Cosa ci rivela la lingua?

(Inserito in data 29 giugno 2015)

Cosa sappiamo della nostra lingua? Normalmente viene considerata solo come un muscolo necessario per poter parlare, con una funzione meccanica per la masticazione del cibo o come organo dove sono localizzate le papille gustative per la percezione dei gusti.


Raramente pensiamo che possa fare da indicatore su alcuni aspetti della nostra salute, un campanello di allarme quando cambia aspetto che ci informa che qualche cosa nel nostro organismo non funziona bene e che è il caso di sentire il medico.


Perchè è importante prestare attenzione ai cambiamenti che avvengono sulla nostra lingua


I medici di famiglia di un tempo quasi sempre, in occasione di ogni visita, subito dopo avere misurato la febbre controllavano lo stato della lingua, non solo per individuare le infezioni delle vie respiratorie.


Infatti, ciò che succede alla lingua, per esempio ci dà una buona idea di ciò che avviene nel tratto gastrointestinale e molto altro ancora. Se assimiliamo bene il cibo e le bevande si può vedere dal rivestimento e dal colore della lingua.


Che cosa indica una lingua bianca?


Sulla lingua si possono formare delle macchie bianche o un rivestimento di colore bianco spesso responsabili dell'alterazione percettiva del gusto dei cibi e di fastidi all'interno della bocca. Una condizione chiamata leucoplachia che provoca una crescita eccessiva di cellule ed è la causa della formazione di macchie bianche. Questa condizione non è pericolosa, ma a volte può indicare dei mutamenti nelle cellule della bocca, quindi è importante che sia indagata. La leucoplachia ha più probabilità di svilupparsi come effetto negativo del fumo ma potrebbe anche essere precorritrice di neoplasie, sebbene questa degenerazione sia piuttosto rara (trasformazione maligna: 2-5% dei soggetti affetti da leucoplachia).


In caso di cattiva digestione, di intestino “pigro” o di una malattia febbrile delle vie respiratorie, la sua superficie può assumere un colore biancastro e un aspetto patinoso.


Una lingua arrossata, di colore rosso vivo, secca e ricoperta di piccole chiazze di colorito bianco deve invece far pensare al mughetto, un’infezione causata da un fungo, la candida albicans. Più frequente nel neonato, il mughetto può comparire però anche negli adulti, specialmente nelle persone molto anziane dove è favorito dagli stati di grave debilitazione, dai trattamenti antibiotici o cortisonici prolungati e dalle protesi dentarie. E’ indispensabile trovare quindi le cause per poterlo curare. In alcuni casi è d’aiuto regolarizzare la funzione intestinale combattendo la stitichezza, o migliorare la cattiva digestione, mentre nel mughetto è consigliabile la terapia locale usando una sospensione di antimicotico, applicabile come un collutorio.



Il lichen planus orale crea linee bianche in rilievo sulla lingua che può apparire quasi come un pizzo. Questa condizione spesso regredisce senza alcun intervento e la causa può essere difficile da determinare.

 

A volte la lingua si ricopre di lesioni biancastre tondeggianti circondate da un alone rossastro, le cosiddette “afte”, spesso dolorose e fastidiose, specialmente a contatto con cibi salati, acidi o piccanti, tanto da rendere difficile l’alimentazione. Le afte possono essere la manifestazione di anemia perniciosa, carenza di ferro o di acido folico, ma anche della celiachia (intolleranza al glutine). E’ necessario eliminare gli alimenti irritanti, risolvere eventuali deficit vitaminici e utilizzare collutori specifici.

 

Quando la lingua aumenta di volume, soprattutto all’improvviso, si tratta spesso di un’allergia, più facilmente causata da un alimento o da un farmaco. In gioco può esserci però anche il “mixedema”, dovuto a un’insufficienza della tiroide, l’acromegalia (una patologia causata da un tumore dell'ipofisi e da un eccesso di ormone della crescita, caratterizzata da una statura esagerata e da un aumento di dimensioni delle mani e dei piedi). Nel caso di una reazione allergica, bisogna ovviamente allontanare la causa scatenante e adottare una terapia antiallergica, mentre in tutti gli altri casi va individuata la malattia di base per trattarla.Una lingua arrossata è spesso dovuta a un’infiammazione, la stomatite (infiammazione del cavo orale e delle gengive). Una lingua arrossata con papille molto in rilievo (la cosiddetta lingua “a lampone”), che appaiono come piccole protuberanze rosse e gonfie si ha, per esempio, nella scarlattina e nello scorbuto (malattia dovuta ad una carenza di vitamina C).

 

La lingua nera è un’affezione benigna, piuttosto frequente, caratterizzata da una colorazione nerastra della mucosa. Spesso la causa è l’uso prolungato di antisettici locali o antibiotici a largo spettro che alterano la flora batterica orale, oppure psicofarmaci che rallentano il flusso salivare. Non è una “malattia interna”, come pensano molti pazienti preoccupati. In effetti, il portatore di lingua nera spesso non ha sintomi, se si esclude l’alitosi, una vaga nausea, l’alterazione del senso del gusto o un semplice disagio psicologico. E’ consigliabile in questo caso sospendere il trattamento responsabile, utilizzare collutori a base di bicarbonato di sodio e applicare una soluzione con vitamina A (o acido retinoico).

 

La lingua geografica (detta “glossite migrante benigna”) è’ un’infiammazione della lingua in cui la superficie presenta zone desquamate di colorito rosso, circondate da un bordo biancastro che tendono ad estendersi, confluendo fra loro, e cambiando forma da un giorno all’altro. Non esiste alcun trattamento, ma sono utili l’igiene accurata dei denti e della lingua e l’eliminazione del fumo.

 

La lingua plicata è invece un’anomalia congenita, caratterizzata dall’accentuazione dei solchi normalmente presenti sulla superficie tanto da causare fessure profonde in cui possono accumularsi detriti alimentari, batterici o fungini che portano a infiammazioni croniche. Oltre a un’accurata igiene orale, con risciacqui con acqua corrente dopo i pasti per evitare il ristagno di cibo tra le pieghe della lingua, può essere utile un trattamento a base di antifungini o di collutori.

 

Dire ahh ... per rilevare la retinopatia diabetica

 

Secondo uno studio pubblicato su IEEE Transactions in Ingegneria Biomedica , questo tipo di diagnosi potrebbe non essere lontano all'orizzonte. La complicazione del diabete è la retinopatia non proliferativa e il test non invasivo utilizza la lingua per rilevare la complicazione agli occhi. 

 

All'interno della retina, dai piccoli vasi sanguigni si verificano perdite di sangue o di liquido. Il liquido provoca il rigonfiamento della retina. Rilevare la retinopatia diabetica nelle fasi iniziali è il modo migliore per prevenire il peggioramento della patologia. Il test della lingua ha dimostrato di rilevare in modo efficace la retinopatia diabetica non proliferativa con l'osservazione della lingua, con l'identificazione del suo colore, della sua consistenza e dei relativi cambiamenti morfologici.

 

I cambiamenti osservati nel colore della lingua, nei valori della trama nelle diverse zone della lingua, e le modifiche della forma della lingua vengono studiati. Con questo approccio osservazionale non invasivo, i medici saranno in grado di valutare i pazienti affetti da retinopatia diabetica con una accuratezza superiore all'80%.