IL LATTE

Il latte è generalmente considerato come un alimento sano e completo, per cui molti genitori lo propongono ogni giorno ai propri figli.

 

Le raccomandazioni dei dietologi si basano sul fatto che il latte è una fonte primaria per tre fondamentali sostanze nutritive: calcio, potassio e vitamina D.

 

"Il latte contiene inoltre un grande numero di sostanze che sono particolarmente importanti per la salute delle ossa ", dice Connie M. Weaver, PhD che dirige il dipartimento di nutrizione presso la Purdue University. "Le persone che non bevono latte tendono ad essere carenti di tali elementi.

 

Ha senso dunque incoraggiare le persone a consumare i prodotti lattiero-caseari.

 

I benefici del latte

 

Il latte è un alimento straordinario la cui composizione, in natura, varia profondamente in funzione della specie animale che lo produce.

 

È il primo alimento che viene assunto alla nascita perchè contiene tutte le sostanze necessarie per la rapida crescita dell’organismo ed inoltre è quello che ci accompagna in ogni fase della vita grazie ai principi nutritivi di cui è ricco.

 

Le caratteristiche essenziali del latte sono: la complessità della sua composizione, la sua alterabilità e la variabilità quantitativa delle sostanze presenti.

 

I fattori che influenzano la qualità del latte sono diversi: razza dell’animale, età, stato di salute, stadio di lattazione, clima, stagione, condizioni di stabulazione, di alimentazione, mungitura e trattamenti a cui viene sottoposto per il confezionamento e per la sua conservabilità.

 

Con la sola parola “latte” si intende il latte di vacca, diversamente deve essere riportato sulla confezione il nome dell’animale di provenienza.

 

Il latte è una miscela complessa contenente, in fine emulsione, lipidi e vitamine liposolubili e, in fase dispersa, proteine e parte dei fosfati e citrati di calcio e magnesio. In soluzione sono presenti glicidi solubili, sali, sostanze azotate non proteiche e vitamine idrosolubili.

 

Fornisce grandi quantità di calcio che viene facilmente assorbito ed è una importante fonte di proteine di alta qualità biologica, di minerali e di vitamine. Per le sue caratteristiche e, considerato l’apporto calorico moderato (in media da 64 calorie per 100 g di latte intero a 36 calorie per 100 g di latte scremato), il latte è ritenuto un alimento idoneo per qualsiasi tipo di dieta.

 

Spesso il latte e i prodotti lattiero caseari sono stati messi sotto accusa per l’elevato contenuto in grasso e soprattutto per la presenza di acidi grassi saturi.

 

Tuttavia anche tra gli acidi grassi saturi è necessario dire che quelli a catena corta, tipici del latte (butirrico, caprilico, caprico) hanno maggiori effetti benefici per la salute rispetto a quelli a catena lunga (miristico e palmitico) che possono incrementare l'LDL (coinvolto in patologie quali l'atreriosclerosi e l'ipercolesterolemia)nel sangue.

 

L’acido butirrico è stato recentemente oggetto di una ricerca scientifica per la sua presunta attività antitumorale. Inoltre, il grasso del latte contiene alcuni isomeri dell’acido linoleico (CLA): quello più rappresentato è l’acido rumenico, la cui presenza dipende dalla sua formazione nel rumine degli animali.

 

Gli effetti positivi dei CLA sono stati ampiamente dimostrati: sono naturalmente anticarcinogeni, agiscono da modulatori della biosintesi delle prostaglandine, migliorano la mineralizzazione delle ossa e rendono ottimale il metabolismo dei lipidi. (P. Manzi. Alimenti Funzionali, maggio 2009). 

 

Per approfondire i principali aspetti della composizione del latte clicca quì: 

http://www.nutrizionenaturale.org/il-latte/composizione-chimica/

 

 

Le ragioni di chi è contrario al consumo del latte

 

Non tutti però pensano che consumare latte sia una buona idea. Infatti, gli esperti presso la Harvard School of Public Health hanno etichettato le raccomandazioni a consumare latte "un passo nella direzione sbagliata". Uno dei critici più importanti è Walter Willett, MD, PhD, professore di epidemiologia e capo del dipartimento di nutrizione alla Harvard School. 

 

La principale preoccupazione di Willett è che bere troppo latte può comportare pericoli: "ormai c'è una notevole quantità di dati che mostrano un più alto rischio di cancro fatale alla prostata associato al consumo di latte", e aggiunge "Anche se la prova è ancora discussa, abbiamo anche riscontrato un leggero aumento del rischio di cancro ovarico associato al consumo di tre o più porzioni di latte al giorno.

 

Quando si tratta di consigli pratici, per fortuna, le due parti non sono poi così distanti.

 

Consumare una tazza o due di latte o di prodotti lattiero-caseari equivalenti al giorno va bene anche secondo Willett. "Il punto non è che si deve rinunciare ai latticini," ma dice "è anche importante per le persone sapere che non c'è bisogno di bere latte per godere di buona salute."

Per ulteriori approfondimenti sulle ragioni di chi è contrario al consumo swl latte, clicca quì:

http://www.nutrizionenaturale.org/il-latte/motivazioni-contro/

 

 

Quale verità sugli effetti del consumo di latte?

 

La verità è che il latte è sano ed ha il massimo di nutrienti benefici quando è consumato crudo e quando proviene da vacche alimentate con erba e fieno, non contaminate e allevate in buone condizioni igienico-sanitarie.

 

Purtroppo, il latte che si trova nei bicchieri della maggior parte dei consumatori è lontano da questo stato di purezza e, come ha rivelato lo studio più avanti riportato, può essere un vero e proprio cocktail chimico.

 

Un solo bicchiere di latte può contenere una miscela di ben 20 tra antidolorifici, antibiotici e ormoni della crescita.

 

Utilizzando un test altamente sensibile, ricercatori americani hanno riscontrato le sostanze chimiche in campioni di latte di mucca, di capra e anche di latte umano.

 

I risultati mostrano come le sostanze chimiche artificiali oggi si trovino in tutta la catena alimentare. Le più alte quantità sono state rilevate nel latte di mucca.

 

 

Secondo quanto riportato dal “The Daily Mail” July 7, 2011

 

"I ricercatori ritengono che alcuni dei farmaci e dei fattori di crescita siano stati dati al bestiame, o giunti nel latte attraverso l'alimentazione o contaminazioni in azienda... hanno rilevato che il latte vaccino esaminato conteneva tracce di farmaci anti-infiammatori, acido niflumico, acido mefenamico e ketoprofene ... Conteneva anche l'ormone 17 beta-estradiolo ".

 

Ricercatori spagnoli e marocchini del “Department of Physical and Analytical Chemistry, EPS of Linares, University of Jaén, Linares, Jaén, Spain” hanno utilizzato un test altamente sensibile per determinare quali tipi di farmaci possono essere presenti in diversi tipi di latte (di mucca, di capra e latte umano) ed hanno riscontrato un ventaglio di sostanze chimiche.

 

Sono stati rilevati i seguenti farmaci usati per il trattamento di patologie negli esseri umani e negli animali.

  • Antinfiammatori (acido niflumico, acido mefenamico, ketoprofene, diclofenac, fenilbutazone, naproxene, flunixin, diclofenac)

  • Ormoni sessuali (17-beta-estradiolo)

  • Farmaci anti-fungini (triclosan)

  • Antibiotici (florfenicolo)

  • Ormoni steroidei (17-alfa-etinilestradiolo)

  • Ormoni naturali (estrone)

  • Farmaci anti-malaria (pirimetamina)

(Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21469656)

 

In tutti i tipi di latte testati sono state riscontrate sostanze chimiche ma, il latte vaccino, ne conteneva i più alti livelli.

 

La verità è che i contaminanti chimici ora si stanno riscontrando in tutta la catena alimentare, ecco perché è così importante scegliere il cibo con saggezza, da produttori che fanno sforzi per evitare l'utilizzo di sostanze chimiche.

 

Purtroppo se si acquista il latte, nella maggior parte dei supermercati, si può stare sicuri che molto probabilmente esso potrà contenere tracce di sostanze chimiche che sarebbe meglio evitare.

 

 

 

Qual'è il latte migliore?

 

Si può pensare che la soluzione migliore sia quella di comprare biologico. Il latte biologico è chiaramente migliore dato che le vacche da latte degli allevamenti biologici non sono sottoposte ad antibiotici o rbGH (ormone OGM somministrato per una crescita rapida degli animali) di routine ... ma, sarà certamente stato pastorizzato, e questo trattamento, come vedremo ne compromette in modo significativo la qualità. 

 

La soluzione migliore sembra essere quella di scegliere latte crudo da animali nutriti al pascolo.

 

Il latte acquistato direttamente da un agricoltore cosciente è quasi sempre meglio del latte biologico. In tal caso, può non essere certificato, ma sarà essenzialmente naturale e in ogni caso, consumato crudo, risulta più nutriente e di qualità superiore.

 

Il latte da mucche al pascolo, a differenza delle vacche alimentate con cereali, sarà ricco in CLA (acido linoleico coniugato con proprietà antiossidanti e anti-cancro) portatore di molti benefici per la salute tra i quali anche quello di aiutare a perdere peso corporeo.

 

La pastorizzazione trasforma la struttura fisica delle proteine del latte quali la caseina e modifica gli aminoacidi in una forma che il nostro corpo non è in grado di gestire. Il processo, oltre a distruggere i patogeni, distrugge anche i batteri benefici che si trovano naturalmente nel latte e riduce notevolmente il contenuto di micronutrienti e vitamine.

 

Infatti, la pastorizzazione distrugge parte della vitamina C del latte crudo, favorisce la crescita di batteri nocivi, e trasforma lo zucchero (lattosio) naturale del latte in beta - lattosio. Il Beta lattosio viene rapidamente assorbito dal corpo umano, con il risultato che dopo un bicchiere di latte la fame può ritornare rapidamente a farsi sentire, soprattutto nei bambini.

 

Il processo di pastorizzazione rende anche insolubile la maggior parte del calcio presente nel latte crudo. Questo può portare a una serie di problemi nei bambini, tra i quali il rachitismo e denti guasti. Avviene anche la distruzione di circa il 20 per cento dello iodio disponibile nel latte crudo, il che che può causare stitichezza.

 

Quando il latte pastorizzato viene anche omogeneizzato (trattamento per evitare che affiori la panna), si forma una sostanza nota come xantina-ossidasi. Questo composto può svolgere un ruolo nello stress ossidativo agendo come un radicale libero nel nostro corpo.

 

Il latte crudo, d'altra parte, contiene batteri buoni che sono essenziali per un sano sistema digestivo e offre protezione contro i batteri che causano malattie ... quindi non è consigliabile sprecare denaro per il latte biologico pastorizzato ma cercare invece di acquistare, ove possibile, un rispettabile latte crudo (e gli altri prodotti caseari).

 

 

 

Perché latte crudo è superiore al latte pastorizzato

 

Mentre le autorità sanitarie pubbliche avvertono che il latte crudo può contenere batteri che possono causare malattie, ciò che le stesse hanno completamente trascurato di accennare è il fatto che questi batteri sono il risultato di pratiche agricole industriali che inducono le patologie negli animali, le quali, possono poi a loro volta contaminare il latte. 

 

In genere non si fa distinzione alcuna tra latte malato proveniente da allevamenti intensivi dove gli animali sono tenuti in concentrazioni e condizioni igienico-sanitarie indecenti e il latte da animali allevati in ambienti puliti, sani, e nutriti con erba o fieno. Il latte, nel primo caso deve essere necessariamente pastorizzato in modo da renderlo sicuro per il consumo umano, l'altro no.

 

Medici ben informati, consigliano certamente di evitare di bere il latte crudo proveniente da un allevamento intensivo, ma sostengono anche che bere il latte crudo prodotto da animali allevati all'aperto, nutriti con erba  fresca  e fieno in aziende agricole ben gestite, d'altra parte, è in realtà molto meno a rischio del latte pastorizzato.

 

Infatti, non solo il latte crudo contiene batteri buoni che sono essenziali per un sano sistema digestivo, ma offre anche protezione contro i batteri che causano le malattie!

 

Mark McAfee , proprietario di pascoli biologici, il più grande caseificio degli Stati Uniti, ha eseguito il seguente test: ha inoculato patogeni contaminanti come l'E. Coli, Listeria e Salmonella nel suo latte crudo e nel latte pastorizzato.

 

Ebbene, nel latte crudo, nessuno dei patogeni è sopravvissuto perché i batteri naturali sono stati in grado di proteggere il latte. Nel latte pastorizzato, in cui i batteri e gli enzimi vengono distrutti, gli agenti patogeni hanno preso il sopravvento.

 

Pensare che il latte pastorizzato sia più sicuro del latte crudo proveniente da mucche sane, nutrite con erba non è semplicemente corretto.

 

Gli animali allevati intensivamente, concentrati in recinti, esposti a focolai di batteri e virus pericolosi, alimentati con una dieta innaturale di granaglie che portano ad un più alto livello di acidità nello stomaco, favoriscono la proliferazione di batteri E. coli.

 

 

 

Il latte crudo alla spina 

 

Più gustoso ed economico, il latte crudo alla spina, bevuto al naturale senza trattamenti termici conserva tutte le proprietà nutritive. Proviene daallevamenti controllati dal Servizio Sanitario Nazionale e i produttori sono tenuti a mungere le proprie vacche con metodi meccanici automatici previa pulizia e lavaggio dei capezzoli nelle migliori condizioni igieniche.Una volta raccolto il latte viene subito refrigerato e conservato alla temperatura di 3 o 4 gradi.

 

Le mucche che producono latte crudo devono essere particolarmente curate e producono mediamente circa 25 litri di latte al giorno, di meno rispetto a quelle di un allevamento industriale e, per questo, il loro latte all’origine è considerato di migliore qualità.

 

Il Ministero ha predisposto che sui distributori venga consigliata la bollitura prima del consumo.

 

Su questo tema non esistono certezze scientifiche assolute: se da un lato è indubbio che il latte perda alcune delle sue qualità organolettiche con la bollitura, dall’altro va anche detto che il Ministero della Salute consiglia una “bollitura casalinga” prima del consumo, per evitare rischi soprattutto alle persone più soggette ad ammalarsi, come bambini e gli anziani.

 

Credo che sia una questione di buon senso; si deve essere consapevoli che la bollitura del latte comporta solo una infinitesimale riduzione del rischio delle eventuali infezioni che può causare il latte crudo e che i rischi di contrarre la sindrome emolitico uremica o altre infezioni bevendo latte crudo siano gli stessi che si corrono mangiando verdura o carne cruda (entrambi sottoposte a controlli non altrettanto rigidi rispetto al latte crudo).

 

 

I tipi di latte che troviamo in commercio 

 

Latte UHT:

(Ultra high temperature), subisce per pochi secondi un trattamento termico ad elevata temperatura in modo da ridurre il più possibile la carica batterica per far si che possa conservarsi più a lungo.

Calano le proprietà organolettiche in genere, le vitamine e la digeribilità; alcune proteine si modificano. In compenso la scadenza arriva a 3-6 mesi.

Da utilizzare solo per emergenze. 

Latte fresco: 

E' quello che garantisce, dopo il latte crudo, il massimo apporto nutrizionale ma è pastorizzato.

Latte condensato:

In pratica, è un latte cui è stato ridotta, attraverso il calore, la parte di acqua (circa l'86/88%) e aggiunto di zucchero. Si pensi che per ottenere un chilo di latte condensato servono dai 2,1 ai 2,3 litri di latte fresco. Questa procedura, però, trasforma il latte condensato in una vera e propria bomba calorica a causa di un forte aumento di proteine, grassi e zuccheri e il processo ha effetti simili alla pastorizzazione. Ha lunga durata e viene usato per lo più in alcune ricette di cucina.

Latte arricchito: In commercio esistono latti arricchiti con le più svariate sostanze, dalle vitamine agli omega 3. In generale, ricordiamoci che il latte è già molto ricco e nutriente così com’è per cui,  salvo casi particolari, non ci sono ragioni valide per scegliere un latte speciale.

Latte di alta qualità: tanti credono che si tratti di un prodotto che deriva da vacche speciali, diverse da quelle da cui si ottiene il latte fresco, che magari pascolano sugli alpeggi o chissà dove. In realtà l'elemento di classificazione della qualità del latte è il contenuto in sieroproteine, che diminuiscono all'aumentare dell'intensità del trattamento termico effettuato per pastorizzare il latte ed eliminarne i germi: il latte fresco ne ha per legge come minimo il 14 per cento, mentre per poter apporre sull'etichetta la dicitura “alta qualità” deve contenerne almeno il 15.5 per cento. Vi è comunque un legame con la qualità del latte di partenza, la dicitura “latte di alta qualità” non è solo una “mossa pubblicitaria” ma oltre a rispondere ai precisi requisiti fissati per legge sul contenuto in sieroproteine non denaturate, in sede di produzione, per poter ridurre l'impatto della pastorizzazione occorre che il latte risponda ad elevati requisiti di igienicità.

 

 

 

Latte vaccino, di capra, o ...? 

 

Il latte di capra è superiore al latte vaccino secondo il Global Healing Center. I vantaggi includono l'impatto ambientale, la digeribilità, il valore nutritivo generale, e la ridotta tossicità. 

 

Il latte di capra è una alternativa molto salutare, soprattutto quando è crudo e biologico. Le capre producono circa il 2% della fornitura mondiale di latte, ed è interessante il fatto che la maggior parte delle popolazioni di persone che consumano latte di capra hanno una minore incidenza di allergie e disturbi digestivi.

 

10 vantaggi del consumo di latte di capra:

 

  1. Azione antinfiammatoria - Alcune ricerche suggeriscono che uno dei principali vantaggi del latte di capra è che può aiutare nei casi di stati infiammatori, motivo per cui è meglio per le persone con infiammazione intestinale bere latte di capra, al posto del latte di mucca.

  2. Agente metabolico - Studi condotti presso l'USDA e Prairie View A & M University, il latte di capra è collegato a un aumento della capacità di metabolizzare il ferro e il rame, soprattutto nelle persone con difficoltà di digestione e limitazioni di assorbimento.

  3. Biodisponibilità - Un altro vantaggio del latte di capra sulla salute, è che ha una composizione più vicina a quella del latte umano rispetto quello di mucca ed è più facile da digerire e assimilare da parte dell'uomo.

  4. Più basso contenuto in grasso - Il latte di capra è una buona opzione per le persone che vogliono perdere peso. Ha meno grassi, ma mantiene ancora gli alti livelli di proteine e aminoacidi essenziali presenti nel latte vaccino.

  5. Ad alto contenuto di acidi grassi - Mentre il latte di mucca ha circa il diciassette per cento di acidi grassi, il latte di capra in media ha il trentacinque per cento di acidi grassi, il che lo rende migliore sotto il profilo nutrizionale. Infatti, fino al 50% delle persone con intolleranza al lattosio del latte di mucca trovano che possono facilmente digerire il latte di capra, soprattutto se è crudo.

  6. Ricco di calcio - Molte persone pensano di aver bisogno di bere latte di mucca per l'assunzione di calcio e per la prevenzione della perdita di tessuto osseo. Il latte di capra offre anche elevate quantità di calcio, dell'aminoacido triptofano, e ha molti meno effetti collaterali del latte di mucca.

  7. Anti-mucolitico - Mentre bere latte di mucca è spesso motivo di allergie e muco in eccesso, il latte di capra non lo è. Il latte vaccino è ricco di grassi che possono fare aumentare l'accumulo di muco. Inoltre, le particelle di grasso del latte di capra sono un nono delle dimensioni di quelle che si trovano nel latte vaccino, e questo è un altro possibile motivo per cui non produce irritazione nell'intestino.

  8. Meno tracce di sostanze chimiche del latte di mucca - Considerando che il latte di mucca essendo più industriale, può contenere ormoni della crescita bovina, nonché una sostanza nota come somatotropina bovina, un ormone specifico per aumentare la produzione di latte in modo innaturale e antibiotici, il latte di capra è meno probabile che contenga tali sostanze essendo il loro allevamento ai margini dell'agricoltura industriale.

  9. Rafforza il sistema immunitario - Il latte di capra contiene piccole quantità di selenio, un minerale essenziale per mantenere il sistema immunitario forte ed efficiente.

  10. Minore impatto ambientale – Le capre richiedono molto meno spazio e cibo delle vacche. In genere, si possono comodamente allevare sei capre sulla stessa superficie di due mucche.

 

Il latte di bufala

Ha un basso contenuto in colesterolo (inferiore a quello vaccino) ed è una buona fonte di nutrienti come il calcio, altre vitamine e minerali.

Contiene solidi totali più elevati rispetto latte di mucca, il che lo rende più denso. Il latte di bufala ha il 100% in più di grassi rispetto al latte di mucca, per cui si presenta più cremoso. A causa di un'elevata attività perossidasica può essere conservato naturalmente per un periodo più lungo. Contiene più calcio, un miglior rapporto calcio fosforo e meno sodio e potassio, il che lo rende un buon integratore nutrizionale per i neonati.

Il latte di buffala è considerato utile per la salute delle ossa, la salute dentale, la salute cardiovascolare e per limitare l'aumento di peso corporeo.

 

 

Il latte di asina

Una ricerca 'made in Italy', condotta da un gruppo dell'università di Napoli e presentata all'European Congress on Obesity (Eco 2011), a Istanbul (Turchia), ha accertato come il latte d'asina sia un alleato del peso forma per diversi motivi: ha elevate quantità di omega 3 e di calcio, cosa che potrebbe avere effetti benefici anche per il cuore, e sembra aiuti a mantenere alti i livelli di energia per tutta la giornata. Pertanto gli autori della ricerca lo suggeriscono come alternativa al latte scremato ed alla soia, e invitano i fan delle diete e i soggetti in sovrappeso in continua lite con la bilancia a provare il latte d'asina.

Quella presentata a Istanbul non è la prima ricerca che lo descrive come un elisir di bellezza e salute. Studi precedenti avevano già suggerito che la bevanda ricca di proteine potesse rappresentare una buona alternativa al latte di mucca per i bambini allergici e che potesse diventare il futuro pilastro nelle diete di chi è attento al proprio peso e alla salute. Nello studio italiano, i ricercatori hanno diviso i ratti in due gruppi e li hanno nutriti rispettivamente con latte d'asina e latte di mucca in aggiunga alla loro consueta alimentazione. Mentre i ratti che hanno bevuto latte di mucca sono arrivati a pesare più dei ratti normali, quelli a cui è toccato il latte d'asina sono risultati più magri della media. Non solo: anche i livelli di grasso nel sangue e la presenza di altri grassi dannosi per le arterie e il cuore erano inferiori. Inoltre i mitocondri, le 'microbatterie' che alimentano le cellule, erano ultra-ricaricati, riuscendo a convertire il cibo in energia a un ritmo più veloce. La conclusione a cui sono arrivati i ricercatori è che "bisognerebbe incoraggiare il consumo di latte d'asina".

 

Il latte di cammello

ha un contenuto in colesterolo inferiore al latte di mucca o di capra, livelli 3 volte più elevati di vitamina C rispetto al latte di mucca, contenuto in ferro 10 volte superiore ma meno vitamine A e B2. Viene usato per trattare il diabete di tipo 1 (contiene molecole insulino-simili), rafforza la risposta immunitaria cellulare, ha un alto contenuto di lattoferrina con attività antimicrobica e riduce la risposta allergica al latte nei bambini.

 

 

Latte intero, parzialmente scremato o scremato?

 

Il latte parzialmente scremato viene prodotto da latte intero al quale, tramite centrifugazione, viene sottratta parzialmente o totalmente la parte grassa. Quest'ultima è destinata alla produzione del burro. 

 

Siamo tutti convinti che gli alimenti “light” costituiscano qualcosa di sano e che ci aiutino a mantenere la linea. In particolare, il latte intero è visto da parecchie persone come una sorta di nemico pubblico per la salute.

 

Secondo uno studio effettuato negli USA il vero nemico della nostra salute è, invece, il latte scremato.

 

Lo studio effettuato è durato 10 anni e ha coinvolto quasi 4000 uomini. I risultati sono sorprendenti: una grande percentuale di coloro che avevano consumato latte e latticini magri aveva sviluppato cancro alla prostata. Al contrario, il latte intero e i suoi derivati aveva contribuito a proteggere da questa forma di tumore.


Altri studi simili, uno effettuato in
Norvegia e uno addirittura da un ricercatore della NASA in Virginia, hanno fornito gli stessi risultati.

 

Non solo: il grasso del latte intero contiene vitamine D e A che sono fondamentali per l’assorbimento del calcio e delle proteine nel nostro intestino. Se queste vitamine mancano, il calcio e le proteine non vengono assorbite ed utilizzate dal nostro apparato gastro-intestinale, quindi rischiano di rimanere inutilizzate e in eccesso.

 

Questo può causare dei gravi danni al nostro organismo, danni che si possono aggravare se acquistiamo il latte fortificato al quale è stato aggiunto del calcio.

 

Ma non è tutto qui: da diversi studi è risultato che eliminando il grasso dal latte viene eliminato anche l’acido linoleico coniugato (CLA), considerato un potente anticancerogeno.


Inoltre il consumo di latte scremato e dei suoi derivati è stato accertato che può causare
infertilità nelle donne.

 

 

 

In conclusione si può consumare il latte o è meglio evitarlo? 

 

E' una valutazione alquanto controversa come a volte  sono controversi i lavori scientifici disponibili. 

Questo è il motivo per cui ho sempre rimandato la pubblicazione di un argomento così importante. Ho cercato di farmi dei convincimenti attraverso l'approfondimento e l'esame di ricerche che a mio avviso spesso non sono conclusive e probabilmente orientate da parte di animalisti intransigenti e da lobby industriali.

Tuttavia, mi pare che alcuni punti possano essere accettati e condivisi:

  • il latte sano è un alimento ricco di benefici nutrienti utili per la salute umana

  • è vero che ha un certo contenuto in grassi anche saturi ma, se evitiamo gli eccessi, non solo questi non sono nocivi ma sono necessari per la salute e per l'efficienza delle cellule del nostro corpo

  • è vero che il latte vaccino contiene anche più proteine, più fosforo e più ormoni per la crescita rapida del vitello di quello umano (essendo quest'ultimo senz'altro il più adatto alla crescita equilibrata del neonato) ma si puà facilmente bilanciare la dieta del bambino con gli altri nutrienti che, man mano, egli sarà in grado di assumere

  • è vero che il latte può portare all'acidificazione del sangue come d'altronde la carne e le proteine vegetali, ma si tratta di farne un consumo moderato e compensarlo assumendo alimenti alcalinizzanti come la verdura e la frutta

  • è altrettanto vero che in commercio molti prodotti, dei quali è difficile riscontrare la provenienza, sono a rischio per i probabili inquinanti chimico-farmaceutici. E' opportuno scegliere attentamente il latte che si beve accertandosi che provenga da animali allevati in buone condizioni igienico-sanitarie, non “impasticcati” con ormoni e antibiotici. L'ideale è rifornirsi di latte crudo da un affidabile allevatore locale ma, se questo non è possibile, scegliere un buon latte biologico nonostante sia necessariamente pastorizzato per ragioni di conservazione.

     

In definitiva, se non si hanno intolleranze al lattosio o alla caseina, si può consumare quotidianamente il latte nella giusta quantità, stando però alla larga da quello scremato, da quello ad alta digeribilità, da quello senza lattosio, da quello addizionato con vitamine, da quello con omega-3 o altro e da quello a lunga conservazione.