DEPRESSIONE

(Aggiornato al 9 novembre 2015)

Cause, sintomi, cure naturali.

In questi ultimi anni la crisi economica, politica, di valori, e di stili di vita sempre meno salutari possono avere effetti significativi sull'aumento dei casi di questa, sempre più diffusa, patologia.

 

In Italia almeno 1.5 milioni di persone soffrono di depressione e quindici persone su cento, cioè più di sette milioni di individui, hanno sofferto almeno una volta di un episodio depressivo.


La donna, per la sua predisposizione ormonale soffre di depressione due volte più dell’uomo.


La patologia colpisce soprattutto la popolazione anziana oltre i 65 e quella femminile nella fascia di età fra i quaranta e i cinquanta anni.


Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2020 la depressione sarà la seconda causa di malattia dopo le patologie cardiovascolari.

 

I sintomi


Accanto alla tristezza, alla disistima e alla scarsa capacità di iniziativa, sono spesso presenti nel depresso:

 

  • Ansia che dura per settimane

  • Sentimenti di disperazione e / o pessimismo

  • Sensi di colpa, inutilità, e / o impotenza

  • Irritabilità, irrequietezza

  • Perdita di interesse nelle attività o hobby, una volta piacevoli

  • Fatica e cali di energia

  • Difficoltà di concentrazione, a ricordare i dettagli e a prendere decisioni

  • Insonnia o sonno eccessivo

  • Tendenza ad eccedere nel cibo o perdita di appetito

  • Fantasie autolesive che possono sfociare in tentativi di suicidio.

  • Dolori persistenti, mal di testa, crampi, o problemi digestivi cronici

  • Eccessiva allegria che può nascondere la depressione

Quali sono le cause della depressione?

Rispondere a questa domanda evoca i tanti misteri della psichiatria. Nel passato, gli psichiatri, attribuivano i sintomi della malattia agli spiriti maligni, o ad uno squilibrio di "umori".

 

Il fatto è che la psichiatria continua a non capire che cosa provoca il disagio psicologico e, la teoria principale, sostiene l'idea che il comportamento indesiderato e la depressione sono dovute ad uno squilibrio di serotonina e dopamina nel cervello, cosa mai dimostrata.

 

Anzi, la ricerca ha dimostrato che la teoria è sbagliata, ma queste prove sono per larga parte ancora ignorate ma è chiaro che il livello di serotonina è una conseguenza della depressione, e non il contrario!

 

Una seconda ipotesi attribuisce la depressione a fattori psicosociali o psicodinamici. Per esempio periodi particolarmente a rischio nella donna come quello post parto e la menopausa, nell’uomo il pensionamento.

 

Negli anziani i sintomi depressivi sono molto frequenti, anche se spesso vengono confusi con la demenza o attribuiti all’invecchiamento.

 

Il forte legame fra il consumo di zucchero e depressione

Un certo numero di ingredienti alimentari possono causare o aggravare la depressione, ma il colpevole numero uno è considerato da diversi specialisti lo zucchero raffinato, sopratutto il fruttosio prodotto industrialmente poichè alimenta gli agenti patogeni nell'intestino permettendo loro di sostituirsi ai batteri benefici.


Lo zucchero sopprime anche l'attività di un ormone chiave della crescita del cervello chiamato fattore neurotrofico (BDNF). I livelli di BDNF sono criticamente bassi sia nei soggetti che soffrono di depressione che in quelli schizofrenici.


Le diete ricche di zucchero innescano anche una cascata di reazioni chimiche nel corpo che promuovono l'infiammazione cronica. Nel lungo termine, essa altera il normale funzionamento del sistema immunitario e danneggia il cervello.


Ultimo ma non meno importante, lo zucchero raffinato, in particolare il fruttosio prodotto industrialmente è un fattore chiave per la resistenza all'insulina e alla leptina, due ormoni che svolgono un ruolo importante per la salute mentale.


Uno studio recente (1), (2) ha scoperto che i cibi ad alto indice glicemico (compresi quelli ad alto contenuto in cereali raffinati e zuccheri aggiunti), sono stati associati ad una maggiore probabilità di depressione.

 

Altri ingredienti alimentari trasformati che promuovono la depressione

Altri ingredienti alimentari trasformati che possono contribuire alla depressione e/o altri problemi di salute mentale sono:

  • Gli ingredienti geneticamente modificati (GE) possono alterare in modo significativo la flora intestinale, promuovendo in tal modo gli agenti patogeni decimando i microrganismi benefici necessari per ottimizzare la salute mentale e fisica.

  • Il glifosato, l'erbicida più usato sulle coltivazioni nel mondo è stato dimostrato che causa carenze nutrizionali, in particolare minerali, fondamentali per la funzione cerebrale e per il controllo dell'umore. Provoca anche tossicità sistemica, ed è stato recentemente dichiarato di classe 2A probabile cancerogeno per l'uomo. Il Roundup, nel quale il glifosato è l'ingrediente attivo, è stato anche dimostrato che aumentare la resistenza agli antibiotici dell'E. coli e della Salmonella.

  • Gli additivi alimentari artificiali, in particolare l'aspartame, possono danneggiare la funzionalità del cervello. Sia gli attacchi di panico che la depressione sono noti come potenziali effetti collaterali del consumo di aspartame. Altri additivi, come i coloranti, sono anche noti per influenzare l'umore.

  • Il glutine, una proteina presente nei cereali come il frumento, la segale e l'orzo, può avere un impatto negativo sull'umore e sulla salute del cervello. In realtà, alcuni studi indicano che il grano può avere un effetto negativo sull'umore e favorire la depressione e altri problemi di salute mentale ancora più gravi come la schizofrenia. La maggior parte del grano non biologico è anche trattato con il glifosato nella fase di pre-raccolta per l'essiccazione il che aggiunge ulteriori effetti di pericolosità (vedi glifosato sopra).

Le cure contro la depressione

 

Quando la patologia era considerata come uno squilibrio di “umori” veniva trattata con il salasso, che è forse la cura di più lunga tradizione nella medicina praticata originariamente dalle antiche civiltà dell'Egitto e della Grecia, per circa 2.500 anni.

 

Con la rivoluzione industriale, si iniziò a prescrivere l'aspirina per quasi ogni disturbo concepibile, dalla polmonite alla depressione.

 

Eppure, non c'è mai stata alcuna prova che ne dimostrasse l'efficacia, in molti casi i pazienti sono deceduti e si è sempre attribuita la causa del decesso alla malattia, piuttosto che al trattamento a cui sono stati sottoposti.

 

È interessante notare che oggi conosciamo la ragione per cui si effettuava il salasso agli uomini o alle donne in post-menopausa: nel caso di alti livelli di ferro nel sangue, ne riduceva la quantità migliorando lo stato di salute generale di alcuni pazienti.

 

Gli scienziati del 19° secolo hanno iniziato a mettere in discussione l'utilità dei vecchi sistemi di cura e, sulla base dei dati statistici ed i medici che hanno seguito i casi clinici hanno scoperto che tali metodi non avevano alcuna efficacia.

 

Nel 21° secolo, la prescrizione degli psicofarmaci per ogni problema psicologico concepibile si diffuse come era successo in precedenza per la teoria salasso.

I farmaci sono fonte di così alti profitti per cui si stenta ad ammetterne la loro inefficacia.

 

Nonostante le promesse ampiamente pubblicizzate, gli psicofarmaci non hanno effetti misurabili sugli squilibri biologici diversamente da altri farmaci che, ad esempio, possono modificare sensibilmente i livelli di zucchero nel sangue, il colesterolo e così via.

 

 

I rischi degli psicofarmaci.

 

Un pericolo significativo dell'uso di psicofarmaci è che possono sconvolgere i delicati processi all'interno del cervello necessari per mantenere le funzioni biologiche. Questo rischio semplicemente non può essere ignorato.

 

Due studi, uno pubblicato nel gennaio 2009 sul “New England Journal of Medicine” e un altro pubblicato nello stesso anno nel “Journal of the American College of Cardiology” hanno scoperto che i farmaci anti-psicotici raddoppiano il rischio di morte cardiaca improvvisa. La mortalità è risultata essere dipendente dalla dose impiegata, per cui coloro che assumono dosi più elevate sono soggetti ad un maggiore rischio di un evento cardiaco letale.

 

Bisogna tener presente che gli psicofarmaci possono creare forme più gravi di malattie mentali e fa riflettere quanto ha scritto nel suo ultimo libro “Anatomy of an Epidemic: MagicBullets, Psychiatric Drugs and theAstonisching Raise of Mental Ilness in America” il premio Pulitzer Robert Whitaker che sottolinea come negli USA, da quando ha preso piede la psichiatria, la patologia è aumentata in modo impressionante.

 

Una parte del fenomeno è anche dovuto al fatto che una serie di normali esperienze umane oggi passano come "disturbi" per i quali sono disponibili dei trattamenti farmacologici .

 

Ma, se si guarda alla letteratura scientifica, gli studi clinici a breve termine mostrano che gli antidepressivi non portano, per le depressioni lievi e moderate, benefici clinicamente significativi rispetto a un placebo.

 

Le ricerche sugli effetti degli antidepressivi nel lungo termine, dimostrano che i pazienti, in generale, non si riprendono più dai loro episodi depressivi esattamente come avveniva prima dell'avvento degli antidepressivi moderni.  Anche se sembra che vi sia un sollievo alla depressione, i pazienti tendono a ricadute più frequenti, trasformando quella che doveva essere una fase di remissione in uno stato sempre più cronico della depressione.

 

Nonostante le evidenze della ricerca, molti medici non adottano che protocolli di trattamento basati su farmaci solo per sopprimere i sintomi piuttosto che aiutare risolvere i traumi nel sistema mente-corpo.

 

Fortunatamente, ci sono anche molti terapeuti con esperienza nel trattamento dei disturbi psicologici che applicano con successo terapie non farmacologiche, per cui i pazienti che non vogliono sottoporsi a tali terapie oggi possono trovare aiuti alternativi qualificati.

 

 

La prevenzione e le cure naturali per la depressione

 

Ancora una volta vengono suggeriti stili di vita e scelte alimentari come fattori chiave per la prevenzione e la cura quali:

  1. Eliminare lo stress - La depressione è una condizione molto grave, ma non è una "malattia". Piuttosto, è un segno che il nostro corpo e la nostra vita sono in disequilibrio.

    Questo non è da dimenticare perché non appena si inizia a considerare la depressione come una "malattia", si pensa subito di aver bisogno di un farmaco per risolvere il problema. In realtà, tutto quello che si deve fare è restituire armonia alla nostra vita, affrontando ed eliminando lo stress.

    La meditazione o lo yoga possono essere di aiuto. A volte è sufficiente uscire e fare delle belle passeggiate ma, oltre a questo, è consigliabile anche adottare un sistema che possa aiutare a risolvere i problemi emotivi.

    Una delle tecniche più efficaci è l'Emotional Freedom Technique (EFT) che possiamo eseguire direttamente noi stessi dopo aver letto la procedura (clicca qui per scaricare il Nuovo Codice del Benessere). Nel caso di depressione o di stress grave, è consigliabile consultare comunque un professionista della salute mentale che sia anche un praticante di EFT.

    Per maggiori informazioni sullo stress puoi cliccare sull'argomento “Lo Stress” su questo stesso sito.

     

  2. Attività fisica - Se si soffre di depressione, oppure se ci si sente giù qualche volta, l'esercizio fisico è di valido aiuto. Le ricerche confermano che è almeno tanto efficace per le persone che sono depresse quanto gli antidepressivi . Agisce sopratutto facendo aumentare nel cervello il livello di endorfine chiamate anche “ormoni della felicità”.

     

  3. Cercare di esporsi sufficientemente alla luce solare per avere buoni livelli di vitamina D, costituisce un fattore cruciale nel trattamento della depressione. Uno studio ha scoperto che le persone con i più bassi livelli di vitamina D erano 11 volte più inclini alla depressione rispetto a coloro che avevano livelli normali. La carenza di vitamina D è in realtà più la norma che l'eccezione, ed è stata associata a patologie sia psichiatriche che neurologiche.

     

  4. Dieta sana - Un altro fattore che non può essere trascurato è la dieta. Gli alimenti hanno un enorme impatto sul nostro umore, sulla nostra capacità di svolgere le attività quotidiane e di essere felici. E' una buona regola mangiare cibi integrali, ridurre o evitare lo zucchero e le farine bianche, aiuta a normalizzare l'insulina e i livelli di leptina, un altro potente strumento per affrontare la depressione.

     

  5. Grassi essenziali Omega 3 – Aiutano a sostenere il funzionamento ottimale del cervello. Inserire nella propria dieta alimenti ricchi di grassi omega-3, come pesci, uova, semi di lino, noci, ecc. è un buon modo per contribuire a combattere la depressione.

     

Per curare la depressione, guarire l'intestino

Come notato da The Epoch Times: (3) "Negli ultimi 20 anni gli scienziati hanno sviluppato un nuovo modo di considerare i batteri e il paradigma si sta trasformando da una strategia di guerra, ad una di co-esistenza. La scienza considera ora che una robusta, composita colonia batterica sia essenziale per la buona salute. "


In effetti, i batteri che risiedono sul e nel corpo superano in numero le cellule da 10 a 1, e i virus a loro volta superano i batteri 10 a 1. In un certo senso, noi siamo il nostro microbioma.


Come Tom Insel, direttore del National Institute of Mental Health, ha detto al New York Times: (4) "Siamo, almeno dal punto di vista di DNA, più microbi che umani. Questa è una visione particolare che dobbiamo prendere sul serio quando pensiamo allo sviluppo umano. ''


Un rapido crescere di ricerche rivelano che molti di questi piccoli microrganismi hanno funzioni molto specifiche e nel complesso un ruolo profondo nei processi biologici per la salute generale, in particolare per la salute del cervello.


Secondo il dottor Raphael Kellman, un medico con sede a New York City, specializzato sul microbioma “... il microbioma influisce non solo sul nostro stato d'animo, ma ha anche molto a che fare con il corretto funzionamento del cervello e si sviluppa nel corso del tempo, "The Epoch Times" (5).


Migliorando il microbioma possiamo realmente vedere cambiamenti positivi di umore, della funzione cognitiva, e della funzione esecutiva ...”


Kellman aggiunge: “Il microbioma comunica con il cervello attraverso una serie di meccanismi ... Questi percorsi comprendono neurotrasmettitori diretti che il microbioma produce ... comunica con il cervello attraverso il nervo vago e comunica anche con il sistema endocrino nel percorso dello stress - ipotalamo, ipofisi e surrene”.


Attualmente i trattamenti dei disturbi neurologici si orientano verso le modifiche dirette della chimica del cervello, modificando i livelli di sostanze chimiche neurotrasmettitori cercando di ristabilire il giusto equilibrio. Ma il futuro dei trattamenti della salute mentale potrebbe concentrarsi molto di più sull'intestino che sul cervello, e più sul cibo che sui farmaci. "


Il fatto che il miglioramento del microbioma possa influenzare la funzione cognitiva significa che è anche importante nutrire l'intestino per avere una migliore possibilità di combattere le patologie neurodegenerative come l'Alzheimer. È interessante notare, che i ricercatori hanno anche scoperto che la depressione ricorrente è associata al restringimento dell'ippocampo, l'area del cervello della formazione della memoria, (10) e, la depressione stessa sembra essere un fattore di rischio per la demenza.


E' importante ottimizzare i livelli di vitamina D in considerazione, che sia la depressione che la malattia di Alzheimer sono associati alla carenza di vitamina D.

Nutrendo la flora intestinale si può migliorare l'umore e proteggere la salute mentale

Tutto sommato, sembra abbastanza chiaro che nutrire la flora intestinale è estremamente importante per sostenere uno stato d'animo positivo e una salute mentale stabile. Per fare ciò, vengono consigliate le seguenti strategie:

  • Evitare lo zucchero raffinato e i cibi trasformati nella propria dieta. Mangiare cibi veri è una delle più potenti e semplici strategie che si possono attuare per il controllo della propria salute. Semplicemente non c'è dubbio che l'eliminazione degli zuccheri raffinati è l'intervento più potente a disposizione per migliorare la flora intestinale.

  • Mangiare cibi tradizionalmente fermentati, cibi non pastorizzati. I cibi fermentati sono la strada migliore per l'ottimale salute dell'apparato digerente a patto che si mangino quelli fatti tradizionalmente, non pastorizzati. Idealmente, si dovrebbero mangiare una varietà di alimenti fermentati per massimizzare la varietà di batteri che si assumono. Scelte sane includono ortaggi fermentati, lassi (una bevanda di yogurt indiano, tradizionalmente bevuto prima di cena), latti fermentati come il kefir, il Kimchi, e il natto (soia fermentata).

  • Prendere un integratore probiotico di alta qualità. Se non si mangiano alimenti fermentati in maniera regolare, prendere in considerazione un probiotico ad ampio spettro. La ricerca ha dimostrato che alcuni probiotici possono aiutare ad alleviare l'ansia modulando i percorsi vagali all'interno dell'intestino, influenzando i livelli di GABA, e abbassando l'ormone corticosterone indotto dallo stress.

 

In sintesi, gli alimenti hanno un enorme impatto sia sul corpo che sul cervello, e mangiare cibi integrali, è il modo migliore per sostenere la salute fisica e mentale. Il miglior rimedio è più probabile trovarlo nella e nel frigorifero piuttosto che nell'armadietto dei medicinali.

 

(8) George Slavich, uno psicologo clinico presso l'Università della California di Los Angeles, ha trascorso anni a studiare la depressione, ed è giunto alla conclusione che essa ha molto a che fare con il corpo come con la mente.

Non parlo neanche più come psichiatra “ dice. “E' interessata la psicologia, ma sono interessate anche in parti uguali la biologia e la salute fisica.”

 

I fondamenti di questa nuova visione sono assolutamente ovvi, una volta si diceva: tutti si sentono infelici quando sono malati. La sensazione di stanchezza, noia, la poca voglia di muoversi dal divano e di affrontare normalmente la vita è conosciuta dagli gli psicologi come un comportamento dovuto alla malattia.

 

Un ricercatore si spinge fino al punto di proporre di rinominare la depressione come una malattia infettiva ma non contagiosa. (9) L'autore dell'articolo scherzosamente mette in relazione la depressione con una reazione allergica, in questo caso "allergia alla vita moderna considerando i molti fattori ambientali che sono note cause di infiammazione, dalla dieta all'esposizione a sostanze tossiche, allo stress.

 

Infiammazione e depressione

Il Dr. Kelly Brogan, ha trattato in un articolo i sintomi depressivi visti come manifestazioni di una infiammazione e scrive: "L'origine della patologia può essere singola o multipla come lo stress, la dieta, l'esposizione a sostanze tossiche, all'infezione ... L'infezione sembra essere un fattore determinante molto rilevante dei sintomi depressivi, come stato di svogliatezza, rallentamento del pensiero, l'evitamento, le alterazioni della percezione, e i cambiamenti metabolici, (10) ".


Alcuni biomarcatori, come le citochine nel sangue e i messaggeri infiammatori come CRP, IL-1, IL-6, e TNF-alfa, si stanno mostrando promettenti come potenziali nuovi strumenti diagnostici, in quanto sono "predittivi (11) e linearmente (12) correlati" con la depressione.


Ad esempio, i ricercatori hanno scoperto (13) che la depressione, la malinconia, il disturbo bipolare e la depressione post-partum, sono associati a elevati livelli di citochine in combinazione con la diminuita sensibilità al cortisolo (il cortisolo è sia un ormone dello stress, sia una protezione contro l'infiammazione).


Spiega il dottor Brogan: "Una volta attivati nel corpo, questi agenti infiammatori trasferiscono informazioni al sistema nervoso, tipicamente attraverso la stimolazione dei nervi principali quali il vago, che collega (14) l'intestino e il cervello. Cellule chiamate microglia, specializzate nella difesa immunitaria del cervello si attivano quando compaiono gli stati infiammatori.


Le cellule microglia attivano, un enzima chiamato IDO (indoleamine 2 3-diossigenasi) che ha dimostrato (15) di orientare il triptofano dalla produzione di serotonina e melatonina verso la produzione di NMDA, chiamato acido quinolinico, ritenuto il responsabile dei sintomi dell'ansia e dell'agitazione.



Fonti e riferimenti:


(1) American Journal of Clinical Nutrition June 24, 2015 DOI: 10.3945

(2) Time June 29, 2015

(3), (5) Epoch Times July 1, 2015

(4) New York Times June 23, 2015

(6) WebMD June 30, 2015

(7)New York Times June 23, 2015

(8) The Guardian January 4, 2015

(9) Biology of Mood & Anxiety Disorders 2014, 4:10

(10) Brain, Behavior and Immunity 2013 Jul;31:1-8

(11) Neurodegener Dis Manag. Dec 1, 2012; 2(6): 609–62

(12) Psychosom Med. 2009 Feb;71(2):171-86

(13) Translational Psychiatry (2014) 4, e344

(14) Geriatric Bioscience (PDF)

(15) Neuropsychiatr Dis Treat. 2011; 7: 431–439