Il Fluoro: è veramente un alleato contro la carie?

Ricordo quando le mamme e i papà, fino


ad alcuni decenni indietro, per


salvaguardare i denti dalla carie,


consigliati dai pediatri o dai medici,


somministravano ai propri figli le

 

                                                                          compressine di fluoro.


Per essere ancora più attenti alla salute dei propri figli, sceglievano per la famiglia i dentifrici al fluoro pensando di scongiurare la malattia dei denti più diffusa nella civiltà moderna.

 

Avevo letto da qualche parte che negli USA, nel Canada e in alcuni altri paesi il fluoro veniva aggiunto nelle acque potabili per assicurare la salute dentale.

 

Ero veramente convinto che la scienza nello scorso secolo avesse offerto degli strumenti benefici per la nostra salute.

 

Alcuni anni indietro mi era capitato di leggere delle opinioni sfavorevoli all'assunzione del fluoro ma non avevo dato loro molta importanza.

 

Qualche giorno fa ho sentito che diversi pediatri consigliano ancora i genitori di fare assumere ai bambini il fluoro come prevenzione per la carie il che, può risultare particolarmente rassicurante.

 

Tutttavia, incuriosito da alcuni studi americani, ho cercato di capire meglio quali sono i vantaggi e gli svantaggi della somministrazione del fluoro ai bambini e ho trovato diverse cose che ci dovrebbero far riflettere.

 

Come e quando è nata l'idea di somministrare fluoro?


Siamo nel 1931 e il dottor Trendley Dean, aveva indagato sugli effetti dell'inquinamento da fluoruri in un'area dove si erano verificati molti casi di fluorosi con ingiallimento e corrosione dei denti.

 

Aveva anche riscontrato una bassa incidenza della carie in quella popolazione, per cui consigliava di studiare l’eventualità che l’assunzione di una quantità ‘ottimale’ di fluoro potesse giovare alla salute orale.

 

Nel 1939 il biochimico Gerald Cox, ricercatore al Mellon Institute, somministrando fluoruro a cavie animali sottoposte a dieta ricca di zuccheri, concluse che il fluoro diminuisce l’incidenza della carie.


All’epoca, il maggior produttore di alluminio (e quindi di fluoro) era l’Alcoa. Il suo fondatore, Andrew Mellon, nel 1931 ricopriva la carica di segretario al Tesoro, ministero dal quale dipendeva il dott. Dean quando fece la sua ‘scoperta’. Il Mellon Institute, laboratorio di proprietà dell’Alcoa, stipendiava il dottor Cox quando nel 1939 pubblicava le sue raccomandazioni sull’utilità sanitaria del fluoro.

 

Il dott Cox propose non solo di interrompere la depurazione delle fonti idriche contaminate da fluoruri ma di aggiungerne nell'acqua potabile e nei dentifrici, come misura preventiva di sanità pubblica.

 

Il fluoro così cessò di essere considerato un rifiuto tossico pericoloso e trovò un impiego come specialità da somministrare ai bambini per la prevenzione della carie.

 

Un bel vantaggio per la società ALCOA!  Anzichè dover spendere ingenti somme di denaro per disinquinare e smaltire il fluoro, ha tovato il modo di ricavarne degli utili.


 

 

Il fluoro può essere dannoso alla salute


Le industrie del farmaco sono notoriamente molto abili nel manipolare, se non nell’influenzare, gli studi scientifici. Inoltre, non c’è migliore guadagno di quello che si ricava da farmaci prescritti in modo sistematico ad intere fascie della popolazione…….vedi le vaccinazioni, le terapie ormonali per la menopausa, solo per citarne alcune.


Contrariamente a quello che si credeva un tempo, il fluoro è efficace solo se applicato localmente e non quando assunto internamente per via orale.

 

Assorbito per bocca, il fluoro entra nel dente attraverso il sangue e altera la struttura del dente stesso. Questo può causare fluorosi dentale. Soprattutto nei bambini piccoli, i rischi dell’assunzione di fluoro superano di gran lunga i benefici.


Recenti studi epidemiologici mostrano come la fluorizzazione delle acque è chiaramente correlata all’aumento delle fratture dell’anca in persone ultrasessantenni e alla diminuzione del tasso di fertilità negli esseri umani. 


 Alcuni recenti studi hanno mostrato che l’incidenza delle carie tra la popolazione di alcune cittadine era addirittura diminuita dopo che le amministrazioni comunali avevano smesso di aggiungere fluoro alle acque potabili. 


Un recentissimo sondaggio effettuato negli USA dal Department of Health and Human Services ha acertato che il 41% di adolescenti americani con età compresa fra i 12 e i 15 anni soffre di fluorosi dentale ed i dati sono in forte aumento.

 

Con la fluorosi i denti appaiono screziati, macchiati, puntinati, decolorati e a volte anche bucherellati. Lo smalto saturato di fluoro è più vulnerabile all’attrito e all’erosione. I danni aumentano nel tempo.


 

 

Altri possibili danni del fluoro:

 

  • può ridurre la funzione della tiroide – secondo il National Research Council dosi di 0,01 mg/kg/giorno, possono causare nelle persone che non assumono sufficiente iodio, disturbi alla tiroide con il rischio di perdita di efficienza mentale, depressione e aumento di peso corporeo

  • può danneggiare il cervello - anche a dosi di 0,9 nei bambini con deficienze alimentari e 1,8 ppm nei bambini ben nutriti provoca un abbassamento del quoziente di intelligenza

  • indebolisce la struttura ossea aumentando i rischi di fratture

  • aumenta il rischio di cancro alle ossa – risulta da recenti studi effettuati da un team di Harward

  • aumenta il rischio per chi soffre di malattie renali – l'incapacità dei reni a depurare l'organismo dal fluoro porta ad un accumulo che ne aumenta la tossicità e può portare o peggiorare la distrofia renale

  • si potrebbe ancora continuare a lungo – chi è interessato può cliccare sul collegamento che segue leggere i “50 motivi per essere contro l'assunzione di fluoro” elencati da Paul Connett, Professore di chimica presso la St. Lawrence University, NY http://www.fluoridealert.org/50-reasons.pdf

 

Una interessante considerazione

 

Proviene dal dott. W. Price, dentista americano vissuto agli inizi dello scorso secolo, il quale fece il giro del mondo alla ricerca delle ultime popolazioni che vivevano in modo tradizionale, in equilibrio con la natura circostante e che avevano mantenuto una alimentazione immutata da centinaia se non da migliaia di anni.

 

Nonostante l’assoluta mancanza di dentifrici, spazzolini, fili interdentali, chewing gum al fluoro e soprattutto in mancanza (fortunati loro!) della fluoroprofilassi, che la moderna medicina propina ai nostri figli, queste popolazioni godevano tutte di una dentatura che rasentava la perfezione, praticamente quasi libera da carie.

 

Studiando invece le popolazioni civilizzate e modernizzate, Price riscontrava immancabilmente un notevole deterioramento delle condizioni dei denti con una incidenza delle carie qualche decina di volte superiore.

 

Il Dr Price, uomo di grande esperienza, era convinto che il modo di alimentarsi della gente influenzava grandemente la salute dei denti più di tutte le pratiche igieniche dentali.

 

Le popolazioni che si alimentavano ancora in modo tradizionale e consumavano cibi così come li offriva Madre Natura, non devitalizzati o comunque poco modificati (ortaggi, frutta e cereali integrali,carne, pesce, uova, ortaggi, latte, formaggi, burro, grassi animali ) godevano delle dentature migliori, le persone che invece mangiavano cibi preparati dall’industria alimentare (raffinati, dolci, devitalizzati, inscatolati, sgrassati, pastorizzati, stabilizzati etc.) avevano le dentature peggiori e più vulnerabili alla carie.

 

In Conclusione

 

E' meglio evitare di somministrare ai nostri figli i supplementi di fluoro consigliati per la profilassi della carie; potrebbero essere dannosi.

 

Una buona alimentazione della mamma prima, durante e dopo la gravidanza con i cibi sani, quelli più vicini a come la Natura li offre, non manipolati dall’industria alimentare, può assicurare una dentatura al bambino robusta e poco attaccabile dalla carie.

 

L'eliminazione degli zuccheri raffinati e la diminuzione  dell'assunzione di farine bianche nelle nostre abitudini alimentari assicura denti meno soggetti agli attacchi della carie.

 

Una buona alimentazione anche per gli adulti, la vita all’aperto, la luce del sole (di notevole utilità per assumere l'importante vitamina D), l’attività fisica, il giusto riposo e la serenità mentale sono tutti fattori che concorrono al benessere del corpo e quindi anche dei denti.

 

Una corretta, ma non ossessiva igiene dentale fa il resto per assicurare una dentizione sana e robusta.