IL COLESTEROLO

(Rivisto e integrato il 2 maggio 2015)

Il colesterolo, negli ultimi 20 anni, è stato responsabile della demonizzazione di diverse categorie di cibi, come le uova ed i grassi animali, ed è stato incolpato di causare quasi tutte le malattie cardio-circolatorie.

 

E' una parola che ci spaventa e nel tempo si è consolidata la convinzione che sia un qualche cosa da tenere il più basso possibile per evitare di subire gravi conseguenze.

 

Oggi siamo più consapevoli di certi miti sul colesterolo che ci raffigurano come i grassi ed il colesterolo siano i peggiori cibi che possiamo consumare e sono proprio questi miti che danneggiano maggiormente la nostra salute.

 

Il colesterolo non solo non distrugge la nostra salute ma, in realtà, non è neppure il responsabile delle malattie cardiache.

 

 

Impariamo a conoscerlo

 

Si tratta di una molecola lipidica, una sostanza cerosa che non si trova solo nel sangue, nel cervello e nella bile ma anche in ogni cellula del corpo, dove contribuisce a produrre le membrane cellulari, gli ormoni, la vitamina D e i sali biliari che aiutano a digerire il grasso.

 

Il colesterolo svolge dunque nell’essere umano delle funzioni di primaria importanza per la sopravvivenza.

 

Più precisamente diciamo che il colesterolo contribuisce alla normale formazione e riparazione delle membrane cellulari, permettendo il passaggio di tutte le sostanze che hanno il compito di rendere possibile il regolare svolgimento dei processi fisiologici.

 

Il colesterolo aiuta anche la memoria ed è vitale per la funzione neurologica.

 

Viene prodotto per il 75% dal nostro corpo ed il rimanente 25% proviene dai cibi e dalle bevande che ingeriamo.

 

Secondo la medicina ufficiale esistono due tipi di colesterolo:

 

  • HDL (High-density lipoprotein) è considerato il “colesterolo buono” che ha la capacità di mantenere il colesterolo fuori dalle arterie e di rimuovere la placca in eccesso aiutando a prevenire tutte le malattie cardiache

     

  • LDL (Low- density lipoprotein) è il “colesterolo cattivo” che circola nelle arterie e si accumula in esse fino a formare le placche. Restringe il passaggio del sangue nelle arterie rendendole meno flessibili ed instaura le condizioni per l'arteriosclerosi, per l'infarto e per l'ictus.

 

 

Il conteggio del colesterolo totale comprende anche:

 

TrigliceridiElevati livelli di questi lipidi pericolosi sono stati collegati a malattie cardiache e diabete. I livelli di trigliceridi è noto che salgono quando si mangiano troppi cereali e zuccheri, quando si è fisicamente inattivi, si fumano sigarette, si bevono alcolici in quantità eccessiva e si è in sovrappeso o addirittura obesi.


Lipoproteina (a): è una sostanza costituita da una parte di LDL "cattivo colesterolo" più una proteina (apoproteina a). Elevati livelli di lipoproteine sono un fattore di rischio molto forte per le malattie cardiache. Ciò è stato ben chiarito, ma pochissimi medici li controllano nei loro pazienti.

 

L'American Heart Association raccomanda livelli di colesterolo totale inferiori a 200 mg / dl, ma quello che non viene detto è che il livello di colesterolo totale è quasi inutile nel determinare il rischio di malattie cardiache, a meno che non superi il valore di 330.

 

Inoltre, l'AHA ha aggiornato le linee guida nel 2004, abbassando il livello raccomandato di colesterolo LDL da 130 a meno di 100, o anche a meno di 70 per i pazienti a rischio molto elevato.

 

Da diverse fonti questi obiettivi vengono considerati pericolosamente bassi e fissati solo per far assumere più farmaci ipocolesterolemizzanti.

 

Vi sono infatti individui che con il livello di colesterolo superiore a 250 hanno un rischio molto basso di contrarre malattie cardiache e individui con livelli di colesterolo sotto i 200 con un alto rischio che viene definito con i seguenti test:

 

  • rapporto HDL/Colesterolo totale (dovrebbe essere al di sopra del 24%)

  • rapporto Trigliceridi/HDL (dovrebbe essere al di sotto di 2)

 

Anche se restano dei margini di incertezza dovuti a tanti altri fattori, certamente i due rapporti accennati consentono di definire meglio il rischio di malattie cardiache considerato che il solo parametro del colesterolo totale ha scarsa rilevanza.

 

 

Il colesterolo è un alleato della salute e non un nemico

 

Nelle nostre teste si è radicata in profondità la convinzione che il colesterolo sia la causa di temibili patologie ma questa convinzione è assolutamente da cambiare.

 

Il Dott. Rosedale sottolinea, "il colesterolo è una componente vitale di ogni membrana cellulare sulla Terra. In altre parole, non c'è possibilità di vita sulla Terra senza colesterolo”.

 

Questo, automaticamente ci dice che di per sé il colesterolo non può essere un male.

 

In realtà, è uno dei nostri migliori amici.

 

Non saremmo qui senza di esso. Non c'è da stupirsi che abbassando troppo il colesterolo si aumenta il rischio di morte. Il colesterolo è anche un precursore per tutti gli ormoni steroidi. Non è possibile produrre estrogeni, testosterone, cortisone, e una miriade di altri ormoni vitali senza colesterolo. "

 

Il Dr. Rosedale spiega. "Il nostro corpo cerca di produrre e conservare il colesterolo per una ragione precisa poichè esso è da considerarsi così importante, anzi vitale, per la salute."

 

Colesterolo e infiammazione

 

 

L'infiammazione è diventata una parola d'ordine in campo medico perché è stata collegata a diverse patologie. Una di queste patologie è la malattia cardiaca ... la stessa patologia di cui il colesterolo è spesso accusato di provocare.

 

In primo luogo occorre prendere in considerazione il ruolo dell'infiammazione nel corpo. Per molti aspetti, è una cosa buona perché è la risposta naturale del corpo agli invasori che percepisce come minacce. Se ci si fa un taglio, per esempio, il processo di infiammazione è quello che ci permette di guarire.

 

In particolare durante l'infiammazione:

 

  • I vasi sanguigni si restringono per impedirci di morire dissanguati

  • Il sangue diventa più denso in modo che possa coagulare

  • Il sistema immunitario invia cellule e sostanze chimiche per combattere virus, batteri e altri "cattivi soggetti" che potrebbero infettare la zona

  • Le cellule si moltiplicano per riparare i danni

 

Infine una crosta protettiva si forma sopra la ferita.

 

Se le arterie sono danneggiate, un processo molto simile si verifica all'interno del nostro corpo, e si forma una "cicatrice" nell'arteria nota come placca.

 

Questa placca, insieme con l'ispessimento del sangue e la costrizione dei vasi sanguigni che normalmente si verifica durante il processo infiammatorio, aumenta il rischio di ipertensione e infarto.

 

Da notare che il colesterolo deve ancora entrare in scena.

 

Il colesterolo arriva in quanto necessario per sostituire le cellule danneggiate.

 

Quindi, se nel nostro corpo ci sono cellule che hanno bisogno di essere sostituite, il fegato sarà attivato per produrre più colesterolo e rilasciarlo nel flusso sanguigno. Questo è un processo intenzionale che avviene nel nostro corpo per produrre nuove cellule sane.

 

E 'anche possibile, e abbastanza comune, che ciò avvenga per danni che si verificano nel nostro corpo in maniera regolare. In questo caso, si potrà verificare un pericoloso stato di infiammazione cronica.

 

La medicina classica, comincia a considerare l'infiammazione come causa di malattie cardiache ma non considera l'intero quadro di manifestazione delle patologie e, quando si trova di fronte ad un aumento del colesterolo, conclude che lo stesso è la causa dell'infarto e non tiene conto dello stato di infiammazione.

 

L'errore di abbassare il livello del colesterolo

 

 

Se si verifica un aumento del livello di colesterolo, è almeno in parte a causa di una maggiore infiammazione nel corpo. Il colesterolo arriva per fare un lavoro: aiutare il nostro corpo a guarire e riparare.

 

La medicina classica non centra l'obiettivo quando pericolosamente consiglia di abbassare il colesterolo con i farmaci per ridurre il rischio di infarto, perché, ciò che è effettivamente necessario, è affrontare la causa del danno che risiede in una maggiore infiammazione e il motivo del conseguente aumento del colesterolo.

 

Come il dottor Rosedale giustamente sottolinea: "Se se si verifica un danno eccessivo nel nostro corpo, tale da rendere necessario del colesterolo supplementare attraverso il flusso sanguigno, non sembra molto saggio abbassare il colesterolo e semplicemente dimenticare il perché si è formato.

 

Sembrerebbe molto più intelligente ridurre il maggior fabbisogno di colesterolo riducendo l'infiammazione cronica".

 

L'impiego delle statine


Un trattamento farmacologico molto diffuso per l'abbassamento dei livelli di colesterolo è la prescrizione di statine. Ironia della sorte, mentre le statine sono considerate come "medicina preventiva" per proteggere la salute del cuore, questi farmaci possono effettivamente avere effetti negativi sul cuore, soprattutto se non si ricorre all'integrazione con il coenzima Q10.


Ad esempio, uno studio (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22981406) ha dimostrato che l'uso delle statine è associato ad un 52 per cento aumento della placca coronarica calcificata rispetto ai non utilizzatori. La calcificazione coronarica è il segno distintivo della malattia cardiaca potenzialmente letale.


Le statine hanno anche dimostrato di aumentare il rischio di diabete attraverso una serie di meccanismi diversi, due di questi riguardano:


  • L'aumento della resistenza all'insulina che contribuisce all'infiammazione cronica nel nostro corpo e, questo è un sintomo tipico della maggior parte delle malattie. Infatti, l'aumento della resistenza all'insulina può portare a patologie cardiache, che sono, in primo luogo, il motivo principale per assumere ulteriormente le statine. Possono anche favorire l'accumulo di grasso addominale, la pressione alta, attacchi cardiaci, stanchezza cronica, disturbi della tiroide e malattie come il Parkinson, l'Alzheimer e il cancro.


  • L'aumento del livello di glicemia nel sangue. Dopo un un pasto con amidi e zuccheri, quelli in eccesso vanno al fegato che poi li accumula come colesterolo e trigliceridi. Le statine agiscono impedendo al fegato di produrre colesterolo con il risultato di far rimanere lo zucchero nel flusso sanguigno, il che aumenta i livelli glicemici.

Le statine interferiscono anche con altre funzioni biologiche. Di estrema importanza, la riduzione del Coenzima Q10, che ha la funzione di fornire energia e di agire come potente antiossidante. Pertanto, se si prendono le statine, si deve assumere anche un supplemento di CoQ10. Le statine interferiscono inoltre con la via metabolica dell'acido mevalonico, altrimenti nota anche come via metabolica del HMG-CoA reduttasi, che è la via centrale per la gestione degli steroidi. Prodotti di questo percorso negativamente influenzati dalle statine sono:

  • gli ormoni sessuali
  • il cortisone
  • il dolicolo, che è coinvolto nella salute delle membrane delle nostre cellule
  • gli steroli, quali colesterolo e vitamina D (che è simile al colesterolo ed è prodotta dal colesterolo della pelle)

 


Come ridurre l'infiammazione e abbassare il rischio di patologie cardiache 


C'è un malinteso importante ed è basato sull'assunto che si devono evitare cibi come uova e grassi saturi per proteggere il cuore.

 

In realtà, è vero che i grassi di origine animale contengono colesterolo, ma che come visto in precedenza in questo articolo non ci deve spaventare.

 

Questo principio si basa sulla "ipotesi dei lipidi" - sviluppato nel 1950 dal pioniere della nutrizione Ancel Keys - che collegava i grassi alimentari alle malattie cardiache e coronariche.

 

I nutrizionisti di quel tempo accettarono completamente l'ipotesi e incoraggiarono il pubblico a eliminare dalla loro dieta il burro, la carne rossa, i grassi animali, le uova, i latticini e altri grassi "intasa arterie"- un cambiamento radicale in quel momento.

 

Come risultato di questa teoria, le organizzazioni sanitarie governative iniziarono a bombardare le persone con i consigli che hanno contribuito a far sviluppare il diabete e l'obesità, nonché le epidemie in corso oggi: adottare una dieta povera di grassi.

 

Non a caso, numerosi studi hanno poi effettivamente dimostrato che la teoria di Keys era sbagliata e che i grassi saturi sono benefici, ivi inclusi gli studi di Fallon e il classico articolo di Enig “The Skinny on Fats”.

 

Un sondaggio del Medical Research Council ha dimostrato che gli uomini che mangiavano burro avevano la metà del rischio di sviluppare malattie cardiache, rispetto a coloro che usavano la margarina.

 

Naturalmente, come gli americani tagliarono i nutrienti grassi animali dalla loro dieta, rimasero affamati. Così iniziarono a mangiare più zuccheri, più cereali trasformati, più oli vegetali, e più sciroppo di fruttosio ottenuto da mais, tutti disastri nutrizionali.

 

E' quest'ultimo tipo di dieta che alla fine ha portato ad una maggiore infiammazione, e quindi all'aumento del colesterolo nel nostro corpo.

 

Quindi non lasciamoci più spaventare dai grassi saturi.

 

L'infiammazione cronica è in realtà causata da:

 

  • Colesterolo ossidato (che è irrancidito, come quello da cibi troppo cotti, tipo le uova strapazzate)

  • Mangiare molti zuccheri e cereali sopratutto cibi a base di farine bianche

  • Mangiare cibi cotti ad alta temperatura

  • Mangiare grassi trans idrogenati (margarina)

  • Uno stile di vita sedentario

  • Fumo

  • Stress emotivo

 

Quindi, per riassumere il tutto, al fine di ridurre l'infiammazione e i livelli di colesterolo, naturalmente, è necessario affrontare e risolvere quanto contenuto in questo elenco.

 

Come abbassare il colesterolo naturalmente

 

 

  1. Assicurarsi di assumere molti grassi omega3. Una nuova ricerca suggerisce che un minimo di 500 mg può ridurre il colesterolo totale e i trigliceridi probabilmente aumentando il colesterolo HDL.

     

  2. Ridurre cereali e zuccheri nella dieta quotidiana. Sopratutto eliminare gli zuccheri pericolosi come il fruttosio e le farine bianche. Se il nostro rapporto HDL / colesterolo è anormale si deve eliminare, almeno parzialmente la frutta dalla dieta, essendo anche quella una fonte di fruttosio. Una volta che il colesterolo migliora, si può reintrodurre gradualmente la frutta in quantità tale che non ne aumenti il livello.

     

  3. Mangiare una buona parte dei cibi non cotti.

     

  4. Mangiare sano, preferibilmente a crudo, grassi salutari come:

     

  • Olio d'oliva

  • Cocco e olio di cocco

  • Prodotti lattiero-caseari biologici (tra cui burro, panna, panna acida, formaggio, ecc. meglio bio e di capra)

  • Avocado

  • Noci

  • Semi

  • Uova (poco cotte con tuorli intatti o crudi)

  • Pesci di piccola taglia pescati e non da allevamento

  • Carni biologiche ottenute da animali che pascolano in libertà.

     

     

  1. Praticare la giusta quantità di attività fisica. Quando ci si allena si aumenta la circolazione e il flusso di sangue in tutto il corpo. I componenti del sistema immunitario circolano meglio, il che significa che il sistema immunitario ha una migliore possibilità di combattere una malattia prima che si diffonda.

     

  2. Evitare di fumare e di bere quantità eccessive di alcol.

     

  3. Affrontare le sfide emotive. Si può provare anche con la tecnica EFT (per approfondire la tecnica vedi:  http://www.eft-italia.it/accesso-video-e-documento-gratuito/

     

Come sempre, la nostra salute è davvero nelle nostre mani. Tocca a noi prenderne il controllo per godere di una perfetta forma psico-fisica.