GRASSO VISCERALE

Il grasso viscerale o grasso addominale è la parte di tessuto adiposo concentrata all’interno della cavità addominale e distribuita tra gli organi interni e il tronco.

Si differenzia da quello sottocutaneo, concentrato nell’ipoderma (lo strato più profondo della cute), e da quello intramuscolare, che è invece distribuito tra le fibre dei muscoli.


Uno studio sul grasso della pancia presentato il 27 agosto 2012 al congresso della Società Europea di Cardiologia conferma che il grasso viscerale - il tipo che si raccoglie intorno gli organi interni - è molto più pericoloso per la salute di quanto si possa pensare”.

 

In questo studio, i ricercatori hanno esaminato i dati di oltre 12.785 pazienti per un periodo di 14 anni, valutando l'indice di massa corporea (BMI) e il rapporto girovita/fianchi in relazione con il rischio di patologie cardiovascolari.


L'indice tradizionale di obesità, BMI (indice di massa corporea), ha dimostrato di essere terribilmente viziato.

 

Avere un BMI normale e alta obesità addominale è risultato essere più pericoloso che avere un BMI totale da obesi.

 

Gli individui di peso normale ma con obesità addominale, avevano una probabilità di morte maggiore del 50% rispetto a quelli con un normale indice di massa corporea e un normale rapporto girovita/fianchi. 

 

 

I medesimi risultati risultano confermati anche da una ricerca condotta presso l'Istituto tedesco di nutrizione umana, e da altri collaboratori in tutta Europa nello studio "EPIC": "... Ogni 5 cm [2 pollici] di aumento delle dimensioni del girovita aumenta il rischio di morte del 17%."

 

Ciò implica che il controllo del grasso della pancia è più importante del BMI.

 

Dal Medical News Today del 27 agosto 2012: Francisco Lopez-Jimenez, cardiologo presso la Mayo Clinic a Rochestor, puntualizza: 'Sapevamo da ricerche precedenti che l'obesità viscerale era dannosa, ma ciò che emerge in questa ricerca è che la distribuzione del grasso è molto importante anche per le persone con un peso normale'.

 

E' risultato che il gruppo di individui con peso normale ma con obesità addominale, ha riportato il più alto tasso di morte, addirittura superiore a quello di coloro considerati obesi sulla base dell'indice di massa corporea.

 

Il Dr. Lopez-Jimenez sottolinea che “anche nelle persone con indice di massa corporea normale, il rischio di malattie cardiache non è da escludere”.

 

E' possibile determinare in modo affidabile il grado di rischio tenendo conto della misura girovita-fianchi, dato che la distribuzione del grasso sul corpo è molto rilevante, anche nelle persone che hanno peso corporeo normale.

 

 

Il “peso ideale” non è necessariamente quello misurabile con la bilancia

 

Ci sono diversi metodi per calcolare la taglia corporea ideale.

 

Lo studio sopra utilizzato si basa sulla misura girovita/fianchi secondo le istruzioni che seguono:

 

per la misura del girovita

  • mettetevi in posizione eretta. Prima di procedere con la misurazione, espirate. Non trattenete il fiato.

  • avvolgete il metro attorno alla vita. Dovrebbe passare sull'ombelico.

  • assicuratevi che la parte terminale del metro sia appena sopra le ossa dell'anca; già che ci siete, misurate anche i fianchi.

 

per la misura dei fianchi

  • mettetevi in posizione eretta.

  • posizionate il metro intorno ai fianchi assicuratevi che il metro sia sopra le sporgenze protuberanti delle ossa dell'anca.

 

Per calcolare il rapporto girovita-fianchi, è sufficiente dividere la misura del girovita per quella dei fianchi.

 

 

L'Università del Maryland offre un metodo comodo, che si può usare per calcolare il rapporto vita-fianchi e che ci dice se vi è il rischio di malattie cardiache. Lo studio funzionale ha utilizzato i seguenti rapporti Girovita/Fianchi di riferimento:

 

Normale = 0,85 o al di sotto nelle donne, e 0,90 o inferiore negli uomini

Alto = 0,85 o superiore nelle donne, e 0,90 o maggiore negli uomini

 

Un altro metodo ancora più semplice per capire se si ha un problema di peso è quello di misurare solo la circonferenza della vita.

 

Per definizione, essa rappresenta la circonferenza minima tra la gabbia toracica e l'ombelico con il soggetto in piedi e con i muscoli addominali rilassati.

 

La circonferenza addominale si valuta con un comune nastro metrico, non elastico, posizionato a livello della vita, secondo un piano orizzontale parallelo al pavimento.

 

Il girovita rappresenta la parte più stretta dell'addome e normalmente si trova appena al di sopra la porzione superiore del bordo laterale della cresta iliaca. Qualora tale zona non fosse ben evidente, la misura viene presa a livello dell'ombelico.

 

E' molto importante mantenere in orizzontale il nastro metrico ed evitare di stringerlo eccessivamente o mantenerlo troppo allentato; l'addome deve inoltre essere spoglio da vestiti.


Si tratta di un metodo indiretto, ma pratico, economico e dotato di una discreta attendibilità.

 

Interpretazione dei risultati:

 

 

UOMO

DONNA

Rischio

cm

cm

Molto elevato

> 120

> 110

Elevato

100 - 120

90 - 109

Basso

80 - 99

70 - 89

Molto basso

<80

< 70

Fonte: ACSM (2005) ACSM guidelines for exercise testing and prescription, 7th ed. Lippincott, Williams, and Wilkins, 61

 

Ambedue questi metodi sono decisamente migliori del BMI per valutare il rischio di malattia in quanto, l'indice di massa corporea, non considera lo stato muscolare. Il BMI, inoltre, non può fornire un'indicazione della massa grassa intra-addominale.

 

Il girovita, d'altra parte, dà una buona indicazione della quantità di grasso presente, in particolare intorno alla zona dello stomaco.

 

Il grasso addominale è considerato un importante fattore di rischio per le malattie cardiovascolari come le malattie coronariche e l'ictus.

 

Il girovita è anche un potente indicatore della sensibilità all'insulina dato che gli studi dimostrano chiaramente come la misura del girovita sia uno dei modi più potenti per predire il rischio di diabete.

 

Se non siamo sicuri di avere una circonferenza di vita corretta, una guida generale è la seguente:

 

Per gli uomini, tra i 94 e i 102 centimetri è sovrappeso e più di 102 centimetri è obesità

Per le donne, tra gli 80 e 86 centimetri è sovrappeso, e più di 86 centimetri è obesità

 

 

Percentuale di grasso corporeo - Un altro modo per misurare le dimensioni ideali del corpo

 

Un altro strumento, che molti esperti considerano come la misura più accurata dell'obesità, è la percentuale di grasso corporeo che può essere considerato un potente indicatore della nostra salute.


Il troppo grasso corporeo è collegato a problemi di salute cronici come la pressione alta, colesterolo alto, malattie cardiache, diabete e cancro.

Il poco grasso corporeo non è neanche un bene e può causare uno stato catabolico nel nostro corpo dove vengono utilizzate come combustibile le proteine ​​dei muscoli.


Una linea guida generale della American Council on Exercise è la seguente:

 

 

Uno dei modi più affidabili e più preciso per misurare il grasso corporeo sono le pinze. La pinza è un leggero dispositivo portatile che rapidamente e facilmente misura lo spessore di una piega della pelle con il sottostante strato di grasso. Prese in tre posizioni molto specifiche sul corpo, queste misure possono aiutare a stimare la percentuale totale di grasso corporeo del nostro corpo.


Occorre ricordare che è molto meglio monitorare la percentuale di grasso corporeo che il peso totale, dato che la percentuale di grasso corporeo è ciò che determina la salute o la disfunzione metabolica, non il peso totale.


 


Ridurre l'assunzione di zuccheri aggiunti, come lo zucchero da tavola (saccarosio) o sciroppo di fruttosio (HFCS), è di fondamentale importanza. Questi zuccheri contengono fruttosio, il carboidrato che ha mostrato di favorire l'aumento di peso perché può indurre resistenza alla leptina, l'ormone che controlla l'appetito.


Quando il fruttosio viene somministrato agli animali, essi perdono la capacità di controllare il loro appetito, mangiano di più e ingrassano. Limitando l'assunzione di fruttosio si può ottenere un recupero della sensibilità alla leptina.


Questa può essere una delle ragioni del perchè le diete a basso contenuto in carboidrati favoriscono la perdita di peso visto che, essenzialmente, sono diete a basso contenuto di fruttosio.


La maggiore preoccupazione non deve dunque essere il peso, ma gli effetti del fruttosio sulla composizione corporea, fegato grasso (steatosi epatica) e insulino-resistenza.


Il consumo di fruttosio può indurre rapidamente alla sindrome metabolica e al fegato grasso. Ciò non avviene negli animali alimentati con le medesime calorie ma sotto forma di glucosio o di amido.


Gli studi ci dicono che la riduzione di calorie può ridurre il peso, ma ciò che conta veramente è il contenuto di fruttosio.


I ricercatori hanno scoperto che i ratti di laboratorio sottoposti ad una dieta con il 40 per cento di zucchero ha determinato il diabete e il fegato grasso, anche con un apporto calorico limitato.


Dobbiamo quindi ripensare la questione: le calorie sono importanti quando si tratta di peso, ma il tipo di calorie può fare una grande differenza sul come viene influenzato il rischio di accumulo di grasso viscerale e il rischio di diabete.


In sintesi, si consiglia di ridurre l'assunzione di zuccheri aggiunti, sia da saccarosio che da sciroppo di fruttosio, in qualsiasi programma dietetico.


Non è invece necessario ridurre l'assunzione di frutta naturale perché i frutti pur contenendo fruttosio, contengono anche molte sostanze nutritive eccellenti che aiutano a combattere gli effetti negativi del fruttosio.


La comprensione di come il fruttosio influenza il metabolismo dei grassi - attivando l'interruttore del grasso - è la chiave per raggiungere il peso ottimale e la salute.


Secondo quanto afferma il dottor Johnson, sulla base delle esperienze di decenni di ricerca:


"Coloro che sono obesi mangiano di più a causa di un guasto al loro 'interruttore del grasso' e fanno meno attività fisica a causa del loro stato di bassa energia. La conoscenza dello specifico 'interruttore del grasso', che si trova nei mitocondri delle cellule, è la chiave per combattere l'obesità".


Un trattamento efficace dell'obesità deve dunque spegnere l'interruttore del grasso e migliorare la funzione dei mitocondri delle cellule.


 

Come i meccanismi di sopravvivenza biologica influenzano il nostro peso


Il dottor Johnson esperto nefrologo, spiega come i meccanismi biologici di sopravvivenza influenzano il peso corporeo in modi insospettabili.

 

Nella prima parte del suo libro, pubblicato presso l'Università del Colorado Hospital Magazine, The Insider, Todd Neff scrive: "L'acido urico è conosciuto per causare la gotta, un tipo di artrite dovuta all'accumulo di cristalli di acido urico nelle articolazioni ma, nella pubblicazione di ricerca in corso, Miguel Lanaspa e Johnson hanno anche indicato l'acido urico come la maggior causa dell'obesità.

 

 

Johnson e colleghi hanno scoperto che l'acido urico stressa i mitocondri, e li porta ad aumentare la sintesi dei grassi e, contemporaneamente, a bruciare meno energia.


Troppa assunzione di cibo e poco esercizio fisico, si sa, fanno aumentare l'accumulo di grasso. Tuttavia - prosegue il dott. Jonhson - il nostro lavoro suggerisce una interpretazione diversa.


L'obesità non viene dalla gola e dalla pigrizia, ma dal fatto che abbiamo attivato lo stesso programma che tutti gli animali utilizzano per aumentare le riserve di grasso.


Il fruttosio, indipendentemente dalla sua origine (nella dieta moderna, la maggior parte di esso proviene da prodotti alimentari trasformati e dalle bevande), viene azionato mediante l'enzima fruttochinasi delle nostre cellule.


Questo enzima è necessario al corpo per estrarre energia dal fruttosio, ma prima di arrivare a questa energia, la fruttochinasi consuma l'ATP - il combustibile per le cellule - e attiva il grasso ad accumulare l'acido urico per via metabolica.


Così, mentre la dieta e l'esercizio fisico sono fattori notevolmente importanti, il consumo di fruttosio sembra avere un impatto che conduce a mantenere in modo prevalente la formazione delle riserve di grasso, nonostante gli sforzi per mangiare meno e praticare attività fisica. 

 

 

Infiammazione sistemica e grasso viscerale


Spiega Enrico Garaci, annunciando l’ultima pubblicazione del Dipartimento Sanità Alimentare e Animale dell’Istituto Superiore di Sanità “Il filone dei nostri studi su nutrizione e longevità” che conduciamo insieme ai colleghi americani, ha dimostrato per la prima volta che c'è una relazione causa effetto tra grasso viscerale ed infiammazione sistemica.

 

Nello specifico, è l’interleuchina 6 prodotta ad elevate concentrazioni, in presenza di grasso viscerale, ad aumentare il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2 ed infarto del miocardio. 


Questo avviene perché nelle persone con obesità viscerale in cui predomina il grasso che si forma all’interno della pancia, le cellule adipose, che immagazzinano le calorie in eccesso sotto forma di grasso, stimolano una condizione di infiammazione sistemica attraverso la secrezione ad alte concentrazioni di questa importante molecola infiammatoria, l’interleuchina 6 (IL-6).


E' stato dimostrato così per la prima volta che il grasso viscerale è un importante fonte d’infiammazione sistemica”.


Sette azioni utili per sconfiggere il grasso viscerale 


  • Ridurre l'assunzione di fruttosio: una delle più perniciose influenze dietetiche sugli obiettivi di perdita di peso è il fruttosio che si nasconde negli alimenti trasformati e nelle bevande, può essere quasi impossibile da evitare a meno che non si cambi il modo di fare gli acquisti e di cucinare. Evitando alimenti trasformati in generale e concentrandosi invece su cibi biologici integrali, preferibilmente di produzione locale, cucinati in casa, è possibile aggirare uno dei più grandi ostacoli alimentari presenti oggi. Circa l'80 per cento della capacità di ridurre il grasso corporeo in eccesso è determinato da ciò che si mangia, l'altro 20 per cento è relativo all'esercizio fisico e a alle altre abitudini di vita salutari. Ciò significa che se la dieta è a base di zucchero / fruttosio e cibi spazzatura trasformati, le probabilità di ottenere un ventre piatto, nonostante gli sforzi, sono piuttosto scarse … Per approfondimenti:  http://www.nutrizionenaturale.org/alimentazione-zucchero-killer-silenzioso/
  • Aumentare i grassi salutari nella dieta, come ad esempio i grassi saturi sani e i cibi ricchi di grassi omega-3. Vedere anche:  http://www.nutrizionenaturale.org/i-grassi-e-la-salute/
  • Ridurre i cibi che contribuiscono all'aumento di peso corporeo, gli alimenti trasformati e le bevande sono i principali fattori che contribuiscono ad un diffuso aumento dell'obesità. I peggiori in questa categoria sono: 

a) dessert a base di grano (torte, biscotti, ciambelle, patatine e barrette di cereali), bevande gassate (anche dietetiche), bevande energetiche, e bevande sportive

b) Succhi di frutta industriali

c) Cereali per la colazione fast food, cibi pre-confezionati, yogurt alla frutta (contengono elevate quantità di zuccheri).

d) pane bianco, riso bianco, patate, farina bianca, zucchero bianco, pasta bianca, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, altri sciroppi e altri tipi di zuccheri o edulcoranti artificiali nascosti in tantissimi e a volte insospettati preparati industriali. Sono da sostituire con con carboidrati “buoni”, come i fagioli, verdure, frutta e cereali integrali. Altre informazioni sono disponibili su:

http://www.nutrizionenaturale.org/la-farina-bianca/

 

  • Praticare una moderata attività fisica, anche se non si consumano tante calorie, si migliora il metabolismo, lo stato generale di benessere e si ottengono innumerevoli benefici. Vedere anche: http://www.nutrizionenaturale.org/stili-di-vita-l-esercizio-fisico/ 
  • Un buon sonno di sufficiente durata non solo aiuta a normalizzare i livelli di cortisolo, ma è anche importante per ottimizzare l'orologio circadiano, che può avere un profondo impatto sul metabolismo e sul peso. A titolo di esempio, un paio di anni fa, i ricercatori della University of Chicago hanno scoperto che i soggetti sottoposti a dieta dieta che hanno dormito per 8ore e 30 minuti, hanno perso il 55 per cento di grasso corporeo in più dei soggetti che nel corso di due settimane di dieta hanno dormito solo 5 ore e 30 minuti per notte. Per eventuali approfondimenti vedere: http://www.nutrizionenaturale.org/il-sonno-è-terapeutico/
  • Ridurre lo stress, fra gli innumerevoli effetti negativi, vi è anche la tendenza, dovuta allo stress, a mangiare compulsivamente e ad accumulare grasso addominale. Per approfondimenti sullo stress e per suggerimenti sul come evitarlo e combatterlo vedere: http://www.nutrizionenaturale.org/lo-stress/
  • Evitare di saltare i pasti, molte persone sono convinte che saltare i pasti sia il modo migliore per ridurre le calorie e perdere peso, ma ciò non è assolutamente vero. Nel momento in cui si saltano i pasti regolarmente, il metabolismo inizia a rallentare e il nostro corpo comincia ad immagazzinare grasso e, la maggior parte di questo adipe, viene immagazzinato proprio a livello addominale.


Ma c'è una buona notizia! quando perdiamo peso, il primo grasso ad essere utilizzato è il grasso viscerale, quindi quello dannoso.


 

Il grasso bianco ed il grasso bruno


Le cellule adipose bianche rilasciano sostanze, proprio come accade negli organi endocrini, le adipochine che controllano l'appetito e il bilancio energetico, il sistema immunitario, l'angiogenesi, la sensibilità all'insulina ed il metabolismo dei grassi.


Una delle adipochine piu’ conosciute, l'adiponectina, è una citochina favorevole: migliorare la sensibilità all’insulina ed ha proprietà antinfiammatorie; in genere i suoi livelli sono più bassi nell’obeso rispetto al normopeso.


Purtroppo un eccesso di grasso viscerale rilascia anche sostanze meno favorevoli come l’interleuchina 6, il tnf alfa, che esercitano attività pro-infiammatoria.


Peraltro se le cellule di grasso aumentano troppo il loro volume (in genere per un eccesso calorie o di grassi o di carboidrati) vanno incontro a morte, evocando nel corpo un ulteriore stimolo infiammatorio dovuto all’arrivo dei macrofagi (tipiche cellule dell’infiammazione) che cercano di contenere il processo di degenerazione delle cellule di grasso amplificando ulteriormente i danni esercitati dal grasso stesso.


Ecco perchè il grasso non va più interpretato come un “limite estetico” ma una vera e propria fonte di stress organico.

 

Il numero di macrofagi presenti nel grasso viscerale è proporzionale al volume degli adipociti. Si ha una vera e propria reazione da corpo estraneo (la medesima cosa che accade quando si forma un granuloma ad un dente) con conseguente infiammazione cronica che, se protratta nel tempo, determina l’insorgenza di numerose malattie del metabolismo.


Ma come fa, per esempio, il grasso viscerale a predisporci al diabete?

 

Dagli adipociti viscerali vengono rilasciati molti grassi che si dirigono subito al fegato che aumenta la produzione di precursori di LDL, il colesterolo “cattivo”, che predispone ai processi arteriosclerotici.


Inoltre i grassi diminuiscono la capacità del fegato di metabolizzazione dell’insulina con conseguente aumento dei valori di quest'ultima nel sangue.


Tutto questo perpetuato nel tempo innalza la glicemia, l’insulinemia e l’ulteriore deposito di grasso viscerale ed epatico (steatosi epatica).


Quindi la tanto nota insulino-resistenza è dovuta ai costanti valori di iperglicemia e di iperinsulinemia che nel tempo determinano una risposta biologica minore dei tessuti all’azione dell’insulina: è “il cane che si morde la coda” sino a che non si riduce con la dieta e il movimento il grasso viscerale, le condizioni metaboliche-infiammatorie non si modificano anzi si amplificano.


Esiste anche un grasso “protettivo”, il grasso bruno, molto importante per la regolazione del peso corporeo perché favorisce la trasformazione dei nutrienti in energia necessaria al nostro fisico.


Normalmente i bambini possiedono una buona scorta di tessuto adiposo bruno alla nascita, che funge da difesa dal freddo, ma questo progressivamente diminuisce per far posto al grasso bianco tipico dell'adulto. 


Nell'adulto si trovano solo piccole quantità di grasso bruno che si attiva sopratutto in seguito ad un abbassamento della temperatura corporea trasformando i trigliceridi in energia.


Il tessuto adiposo bruno comunque si attiva non solo in risposta ad un abbassamento della temperatura, ma anche in caso di eccessivo apporto calorico con la dieta.


In teoria questo fenomeno, basato sulla dispersione del surplus calorico sotto forma di calore, dovrebbe garantire l'omeostasi del peso corporeo, indipendentemente dagli eccessi alimentari. Ma entro certi limiti!


Non a caso, appena mangiato la temperatura aumenta di circa 0,5/1 grado, proprio per questa forma di termogenesi postprandiale mediata dal tessuto adiposo bruno, che tende a mantenere stabile il bilancio energetico dell'organismo nonostante il surplus calorico del pasto.


Conclusioni


Appare evidente come il grasso viscerale abbia un impatto negativo sul nostro organismo e nel tempo possa causare numerose patologie.


Per tenerlo sotto controllo dobbiamo verificare, con i sistemi ampiamente descritti in precedenza, e mettere in atto ogni iniziativa per sconfiggerlo indipendente da un fatto puramente estetico.


Adesso sappiamo che l'indice di massa corporea (BMI) non fornendoci le indicazioni della distribuzione del grasso nel nostro corpo non è sufficiente, e che abbiamo a disposizione metodi di misura molto più significativi e facilmente adottabili.


Scegliendo una alimentazione equilibrata e uno stile di vita salutare possiamo ridurre senza tanta fatica e rinunce l'accumulo di grasso viscerale e il rischio di contrarre molte delle malattie più temute.