Ingredienti & Additivi Alimentari

(Pubblicato il 30 aprile 2015)

Un esempio emblematico!


In occasione di una ricorrenza il pranzo al ristorante prevedeva, per riguardo verso gli ospiti, una torta proveniente da una nota pasticceria locale. Il ristoratore, secondo la normativa vigente, ha chiesto che venisse fornito anche l'elenco degli ingredienti.


Mi è venuta la curiosità di verificare quali erano gli ingredienti utilizzati per preparare la squisita torta e, con sorpresa, mi sono trovato un foglio con riportato in caratteri piccolissimi quanto segue:


Ingredienti torta Saint-Honorè: panna montata fresca, panna vegetale(acqua, grassi vegetali idrogenati, zucchero, proteine del latte, sale; stabilizzanti: E420ii, E472, lecitina di soia, E427b; coloranti: E160a); crema pasticcera: (latte parzialmente scremato, zucchero, farina di grano tenero tipo 00, tuorlo d'uovo, sale, aroma); pasta sfoglia: (farina di grano tenero tipo 00, margarina (grassi vegetali parzialmente idrogenati, oli vegetali,acqua, burro anidro; emulsionanti: E472c, E471, sale, correttore di acidità: E330,E331, aromi; colorante: beta carotene), acqua, sale); pan di Spagna con bagna (uova, zucchero, farina di grano tenero tipo 00, acqua, preparato emulsionante: (acqua, stabilizzanti: E420, E471, aroma naturale), lievito vanigliato per torte; agenti lievitanti: (pirofosfato di sodio, bicarbonato di sodio, amido di mais, etilvanillina); sciroppo (acqua, zucchero); crema di cacao (crema pasticcera (latte parzialmente scremato, zucchero, farina di grano tenero tipo 00, tuorlo d'uovo, sale, aroma), panna montata fresca, panna vegetale (acqua, grassi vegetali idrogenati, zucchero, proteine del latte, sale; stabilizzanti: E420ii, E463; emulsionanti: E472, lecitina di soia, E472b; coloranti: E160a); pasta cacao (oli vegetali, zucchero, cacao magro 26%, nocciole 12%, latte scremato in polvere; emulsionante: E332, aromi); pasta bignola alla crema: crema pasticcera (latte parzialmente scremato, zucchero, farina di grano tenero tipo 00, tuorlo d'uovo, sale, aroma), pasta bignola alla crema: acqua, margarina (grasso vegetale idrogenati, grassi vegetali, acqua, olio vegetale; emulsionanti: E471,E475, E322, sale, correttore di acidità: acido citrico, aroma; colorante: beta carotene), uova, farina di grano tenero tipo 00, sale), zucchero in granella.”


Bravo chi riesce a leggere fino alla fine tutto l'elenco degli ingredienti!


Francamente non mi aspettavo la presenza di grassi idrogenati, di aromi artificiali, di sostanze prodotte chimicamente come i mono e i digliceridi degli acidi grassi, il citrato di sodio, il pirofosfato di sodio, l'etilvanillina, l'idrossipropilcellulosa, gli esteri poliglicerolici degli acidi grassi. Non mi aspettavo neppure che una pasticceria artigianale per una torta da consumare in tempi brevi avesse necessità di far uso di conservanti come il sorbitolo anche se si tratta di un composto di origine naturale.


Si trattava appunto di una pasticceria artigianale e mi è venuto di pensare a tutte le sostanze che possono essere presenti nei cibi industriali. Mi sono chiesto se in effetti siamo in grado di valutare il valore nutrizionale e salutistico di un alimento e sopratutto se normalmente leggiamo la lista degli ingredienti quando facciamo la spesa al supermercato o anche nel negozio di nostra fiducia.

 

 

In effetti la vita frenetica dei nostri giorni non ci consente di soffermarci molto a leggere le etichette dei prodotti che spesso mettiamo meccanicamente nel carrello e ciò, non consente di fare delle scelte consapevoli del nostro cibo. Credo che quasi nessuno ad esempio in pasticceria, si preoccupi di consultare la lista degli ingredienti dei prodotti che compra, tanto più che normalmente non viene esposta per una facile consultazione.


Eppure le informazioni che possiamo trovare in etichetta sono l'unico strumento disponibile per conoscere le caratteristiche nutritive di un prodotto ed individuare ingredienti e additivi che dovremmo evitare. Ma, per comprendere qualche cosa fra sigle, numeri, nomi a volte anche difficili da pronunciare, bisogna essere dei veri esperti e dedicare del tempo per documentarsi sulla reale entità di ciò che mangiamo e i conseguenti effetti nel breve e nel lungo periodo sulla salute.


Alcune informazioni sono obbligatorie e regolamentate per legge, mentre altre sono facoltative o complementari. Le normative specifiche per le singole classi di prodotti sono di notevole complessità.


L‘ordine con cui appaiono gli ingredienti in etichetta non è casuale ma è regolato per legge. In particolare gli ingredienti devono comparire in ordine decrescente di quantità. In altre parole il primo ingrediente è più abbondante del secondo che a sua volta è più abbondante del terzo e così via. Controllando l’ordine degli ingredienti tra due prodotti simili possiamo quindi farci un’idea su quale dei due è qualitativamente migliore.


Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata agli additivi che di solito compaiono in etichetta dopo gli ingredienti principali. Sono sostanze naturali o artificiali che vengono impiegate nei processi produttivi per la conservazione, per dare sapore, per migliorare il colore e, in genere per rendere più invitanti i cibi o ancora per migliorarne alcune caratteristiche sopratutto in presenza di materie prime di qualità scadente.


 

La normativa UE


Gli additivi alimentari permessi sono classificati in diverse categorie a seconda della loro funzione ed ognuno ha un nome specifico ed un numero identificativo preceduto dalla lettera “E” che ne indica l’approvazione da parte dell’Unione Europea. Per esempio, la serie degli E100 è attribuita ai coloranti, gli E200 ai conservanti, gli E300 agli antiossidanti e gli E400 agli emulsionanti, addensanti e gelificanti e così via.


Gli additivi alimentari vengono quasi sempre menzionati nell’elenco ingredienti degli alimenti in cui sono presenti. Le etichette dei prodotti dovrebbero riportare sia la funzione dell’additivo nell’alimento finito (ad esempio, colorante, conservante) sia la sostanza specifica usata, utilizzando il riferimento al relativo numero "E" o alla sua denominazione.


Alcune categorie di bevande e alimenti hanno l'obbligo di riportare in etichetta solo alcuni degli additivi impiegati nel processo di produzione.


Gli additivi che figurano più comunemente sulle etichette alimentari sono gli antiossidanti (per prevenire il deterioramento da ossidazione), i coloranti, gli emulsionanti, gli stabilizzanti, gli agenti gelificanti, gli addensanti, i conservanti e i dolcificanti.


Il Regolamento (UE) N. 1130/2011 dell’11 novembre 2011 riporta un elenco degli additivi alimentari autorizzati (http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2011:295:0001:0177:en:PDF). Sono centinaia le sostanze autorizzate e da molte fonti si afferma che, parecchie di esse non sono state testate sufficientemente per determinare in modo sicuro la loro innocuità sulla salute umana. I dubbi sulla nocività di parecchi additivi in effetti sono ancora molti.


 

Gli additivi negli alimenti trasformati


Quando mangiamo cibi trasformati, praticamente siamo certi che assumiamo anche diversi tipi di additivi alimentari discutibili aggiunti direttamente ai prodotti, senza contare quelli presenti nella confezione che possono migrare verso il cibo.


Quando gli alimenti vengono elaborati e trasformati, non solo si perdono alcuni preziosi nutrienti ma vengono anche rimosse le fibre e modificata la struttura nonchè le caratteristiche naturali dei sapori. Dopo la trasformazione, spesso, ciò che resta è un blando, poco interessante "pseudo-alimento" che le persone difficilmente mangerebbero volentieri.


Quindi, i produttori di alimenti devono aggiungere nutrienti, sapori, colori e dare consistenza agli alimenti trasformati per renderli appetibili ed è per questo che vengono utilizzati così tanti additivi.


Normalmente tali sostanze sono impiegate per rallentare il deterioramento, per evitare che i grassi e gli oli diventino rancidi, che i frutti imbruniscano o anche per arricchire i cibi con vitamine e minerali per rimpiazzare gli elementi naturali persi durante la lavorazione, per migliorare il gusto, la consistenza e l'aspetto di materie prime scadenti.


Molti di questi additivi sono stati collegati a problemi di salute, mentre altri sono ritenuti sicuri ed approvati ma, come l'Environmental Working Group (EWG) ha riferito:


"il sistema di approvazione ha senso per gli additivi benefici come il pepe e il basilico, ma ci sono enormi lacune che permettono di fare approvare additivi artificiali di dubbia sicurezza”.


 

Le categorie di additivi per alimenti


Antiossidanti: sono sostanze che prolungano il periodo di conservazione dei prodotti alimentari proteggendoli dal deterioramento provocato dall'ossidazione come l'irrancidimento dei grassi e le variazioni di colore.

Coadiuvanti: sono inclusi i solventi veicolanti, le sostanze utilizzate per sciogliere, diluire, disperdere o altrimenti modificare fisicamente un additivo alimentare senza alterarne la funzione tecnologica (e senza esercitare essi stessi alcun effetto tecnologico) allo scopo di facilitarne la manipolazione, l'applicazione o l'impiego.

Acidificanti: sono sostanze che aumentano l'acidità di un prodotto alimentare e/o conferiscono ad esso un sapore acido.

Addensanti: sono sostanze che aumentano la viscosità di un prodotto alimentare.

Correttori di acidità: sono sostanze che modificano o controllano l'acidità o l'alcalinità di un prodotto alimentare.

Antiagglomeranti: sono sostanze che riducono la tendenza di particelle individuali di un prodotto alimentare ad aderire una all'altra. Antischiumogeni: sono sostanze che impediscono o riducono la formazione di schiuma.

Agenti di carica: sono sostanze che contribuiscono ad aumentare il volume di un prodotto alimentare senza contribuire in modo significativo al suo valore energetico disponibile.

Agenti di resistenza: sono sostanze che rendono o mantengono saldi o croccanti i tessuti dei frutti o degli ortaggi, o che interagiscono con agenti gelificanti per produrre o consolidare un gel.

Emulsionanti: sono sostanze che rendono possibile la formazione o il mantenimento di una miscela omogenea di due o più fasi immiscibili, come olio e acqua, in un prodotto alimentare.

Sali di fusione: sono sostanze che disperdono le proteine contenute nel formaggio realizzando in tal modo una distribuzione omogenea dei grassi e altri componenti.

Esaltatori di sapidità: sono sostanze che esaltano il sapore o la fragranza o entrambi di un prodotto alimentare.

Agenti schiumogeni: sono sostanze che rendono possibile l'ottenimento di una dispersione omogenea di una fase gassosa in un prodotto alimentare liquido o solido.

Agenti di rivestimento: (inclusi gli agenti lubrificanti) sono sostanze che quando vengono applicate sulla superficie esterna di un prodotto alimentare, gli conferiscono un aspetto brillante o forniscono un rivestimento protettivo.

Agenti lievitanti: sono sostanze, o combinazioni di sostanze, che liberano gas aumentando il volume di un impasto o di una pastella.

Amidi modificati: sono sostanze ottenute mediante uno o più trattamenti chimici agli amidi alimentari che possono aver subito un trattamento fisico o enzimatico e possono essere fluidificati per trattamento acido o alcalino, sbiancati.

Gelificanti: sono sostanze che danno consistenza ad un prodotto alimentare tramite la formazione di un gel.

Umidificanti: sono sostanze che impediscono l'essiccazione dei prodotti alimentari contrastando l'effetto di una umidità atmosferica scarsa o che promuovono la dissoluzione di una polvere in un ambiente acquoso.

Gas d'imballaggio: sono gas differenti dall'aria introdotti in un contenitore prima, durante o dopo aver introdotto in tale contenitore un prodotto alimentare.

Propellenti: gas differenti dall'aria che espellono un prodotto alimentare da un contenitore.

Sequestranti: sono sostanze che formano complessi chimici con ioni metallici.

Stabilizzanti: sono sostanze che rendono possibile il mantenimento dello stato fisico-chimico di un prodotto alimentare. Essi comprendono le sostanze che rendono possibile il mantenimento di una dispersione omogenea di due o più sostanze immiscibili in un prodotto alimentare ed includono anche sostanze che stabilizzano, trattengono o intensificano la colorazione esistente di un prodotto alimentare.

 

Alcuni additivi alimentari più comuni ai quali fare attenzione:


E' impressionante l'elenco degli additivi che possono venire impiegati per le preparazioni alimentari e non è facile rendersi conto di cosa effettivamente ingeriamo quando mangiamo.


Per aiutare a risolvere attraverso i composti discutibili sulle etichette alimentari, EWG ha rilasciato la “Sporca Dozzina” Guida agli additivi alimentari (http://www.ewg.org/research/ewg-s-dirty-dozen-guide-food-additives). Comprende additivi già legati a problemi di salute, quelli che sono stati vietati o limitati in altri Paesi e sostanze che semplicemente non dovrebbero trovarsi negli alimenti:


Conservanti: benzoato di sodio (E211), nitrito di sodio (E250), butilidrossianisolo (BHA - E320), butilidrossitoluene (BHT - E321),

Dolcificanti e dolcificanti artificiali: fruttosio, sciroppo di fruttosio, aspartame, sucralosio, acesulfame potassio

Coloranti artificiali: derivati azoici

Aromi artificiali o simil-naturali sintetici: vanillina, etilvanillina

Esaltatori di sapidità: glutammato monosodico (MSG), proteine di soia idrolizzate, estratti di lieviti lisati.


 

Dolcificanti


Sono sostanze utilizzate per conferire un sapore dolce ai prodotti alimentari o per la loro edulcorazione.


  • Zucchero raffinato: si parla già molto degli effetti nocivi del consumo elevato di zucchero raffinato aggiunto o presente nella maggior parte degli alimenti trasformati. Crea dipendenza! Chi desidera approfondire l'argomento può visitare la pagina pubblicata su questo sito diverso tempo fa ma sempre attualissima: http://www.nutrizionenaturale.org/zucchero-killer-silenzioso/

     

  • Sciroppo di fruttosio e di glucosio: deriva dal mais, in particolare dall’amido di mais. Tramite l’uso di composti chimici o enzimi, si arriva ad una soluzione, lo sciroppo, che contiene oltre al glucosio percentuali variabili di fruttosio (45-55%). E' impiegato nell'industria alimentare per il basso costo e lo si trova ormai in tanti cibi confezionati, dalle merendine agli Yogurt. Anche lo sciroppo di fruttosio e di glucosio crea dipendenza ed è considerato più dannoso del saccarosio.

  • Aspartame (E951): le ricerche hanno scoperto che il gusto dolce, a prescindere dal suo contenuto calorico, aumenta l'appetito e che i dolcificanti artificiali contribuiscono a fare aumentare di peso più dello zucchero. L'aspartame ha l'effetto più pronunciato, ma lo stesso vale per gli altri dolcificanti artificiali, come l'acesulfame (E950), il sucralosio (E995) e la saccarina (E954). (1)

    L'aumento di peso è solo uno dei motivi per cui i dolcificanti artificiali dovrebbero generalmente essere evitati. L'aspartame, per esempio, è una neurotossina dal sapore dolce. Come risultato della sua struttura innaturale, il corpo elabora gli amminoacidi presenti nell'aspartame in modo molto diverso da quelli di una bistecca o di un pesce.

    Gli aminoacidi dell'aspartame letteralmente attaccano le cellule, attraversando anche la barriera emato-encefalica per colpire le cellule del cervello, creando un eccesso di stimolazione cellulare tossico chiamato eccitotossicità, simile al MSG.

    La malattia infiammatoria intestinale può essere causata o aggravata dal consumo regolare del popolare dolcificante artificiale Splenda (sucralosio), in quanto il sucralosio può distruggere fino al 50 per cento della flora intestinale (2)

  •  


Grassi artificiali trans (idrogenati o parzialmente idrogenati)


Negli ultimi 60 anni, i grassi animali saturi sono stati ingiustamente accusati di aver provocato malattie cardiache nonostante le innumerevoli prove che dimostrano che in realtà sono fondamentali per una salute ottimale, mentre i grassi trans idrogenati sono i grassi alimentari che causano le malattie cardiocircolatorie.


I grassi trans, che si trovano nella margarina, nel grasso vegetale, e negli oli vegetali parzialmente idrogenati divennero ampiamente diffusi in quanto una "sana alternativa" ai grassi animali saturi come il burro e lo strutto intorno alla metà degli anni 1950.


Nel dicembre 2013, il New York Times (3) ha riportato la ricerca del dottor Kummerow sui grassi, la quale dimostra che i grassi trans (presenti negli oli vegetali parzialmente idrogenati) sono da biasimare perchè rappresentano una delle cause di aumento dei tassi delle malattie cardiache.

 

Il Dr. Kummerow è stato il primo a pubblicare un articolo scientifico su questo argomento, nel 1957.

 

I risultati preliminari di uno studio (9) presentati in occasione dell'American Heart Association Scientific Sessions 2014 rivelano anche che il grasso trans è legato a un più alto rischio di disturbi della memoria. Ciò non sorprende se si considerano i legami tra la demenza e le malattie cardiache.

 

Dunque massima attenzione a tutti gli alimenti che contengono come ingredienti i grassi trans idrogenati.


 

Conservanti


Sono sostanze che prolungano il periodo di conservazione dei prodotti alimentari proteggendoli dal deterioramento provocato da da fattori chimici, fisici e/o microbiologici.


Nitrati e nitriti: (E249, E250, 351,252) vengono utilizzati come conservanti nelle carni lavorate (salumi, wurstel, carni in scatola ecc) e per migliorare sapore e colore. Si trovano naturalmente in diversi alimenti, tra cui le verdure (bietole, sedano, rape, spinaci), e nell'acqua potabile. Di per sé, i nitrati sono innocui. Possono però essere convertiti in nitriti dall'azione delle ghiandole salivari nella bocca. I nitriti, a loro volta, possono combinarsi con altre molecole, le ammine, presenti negli alimenti ricchi di proteine come carne, salumi, formaggi, per formare le N-nitrosammine, che sono invece cancerogene.


Acido benzoico e suoi sali (E210, E211, E212, E213): sono usati da soli o insieme all'acido sorbico e ai PHB. Non sono ammessi in alcuni paesi per la loro potenziale tossicità. Gli alimenti ai quali vengono aggiunti sono soprattutto le confetture, le gelatine, le marmellate, le gomme da masticare e le bevande analcoliche.


I derivati fenolici e il tiabendazolo(E230, E231, E232 , E233): sono dotati di una certa tossicità, infatti sono proibiti in Australia. Vengono utilizzati per il trattamento superficiale degli agrumi e delle banane (per questo bisognerebbe usare solo la scorza delle arance non trattate).


La netamicina (E235): è un antibiotico utilizzato sulla superficie dei formaggi, (soprattutto dei provoloni) provoca problemi intestinali.


 

Coloranti


Sono sostanze che conferiscono un colore ad un alimento o che ne restituiscono la colorazione originaria ed includono componenti naturali presenti nei prodotti alimentari, di altri elementi sempre di origine naturale normalmente non consumati come alimenti, estratti o ottenuti per sintesi chimica.


Ne esistono tantissimi e non vi è ancora alcuna certezza sulla loro innocuità. Molti dati sono tuttora sotto esame da parte degli organi preposti, altri accettati dalla legge sono contestati dalle associazioni in difesa dei consumatori.


Di seguito viene riportato un elenco dei coloranti che pur essendo autorizzati dalle norme UE, precauzionalmente, sarebbe meglio evitare. Non sono citati i coloranti derivati da piante o da animali considerati innocui anche se alcuni margini di incertezza permangono circa il processo di estrazione:


Tartrazina(colore giallo - E102): azocolorante sintetico. Può causare: eruzioni cutanee, raffreddore, problemi di respirazione, visione offuscata, gonfiori, insonnia nei bambini, controindicato per chi è allergico all'acido acetilsalicilico (la comune "aspirina") e per i soggetti asmatici. Si trova: nelle bevande gassate, nelle caramelle alla frutta, nei budini, nelle minestre confezionate, nei gelati, nei chewing gum, nel marzapane, nelle marmellate, nelle gelatine, nella mostarda, nello yogurt e in molti altri alimenti. La si può persino trovare negli involucri delle capsule dei medicinali.


Giallo di chinolina: (E104): colorante sintetico di catrame di carbon fossile. Si trova in: caramelle, bibite, liquori, gelati, uova e nel merluzzo affumicato. Proibito in Australia. È stato riconosciuto che stimola la produzione di istamina e può avere effetto sulla retina e sul fegato. Per questo è proibito in molti paesi. Il suo contatto può anche causare dermatiti.


Cocciniglia (E120 - acido carminico, vari tipi di carminio). Colorante naturale rosso del tuorlo dell’uovo e anche ottenuto dall'estrazione dei corpi essiccati delle femmine di coccinella americana che contiene fino al 10% di acido carminico, il principale colorante di molti aperitivi. Altri insetti utilizzati sono Porphyrophyra hamelis, Kermes ilicis, Margaroides polonia e Laccifera lacco. Sconsigliato ai bambini in genere, soprattutto asmatici e allergici! Si trova in: prodotti farmaceutici, sciroppo e pastiglie, caramelle, gelatine, salumi stagionati, prodotti da arrosto.


Azorubina (Carmoisina – E122): azocolorante rosso, sintetico. Si trova in: sciroppi, bibite, gelati, bevande, marzapane e gelatine. Controindicato per chi è allergico all'aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee.


Amaranto E123: di colore rosso è potenzialmente cancerogeno. Controindicato per chi è allergico all'aspirina e per gli asmatici. Può provocare eruzioni cutanee. Vietato negli USA dal 1976.


Rosso cocciniglia A (Ponceau 4 R -E124). Sconsigliato ai bambini, può provocare allergie ed eruzioni cutanee, controindicato per chi è allergico all'acido acetilsalicilico ("aspirina") e per i soggetti asmatici. Si trova in: caramelle, paste, biscotti, sciroppi, bibite, dolci, gelati, ghiaccioli, marzapane e gelatine.


Eritrosina.(E127): di colore rosso, si trova: caramelle, frutta sciroppata, gelati, ghiaccioli, biscotti, ciliegie candite, fragole. Vietato negli Usa per gli alimenti. Sconsigliato ai bambini; può incrementare i livelli dell'ormone tiroidale e portare all'ipertiroidismo, può causare ipersensibilità alla luce. Vietato negli USA.


Blu patent V. - (E131) Colorante sintetico. Effetti nocivi: sensibilità della pelle, prurito ed orticaria; raramente choc e problemi respiratori, nausea, ipotensione e tremore. Vietato in Australia.


Indigotina (E132). Colorante sintetico blu usato in diagnostica per verificare la normale funzionalità renale per mezzo della produzione di urina blu. Leggermente tossico; nelle persone allergiche può causare nausea, vomito, ipertensione, reazioni cutanee, problemi respiratori. Sconsigliato ai bambini. Si trova in: gelati, ghiaccioli, paste, frutta candita, biscotti e dolciumi. Leggermente tossico.


Blu brillante FCF (E133). Secondo alcuni studi, dannoso per i bambini! TOSSICO.


Caramello, caramello solfito caustico, caramello ammoniacale, caramello solfito ammoniacale (E150 - E150b - E150c - E150d). Si trovano in: bibite tipo cola, gelati, ghiaccioli, liquori, acqueviti, birra, pasticceria in genere, biscotti, frutti di mare, soia, frutta e verdura in scatola, conserve. Sconsigliati ai bambini. Ottenuti attraverso la reazione esotermica tra saccarosio e sostanze chimiche, quali acido solforico e ammoniaca. TOSSICO


Carbone medicinale vegetale (E153) Origine naturale, dalla combustione dei vegetali. Effetti nocivi: sospettato di essere coinvolto nell’insorgenza del cancro. Tossico. VIETATO negli USA


Capsantina, Capsorubina (E160c). Estratto naturale di paprica, colorante arancione, aromatizzante. VIETATO in Australia


(tratto da: http://www.alimentipedia.it/tabella-dei-coloranti.html)


La lettura degli ingredienti sui prodotti alimentari e la consultazione dell'elenco sopra riportato può permetterci di evitare di introdurre nel nostro corpo sostanze nocive per la salute.


 

Aromatizzanti


Secondo le attuali disposizioni di legge in etichetta posiamo trovare le diciture che seguono:

  • aromi naturali: ottenuti da macinazione, frammentazione, o distillazione (con alcol e altri solventi) di componenti di origine vegetale o animale. La legge per i prodotti biologici ammette solo l’aggiunta di aromi naturali. E' bene sapere che talvolta non derivano da prodotti alimentari e che per estrarli e diluirli occorrono processi e solventi chimici. Alla fine, gli aromi naturali portano spesso poca somiglianza con il prodotto naturale da cui provengono. Molte volte, la sostanza chimica risultante può anche essere identica a quella creata sinteticamente per produrre gli aromi artificiali
  • aromi naturali di … : quando la sostanza dalla quale si è ottenuto l’aroma è costituita per almeno il 95% da un alimento o da una famiglia di alimenti è possibile riportare anche l’indicazione del tipo di aroma (per esempio aroma di fragola).
  • aromi artificiali: ottenuti attraverso un processo di sintesi chimica oppure isolati attraverso appositi procedimenti chimici (per esempio l’etilvanillina)

Ne risulta che la migliore soluzione è quella di scegliere alimenti che non riportino in etichetta aromi aggiunti di nessun genere. Fra le opzioni sopra riportate, si possono scegliere quelli che riportano la dicitura "Aromi naturali di .......", possibilmente evitando la sola dicitura "Aromi" in quanto si tratta di aromi sintetici.



 

Un progetto che non promette nulla di buono


La società biotech Senomyx, ha firmato contratti con Pepsi, Ajinomoto Co. (il creatore dell'aspartame), Nestlé e altre aziende alimentari e delle bevande (4) nel corso degli ultimi anni. 


L'obiettivo primario per molte di queste aziende produttrici di alimenti trasformati è quello di rendere i cibi e le bevande gustosi, riducendo il contenuto di zucchero e di sale.


Per fare questo, la Senomyx ha sviluppato composti brevettati "di rafforzamento degli aromi" utilizzando sistemi di dosaggio basati su assaggi per testare gli effetti degli stessi sui recettori specifici.


Questi nuovi additivi sono unici perché essi non sono affatto aromi. Sono sostanze chimiche che non contengono alcun aroma, piuttosto attivano o bloccano i recettori degli aromi e dei gusti in bocca.


Quanto è descritto nelle richieste di brevetto da parte della società ha dato luogo a molte perplessità e preoccupazioni delle quali non ritengo di farne citazione. (5)


Fino ad ora non c'è nessuna ricerca medica a sostegno dell'affermazione che manipolare le papille gustative con prodotti tipo Senomyx sia innocuo e sicuro nel lungo termine.


 

Esaltatori del gusto


Glutammato monosodico (MSG - E621): In natura, i funghi, i pomodori, le verdure, i prodotti caseari, la carne e il pesce contengono acido glutammico, ma esso è relativamente inerte a causa della combinazione con le altre componenti alimentari e senza effetti sul sistema nervoso, cosa che invece può accadere con il glutammato commerciale usato negli estratti di carne (dadi per brodo) o di pollo e in molti alimenti trasformati.


Alcuni aneddoti del passato raccontavano che il glutammato rappresenta la causa di numerosi sintomi tra cui insensibilità, debolezza e palpitazioni. Veniva anche chiamata "la sindrome da ristorante cinese".


Il glutamato monosodico è una eccitotossina, il che significa che eccita le cellule al punto di danneggiarle causando disfunzioni cerebrali e danni a vari livelli. Potenzialmente può determinare un peggioramento delle difficoltà di apprendimento, la malattia di Alzheimer, il morbo di Parkinson, il morbo di Lou Gehrig e più.


Anche se le autorità sanitarie ufficiali continuano a sostenere che il consumo di MSG nel cibo non provoca questi effetti, molti altri esperti asseriscono il contrario.


Una recente ricerca ha scoperto che le persone che consumano più MSG hanno più alte probabilità di sovrappeso o di obesità e di resistenza alla leptina. I ricercatori hanno ipotizzato che l' ormone leptina potrebbe essere coinvolto nell'aumento di peso dato che coloro che hanno consumato più MSG hanno anche prodotto più resistenza alla leptina. La leptina invia segnali di sazietà al cervello che riduce l'appetito e limita l'assunzione di cibo.

La resistenza alla leptina si verifica quando il corpo non è in grado di sentire correttamente i segnali della leptina per cui non può più ascoltare i messaggi che inducono a smettere di mangiare e bruciare i grassi con le conseguenze che si possono immaginare.


Derivati dell’acido fosforico (E338-E343), pericolosi “ladri” di calcio


L’uso di bevande gassate potrebbe avere un effetto negativo sulla densità ossea, soprattutto per il contenuto di acido fosforico, quale si osserva nelle bibite a base di cola. Questa osservazione è stata riportata al 25° Annual Meeting of the American Society for Bone and Mineral Research, con uno studio condotto su 1672 donne adulte e 1148 uomini adulti, tra il 1996 e il 2001. Da tempo si ipotizzava che l'acido fosforico accelerasse il deterioramento delle ossa, per la sua capacità di legare il calcio. I ricercatori hanno trovato che le donne che bevono più di tre dosi di cola al giorno hanno una mineralizzazione delle ossa più bassa nell'anca di quelle che consumano meno di una dose al giorno.


L’acido fosforico, al pari di altri additivi, è ammesso in numerose altre bevande, prime fra tutte il latte (DM n. 209 del 27/2/1996)


 Polifosfati di sodio, di potassio o di calcio - (E452)


I polifosfati, di sodio, di potassio o di calcio, sono composti inorganici che derivano dalla polimerizzazione del metafosfato di sodio.

Sono additivi stabilizzanti, in quanto mantengono lo stato fisico-chimico di un prodotto alimentare nel tempo. 

In passato venivano usati solo per i salumi, gli insaccati e per i formaggi fusi (sottilette, formaggini, e formaggi con aspetto simile alla mozzarella); oggi invece possono essere utilizzati anche in altri prodotti come per esempio, nelle gomme da masticare, nei prodotti essiccati, negli snack e nelle bevande al cioccolato. La fetta del salame resta integra, lucida e senza alcuna tendenza a sbriciolarsi anche dopo la conservazione in frigorifero. I formaggini e la maionese mantengono una buona spalmabilità.

Hanno una controindicazione: avendo una spiccata tendenza a legare lo ione calcio, rendono gran parte di tale minerale inutilizzabile. Si ipotizza che portino ad un un aumento di colesterolo e di grassi nel sangue.



 

Come evitare gli additivi alimentari (e migliorare naturalmente il sapore dei cibi)


Quando si sceglie cosa mangiare è bene scegliere per i nostri pasti vero cibo cioè "sostanze nutritive vitali" che a loro volta, alimentino le cellule e ottimizzino la nostra salute.


Quando si mangiano cibi veri in contrapposizione ai "prodotti alimentari trasformati" come quelli preparati con Senomyx, non è necessario l'uso "sapori" o di esaltatori di sapidità artificiali prodotti in laboratorio perché i cibi veri hanno di per se un gusto delizioso. Il fatto è che gli alimenti trasformati senza l'impiego proficuo di aromi artificiali, esaltatori e additivi, potrebbero avere un gusto ed un aspetto non appetibile.


Il cibo vero ha naturalmente colori vivaci, struttura ricca, ed è autenticamente saporito. Quando si desidera aggiungere ancora più grinta ai nostri pasti, la natura ha fornito erbe e spezie, che non sono solo incredibilmente gustose ma rendono il vero cibo ancora più sano .


Uno dei modi migliori per evitare gli additivi alimentari è quello di eliminare o ridurre drasticamente gli alimenti trasformati nella propria dieta e scegliere cibi integrali. Se si consumano alimenti trasformati, scegliere quelli biologici stando attenti a leggere le diciture riportate sull'etichetta ed evitando i cibi che contengono numerosi additivi.


Per coloro che desiderano avere una tabella, facile da consultare, dei principali additivi dei cibi confezionati e riportati in etichetta possono scaricarla cliccando su: http://www.laleva.cc/alimenti/Enumbers.pdf.


Scegliendo una dieta la più naturale possibile, si mettono a disposizione del corpo le sostanze nutritive di cui ha bisogno, senza tutti gli additivi aggiunti che sicuramente bene non fanno.


Idealmente il nostro coniuge, o qualcuno che che prepara il cibo per noi dovrebbe evitare gli alimenti trasformati. Tenendo presente che quando si mangia fuori in un ristorante si perde praticamente il controllo della qualità degli alimenti.


Per il momento credo che sia sufficiente ma l'elenco degli ingredienti e additivi alimentari da conoscere è ancora lungo. Avremo modo di pubblicare eventuali integrazioni prossimamente.