che per le seguenti patologie, salvo casi estremi, i farmaci non sono la risposta:

 

  • Diabete

  • Alta pressione arteriosa

  • Elevato colesterolo

  • Depressione

  • Osteoporosi

  • Artriti

  • Deterioramento cognitivo (perdita della memoria)

     

Un caso emblematico: la statina

 

Molte nuove medicine vengono diffuse senza una sufficiente serie di test che assicurino la totale innocuità o almeno l'assenza di effetti collaterali seri.

 

La statina ad esempio è un farmaco che impedisce la sintesi del colesterolo endogeno e viene considerata nelle sue diverse forme ben tollerata.

 

Gli studi avevano riscontrato degli effetti positivi della statina sulle persone affette da ipercolesterolemia.

 

Sembra tuttavia che i risultati derivassero dallo stato dei pazienti che prima della somministrazione della statina soffrivano da molti anni di ipercolesterolemia.

 

Alcuni test rigorosi condotti con sostanze placebo hanno invece messo in luce come la statina peggiori la situazione.

 

Il prodotto della Bayer, "LipoBay" è stato ritirato dal mercato dopo che, associato a fibrati diede luogo a gravi eventi avversi di rabdomiolisi fatale.

 

L'assunzione delle statine tra l'altro deve essere continuativa in quanto l'effetto cessa con l'interruzione del trattamento e, nel lungo periodo vi è un'ampia casistica di effetti nocivi anche gravi. 

 

Dunque, in generale, le valutazioni con il proprio medico vanno fatte con molta prudenza considerando anche le ricerche ed esperienze indipendenti serie. 

 

I farmaci da banco sono veramente innocui?

 

Molti ritengono che i farmaci da banco siano sicuri, forse anche più sicuri dei farmaci che richiedono la prescrizione medica, ma solo perché sono disponibili al banco non significa che siano privi di rischio.

 

E 'importante essere consapevoli dei principi attivi  del farmaco e dei potenziali effetti collaterali prima di assumerlo, ma la maggior parte delle persone non legge tutte le informazioni  che si trovano sulle etichette.

 

Da una ricerca effettuata su 80.000 donne non ipertese, dopo 21 giorni di somministrazione di antidolorifici nell' 86% dei casi, è stato riscontrato un aumento della pressione arteriosa.

 

Secondo la FDA americana tutti i farmaci da banco possono comportare dei rischi, a causa degli effetti collaterali quando l'utilizzo è prolungato.

 

Il paracetamolo può essere letale

 

L'overdose paracetamolo è la causa principale per le chiamate di avvelenamento nei centri di controllo degli Stati Uniti - più di 100.000 istanze all'anno - e il paracetamolo è responsabile di quasi la metà di tutti i casi di insufficienza epatica acuta negli Stati Uniti. (1) 

 

Il governo Federale stima che ogni anno muoiono 150 persone negli USA e altre 56.000 subiscono dei danni dovuti al cattivo utilizzo del Paracetamolo, composto poco conosciuto in Italia ma contenuto nei popolari farmaci diffusi con nomi commerciali come la Tachipirina. (2)

 

Prendendo solo il 25 per cento in più della dose giornaliera raccomandata - l'equivalente di appena due in più pillole in più al giorno - può causare danni al fegato dopo appena un paio di settimane di uso quotidiano. (3)

 

Una ricerca pubblicata su The Journal of General Internal Medicine ha mostrato che quasi il 25 per cento delle persone intervistate era a rischio di sovradosaggio, utilizzando solo un prodotto a base di paracetamolo nel corso di un periodo di 24 ore.

 

Quasi la metà dei partecipanti erano a rischio di sovra-dosaggio prendendo due prodotti contenenti paracetamolo. (4) I ricercatori hanno concluso: "L'incomprensione del principio attivo e le istruzioni corrette per i farmaci da banco contenenti paracetamolo è comune".

 

Il potenziale di errori ed eventi avversi associati con l'uso improprio non intenzionale di questi prodotti è notevole, in particolare tra i forti consumatori di paracetamolo e quelli con conoscenze limitate ".

 

Il rischio di danno epatico grave e/o la morte relativa all'assunzione di paracetamolo aumenta se:

  • Si prende più di una normale dose (325 mg) di acetaminofene quando combinato con un analgesico narcotico come la codeina o l'idrocodone
  • Si prende più della dose prescritta di un prodotto contenente paracetamolo in un periodo di 24 ore
  • Si prende più di un prodotto contenente paracetamolo contemporaneamente. Assicurarsi di leggere l'elenco degli ingredienti in qualsiasi altro farmaco da banco o prescritto.
  • Si bevono alcolici durante l'assunzione di un prodotto contenente paracetamolo. Le ricerche indicano che il paracetamolo aumenta significativamente il rischio di disfunzioni reali se assunto con alcool -. Anche se la quantità di alcol è bassa (5)

A causa del fastidio e del forte dolore, a volte gli analgesici sono necessari per sopprimere temporaneamente il dolore, come ad esempio per il dolore post-operatorio. In questi casi, alcuni medici consigliano di prendere insieme N-acetil cisteina (NAC). La mortalità a causa della tossicità dell'acetaminofene ha dimostrato di essere virtualmente eliminata quando viene prontamente somministrato il NAC in caso di sovradosaggio.

 

I sonniferi: farmaci da banco potenzialmente pericolosi

 

Quando si è alla disperata ricerca di sonno, l'idea di prendere una pastiglia e cadere beatamente addormentati è una tentazione, ma ricorrendo ai farmaci per dormire è rischioso, anche se sono disponibili senza prescrizione. 

 

Una ricerca che ha raccolto i dati provenienti da più di 10.500 persone che hanno ricevuto sonniferi ha mostrato che "come previsto, i rischi per i pazienti che assumevano farmaci per dormire erano sostanzialmente elevati " . (6)

 

Lo studio ha trovato che coloro che prendevano tali farmaci non solo avevano un  più alto rischio per alcuni tipi di cancro, ma avevano anche ben quattro volte più probabilità di morire rispetto alle persone che non li prendevano. I sonniferi legati a questi rischi includono: benzodiazepine (come il temazepam), non-benzodiazepine (come Ambien, Lunesta ecc), barbiturici, e antistaminici sedativi (alcuni dei quali sono disponibili al banco).

 

 

Gli antistaminici contenenti sonniferi possono perdere la loro efficacia nel tempo. Tali farmaci non devono essere utilizzati per più di due settimane e possono causare effetti collaterali come sonnolenza diurna e vertigini.

 

In particolare occorre fare molta attenzione alle seguenti specialità farmaceutiche:

 

ALEVE® antinfiammatorio che per primo è stato iscritto in una lista di antidolorifici associati a malattie cardiache

IBUPROFENE - Uno studio condotto negli USA su 900 pazienti, dopo 6 mesi di somministrazione è stato riscontrato un raddoppio dei casi di morte per ictus, attacco cardiaco e altre patologie cardiache  

ASPIRINA, PARACETAMOLO (Tachipirina) - sono stati associati a malattie renali. Circa il 15% dei pazienti in dialisi hanno contratto la malattia a seguito dell'assunzione di questi farmaci. 

 

Un altro gruppo di farmaci da utilizzare con attenzione è costituito dalle specialità da banco che si utilizzano in caso di indigestione o contro i bruciori di stomaco. Molti di essi mascherano soltanto i sintomi ma non curano il malessere.

 

Ricerche hanno dimostrato che la riduzione dell'acidità tramite farmaci diminuisce le difese naturali dello stomaco nei confronti dei batteri e crea maggiori problemi.

 

L'intervento del farmaco per ridurre l'acidità diminuisce inoltre la capacità digestiva.      

 

Infine viene ancora segnalata una categoria di farmaci da banco da assumere con attenzione, rappresentata da specialità utilizzati per attenuare i fastidi del raffreddore, della tosse, del mal di gola.

Fra i quali:

 

ANTISTAMINICI - che oltre a provocare sonnolenza, possono aumentare il rischio di sinusite poichè induriscono le secrezioni nasali e ostacolano il normale drenaggio

 

SCIROPPO PER LA TOSSE - (a base di dextromethorphan)- non risulta più efficace di un placebo per calmare la tosse notturna e, assunto in gravidanza, può causare malformazioni nei neonati.

 

Ne deriva che i medicinali da banco vanno utilizzati solo in caso di seria necessità, in mancanza di rimedi naturali, controllando bene:

 

  • quali sostanze contengono (spesso indicate con nomi commerciali accattivanti)

  • le indicazioni e le controindicazioni

  • gli avvertimenti

  • le dosi consigliate (da non superare per alcun motivo)

  • i tempi massimi di assunzione (da non prolungare mai oltre)

  • gli effetti collaterali 

  • cosa fare nel caso si riscontrino reazioni al medicinale

  • se è compatibile con altri farmaci assunti contemporaneamente

  • se è compatibile con altre sostanze che assumiamo (es alcolici)

  • se è adatto ai bambini e agli anziani

 

Ricordiamoci comunque di farne ricorso il meno possibile e solo dopo aver accertato la mancanza di metodi naturali tenendo sempre conto che:                                                        il miglior rimedio è la prevenzione.

 

 

 

Fonti e riferimenti:

 

(1) Hepatology 2004 Jul;40(1):6-9

(2) PBS News September 24, 2013

(3) JAMA July 5, 2006: 296(1); 87-93

(4)  J Gen Intern Med. 2012 Dec;27(12):1587-93.

(5) 141st annual American Public Health Association Meeting, Online Program

(6) BMJ Open. 2012 Feb 27;2(1):e000850.