LA VITAMINA “D”

(Aggiornato a maggio del 2015)

 

 

     La vitamina D, una volta era legata


solo alle patologie ossee come

 

 il rachitismo e l'osteoporosi,


ora è riconosciuta come uno dei


principali fattori per la salute umana.

 

 

 

In un articolo pubblicato dall'American Journal of Clinical Nutrition,  Anthony  Norman, esperto internazionale sulla vitamina D, identifica il potenziale della vitamina D per il contributo alla buona salute del sistema  adattivo e immunitario, alla secrezione e la regolazione dell' insulina da parte del pancreas, alla regolazione cardiaca della pressione sanguigna , alla forza muscolare e all'attività cerebrale.

 

 

Si ritiene che quantità adeguate di vitamina D siano utili per ridurre il rischio di cancro.

 

Secondo A. Norman, la carenza di vitamina D può influenzare 36 diversi organi del corpo umano.


 

La carenza di vitamina D è associata ad una diminuzione della forza muscolare e ad un aumento del rischio di cancro al colon-retto (1), alla prostata e al seno nonchè altri tumori importanti.

 

Uno studio indipendente indica anche che bassi livelli di vitamina D sono associati alla malattia di Parkinson. La maggioranza (55 per cento) dei pazienti con malattia di Parkinson nello studio avevano livelli insufficienti di vit. D.

 

Le nuove linee guida oggi consigliano di somministrare ai bambini 400 unità internazionali (UI) di vitamina D al giorno, a partire dai primi giorni di vita. … E' stato dimostrato che questo potrebbe avere benefici sulla loro salute per tutta la vita", ha dichiarato il Dr. Frank Greer della American Academy of Pediatrics.

 

La vitamina D influenza 2000 dei 30000 geni presenti nel nostro corpo.

 

I produttori di creme solari e prodotti dermatologici hanno creato, con i loro messaggi pubblicitari (anche mascherati nelle riviste di salute e benessere più o meno scientifiche), la paura per i presunti effetti negativi del sole.

 

Questo fattore, combinato con la tendenza generalizzata a trascorrere più tempo in casa durante il lavoro e il tempo libero, ha determinato nelle persone una carenza diffusa di vitamina D.

 

Una prova convincente sostiene che l'ottimizzazione della vitamina D può ridurre il rischio di morte per qualsiasi causa, (2) rendendola una componente fondamentale di una salute ottimale.

 

Carenza che influenza molte malattie quali:

 

 

Cancro

Ipertensione

Malattie cardiache

Autismo

Artrite reumatoide

Obesità

Diabete 1 e 2

Sclerosi Multipla

Malattia di Crohn

Influenza

Raffreddore

Tubercolosi

Setticemia

Psoriasi

Invecchiamento precoce

Eczema

Insonnia

Perdita dell'udito

Dolore Muscolare

Carie

Malattie paradontali

Prestazioni atletiche

Degenerazione maculare

Miopia

Pre eclamsia

Fertilità

Asma

Fibrosi cistica

Emicrania

Depressione

Alzaimer

Schizofrenia

Attacchi epilettici

 

La vitamina D in realtà non è una vitamina a tutti gli effetti, ma un potente ormone neuro steroideo. E' stato chiarito che la carenza di vitamina D è causa di un aumento delle epidemie in tutto il mondo e sta contribuendo a molte malattie croniche debilitanti.

 

 

 

 

 

Vitamina D e cancro

 

Dato che il cancro, le malattie cardiache e il diabete sono le tre principali cause di morte nei paesi industrializzati, l'assumere una quantità sufficiente di vitamina D dovrebbe essere una priorità assoluta.

 

Uno studio condotto dal dottor William Grant, Ph.D., ricercatore riconosciuto a livello internazionale ed esperto di vitamina D, ha rilevato che circa il 30% delle morti per cancro - che nel mondo ammontano a 2 milioni di casi – potrebbe essere evitato ogni anno con alti livelli di vitamina D.

 

Non solo la vitamina D protegge contro la proliferazione dei tumori, in primo luogo essa riguarda anche il risultato del trattamento e del recupero. Il collegamento tra lo stato della vitamina D e la sopravvivenza al cancro è stato recentemente dimostrato in una ricerca presentata al Gastrointestinal Cancers Symposium (6).

 

I pazienti con diagnosi di cancro del colon-retto metastatico che avevano alti livelli di vitamina D avevano un tasso molto maggiore di sopravvivenza libera da progressione rispetto a quelli che erano carenti. Come riportato da Clinical Oncology: 

 

"Il ricercatore leader dello studio, Kimmie Ng, MD, MPH ... ha detto che la ricerca si aggiunge alle prove esistenti che i livelli di vitamina D agiscono sul cancro. La vitamina D è nota per inibire la proliferazione cellulare e l'angiogenesi, indurre la differenziazione cellulare e l'apoptosi e avere effetti anti-infiammatori.

 

Altri studi hanno dimostrato che è possibile ridurre il rischio di cancro di oltre la metà semplicemente ottimizzando i livelli di vitamina D con esposizione al sole.

 

La vitamina D ha un effetto protettivo contro il cancro con modalità differenti, tra cui:

• L'aumento dell'auto-distruzione delle cellule mutate (che, se si moltiplicano, potrebbero portare al cancro)


• La riduzione della diffusione e della riproduzione delle cellule tumorali


• La differenziazione delle cellule (le cellule tumorali spesso mancano di differenziazione)


• La riduzione della crescita di nuovi vasi sanguigni da quelli preesistenti, che è un passo nella transizione dei tumori cancerosi dormienti verso il cancro.

 

Oltre al cancro, i ricercatori hanno sottolineato che l'aumento dei livelli di vitamina D3 potrebbe prevenire altre malattie che colpiscono quasi 1 milione di vite in tutto il mondo ogni anno! Lo studio, (3) pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism , ha coinvolto. nel 1980,a cir

ca 2.150 persone dell'età di 3-18. Come riportato dal New York Times : (4)

 

 

Qual'è il fabbisogno di vitamina D?


Il Dr. Robert Heaney è un professore e un rispettato ricercatore specializzato sulla vitamina D che ha studiato questo nutriente per più di 50 anni. Secondo il dottor Heaney, le ricerche hanno dimostrato che 40-60 ng/ml è il livello ideale per una madre che allatta e anche il livello necessario per la salute della tiroide.


Il Dr Heaney ha fatto notare le nuove ricerche che dimostrano che le fonti orali di vitamina D sono molto più efficaci di quanto si pensasse e fornisce una giustificazione convincente per l'uso della supplementazione orale. Tuttavia, molti esperti sostengono che la vitamina D prodotta dall'esposizione solare fornisca ulteriori benefici terapeutici. Per la maggior parte delle persone tuttavia, durante l'inverno, a causa della difficoltà ad esporsi al sole la supplementazione di vitamina D per via orale può essere un modo per evitare stati di carenza.


Detto questo, l'esposizione al sole sensibile sembra essere il modo migliore per ottimizzare il livello di vitamina D. Il Dr Heaney sottolinea che è necessario per assumere circa 5.000 a 6.000 UI di vitamina D al giorno provenienti da tutte le fonti (sole, integratori e prodotti alimentari)al fine di raggiungere e mantenere un livello ematico ottimale di 40-60 ng/ml.


Il dosaggio specifico è solo indicativo in quanto le persone variano ampiamente nella loro capacità di rispondere alla assunzione vitamina D. Idealmente è bene monitorare la vitamina D a intervalli regolari, e assumere la quantità di vitamina D3 necessaria per mantenere un livello clinicamente rilevante per tutto l'anno. Assumere vitamina D3, non vitamina D2 sintetica, e associarla a vitamina K2 e magnesio. Per saperne di più sul motivo di questa raccomandazione, vedere: http://www.nutrizionenaturale.org/magnesio/.

 

Preoccupati per l'influenza?

 

Si dovrebbe sapere che i livelli di vitamina D giocano un ruolo diretto sul rischio di l'influenza.


Almeno cinque studi hanno dimostrato un'associazione inversa tra infezioni delle basse vie respiratorie ed il livello di vitamina D. Cioè,  più esso sarà elevato e minore sarà il rischio di contrarre raffreddori, influenze, e altre infezioni del tratto respiratorio:

 

  • Uno studio del 2007 afferma che un elevato livello di vitamina D favorisce l'immunità alle infezioni microbiche. I ricercatori hanno scoperto che i soggetti con deficit di vitamina D significativamente hanno fatto più giorni di assenza dal lavoro a causa di infezioni alle vie respiratorie rispetto ai soggetti di controllo.

 

  • Uno studio del 2009 sulla carenza di vitamina D nei neonati con infezione acuta delle vie respiratorie inferiori ha confermato una forte correlazione positiva tra i neonati e livelli di vitamina D della madre. Oltre l'87 per cento di tutti i neonati e oltre il 67 per cento di tutte le madri avevano livelli di vitamina D inferiori a 20 ng / ml, che è uno stato di  grave deficit.

 

  • Anche uno studio indiano simile, pubblicato nel 2004 ha accertato che la carenza di vitamina D nei bambini ha incrementato in maniera significativa la loro probabilità di contrarre gravi infezioni delle vie respiratorie.

 

  • Un altro rapporto del 2009 nella rivista Pediatric Research ha affermato che i neonati e i bambini appaiono più sensibili alle infezioni virali e non batteriche quando sono carenti in vitamina D. E che, sulla base delle prove disponibili vi è un forte legame tra la vitamina D, le infezioni, e la funzione immunitaria nei bambini.


La supplementazione di vitamina D può essere una utile terapia in medicina pediatrica.

 

I livelli di vitamina D nel sangue scendono al loro punto più basso durante le stagioni invernali. Se i livelli di vitamina D sono insufficienti, non vi sarà protezione da antibiotici prodotti dal proprio organismo (peptidi antimicrobici). 

 

Questo conferma che una persona con un basso livello di vitamina D è più vulnerabile ai raffreddori, all'influenza, e alle altre infezioni delle vie respiratorie.

 

Purtroppo, la risposta della medicina convenzionale per prevenire l'influenza è il vaccino antinfluenzale. 


 

Quello che non si dice è che il vaccino antinfluenzale non funziona.

 

Un recente studio pubblicato nel numero di ottobre degli Archives of Pediatric & Adolescent Medicine ha scoperto che vaccinando i bambini contro l'influenza non sembra avere alcun effetto sui ricoveri o sulle visite mediche nel corso di due recenti stagioni influenzali. 

 

Nessuno studio ha accertato che il vaccino antinfluenzale prevenga i decessi correlati all'influenza tra gli anziani, pur essendo questo uno dei principali gruppi a cui vengono somministrati i vaccini.

 

Oltre a non funzionare, i vaccini contro l'influenza contengono additivi pericolosi, come il mercuriola formaldeide, l'alluminio, il fenolo e i detergenti. 

 

L'idea nata negli USA che quasi ogni uomo, donna e bambino  dovrebbero volontariamente farsi iniettare il vaccino, come il CDC (Center for disease control and prevenction) raccomanda è considerato illogico, inutile e pericoloso.

 

Cosa si può fare per evitare raffreddori e influenze?

 

 

  • Assumere abbastanza vitamina D consenti di eliminare quasi completamente il rischio di contrarre l'influenza. Le dosi giornaliere necessarie per resistere ai raffreddori e alle influenze sono notevolmente più elevate di quelle normalmente consigliate. Per i bambini occorrono 2000 unità di vit. D e per gli adulti da 5000 a 10000 unità.

 

  • Adottare un regime alimentare che preveda l'eliminazione totale dello zucchero raffinato e la drastica riduzione delle farine bianche, l'assunzione giornaliera di frutta e verdura sopratutto di stagione e per buona parte cruda

 

 

  • Assicurare il buon funzionamento dell'intestino. Importantissimo far si che si instauri una buona flora batterica evitando il ricorso ad antibiotici per ogni piccolo disturbo e, se necessario, fare uso di probiotici o meglio cibi fermentati (come crauti, miso, ecc. mai pastorizzati). Consideriamo che le nostre difese immunitarie dipendono dalla salute dell'intestino. 

Per ulteriori approfondimenti sul raffreddore e relativi rimedi naturali, vedere: http://www.nutrizionenaturale.org/il-raffreddore/

 

 

La migliore fonte di vitamina D è gratis!

 

L'esposizione della pelle al sole è il migliore modo di assumere la vitamina D.

 

 

L'esposizione al sole (senza protezione solare) di circa 10 a 15 minuti al giorno, con almeno il 40 per cento della pelle esposta, è normalmente sufficiente a ottimizzare naturalmente il livello di vit. D.

 

Durante l'inverno quando non è possibile l'espozione al sole, si può optare per un lettino abbronzante che abbia la schermatura contro le emissioni nocive delle lampade.

 

Una terza possibilità è quella di utilizzare degli integratori di vitamina D3 naturale evitando tassativamente l'uso di vitamina D sintetica.


Fortunatamente, secondo un articolo apparso mercoledì 6 maggio 2015 sulla rivista HealthDay News il Dr. Michael Holick ha scritto in un editoriale nel numero di maggio della Mayo Clinic:  

"La prova è evidente che la tossicità della vitamina D è una delle più rare patologie ed è di solito a causa di assunzione intenzionale o accidentale di dosi estremamente elevate" . Dunque il rischio di sovradosaggio è improbabile.

 

Per approfondimenti sugli effetti dell'esposizione al sole e sugli eventuali rischi vedere: http://www.nutrizionenaturale.org/il-sole-fa-bene/


 

La dose ottimale da ricercare è di 50 – 65 ng/ml ed è consigliabile eseguire alcuni test affidabili per monitorare il corretto livello di vit. D nel sangue.

 

Conclusione

 

Visto che la vitamina D è particolarmente benefica per la salute e ci può mettere al riparo da malanni e patologie anche gravi, per la bella stagione appena arrivata cerchiamo di fare il pieno con una regolare esposizione al sole.

 

Non ha controindicazioni, non vi è pericolo di sovradosaggi e non costa nulla! 

 

 Fonti & bibliografia:

(1)  American Journal of Preventive Medicine March 2007: 32(3); 210-216

(2)  New York Times 24 novembre 2014

(3) Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism February 10, 2015

(4) New York Times February 10, 2015

 

 

Disclaimer: Quanto contenuto nel presente sito ha una funzione divulgativa e non intende rappresentare una guida per automedicazione, diagnosi o cura. I suggerimenti e i consigli generali mirano esclusivamente a favorire nuove e migliori abitudini alimentari. ed uno stile di vita salutare. Le patologie e alcuni stati fisiologici richiedono l’intervento diretto di un professionista, e la collaborazione del medico curante. E' sempre opportuno il parere del medico prima di intraprendere cambiamenti sostanziali nelle abitudini quotidiane