ARTRITE & ARTROSI

La cosa peggiore: ignorare se si soffre di artrite

 

C'è stato un salto sorprendente nel numero di persone con sintomi di artrite grave. Questo, secondo gli esperti della salute, potrebbe essere il risultato dell'obesità.

 

Circa il 22 per cento degli adulti negli Stati Uniti hanno l'artrite, per un totale di quasi 50 milioni di persone che soffrono di questo male.

 

I casi non sono in aumento negli ultimi anni.

 

Ciò che è aumentato notevolmente, tuttavia, è il dolore o gli altri sintomi di artrite che limitano le normali attività.

 

I casi negli USA sono saliti dall' 8,3 per cento al 9,4 per cento - il che significa che più di 21 milioni di adulti, da meno di 19 milioni di solo pochi anni fa, hanno ora una limitata funzionalità delle articolazioni sopratutto nelle mani, difficoltà a salire le scale, vestirsi, o praticare il giardinaggio.

 

L'aumento è attribuito in primo luogo ai casi di osteoartrite specialmente tra coloro che sono in sovrappeso o obesi.

 

In Italia, vi sono circa 400.000 casi conosciuti ma il dato sarebbe notevolmente superiore se si considerassero le molte persone inconsapevoli di aver contratto la malattia.

 

Il rapporto Istat “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari”, pubblicato nel 2001 e relativo all’anno 1999, rileva che le persone che dichiarano di soffrire di una malattia cronica sono circa il 47% (50,9% delle donne e 43% degli uomini). Tra queste, le artriti sono le malattie più di frequente dichiarate (oltre il 18 %, con un 22,8% tra le donne e 13,6% tra gli uomini.

 

L’AR IN ITALIA (fonte: sito ANMAR)

I pazienti affetti da artrite reumatoide in Italia (stima)

circa 350-400 mila

Fascia d’età più colpita

tra i 25 e i 45 anni

Proporzione donna/uomo

4 a 1

Ricoveri in regime ordinario (dati 2003)

8234 persone (di cui 6360 donne)

Ricoveri in day hospital (dati 2003)

7920 (di cui 6211 donne)

Pazienti con artrite reumatoide in trattamento con farmaci biologici (stima 2005)

circa 7500

 

 

Osteoartrite

 

L'osteoartrite è una malattia degenerativa delle articolazioni che di solito si verifica negli individui più anziani, ma può anche essere causata da stress ripetitivo o traumi acuti. Non deve essere confusa con l'artrite reumatoide, malattia autoimmune.

 

L'osteoartrite di solito colpisce le articolazioni distali, delle dita e dei piedi, ed è generalmente attribuita ad usura e lacerazione delle articolazioni a causa di stili di vita poco salutari, dieta errata e invecchiamento. E' asimmetrica, per cui tipicamente si manifesta su una sola articolazione, su una mano e non nell'altra o su un piede piede e non nell'altro. 

 

 

Uno stile di vita sana è la migliore difesa contro l'osteoartrite

 

I tassi di artrite sono più di due volte superiori nelle persone obese, comparate con quelle che sono di peso normale. Il peso extra mette più pressione sulle articolazioni. Questo non può che portare alla osteoartrite e può anche rendere la condizione peggiore in modo esponenziale.

 

Quindi, se si soffre di osteoartrite e si è in sovrappeso o obesi, il perdere peso è una forma essenziale di trattamento.

 

La propria biochimica e genetica influenza il rapporto tra grassi,  proteine e carboidrati dei quali il corpo ha bisogno per prosperare.

 

II modo di mangiare equilibrato secondo il proprio fabbisogno farà in modo che si rispetti il rapporto ottimale dei macro nutrienti della dieta ottimizzando nel contempo il peso corporeo.

 

L'esercizio fisico è essenziale se si soffre di osteoartrite

 

 

La seconda componente, se si vuole affrontare sia la perdita di peso che la prevenzione e la gestione dell'osteoartrite, è un programma di esercizi fisici regolari.

 

La maggior parte delle persone non si rende conto di come l'esercizio fisico possa essere potente nel preservare la densità ossea e la funzionalità delle articolazioni e come possa aiutare a prevenire e alleviare l'artrosi che avanza con l'età.


L'idea che l'esercizio fisico sia dannoso per le articolazioni è un equivoco; non ci sono prove a sostegno di questa convinzione. Al contrario, l'evidenza sottolinea come l'esercitare una attività fisica abbia un impatto positivo sui tessuti delle giunture. 

 

Se si pratica attività fisica per perdere peso o mantenere il peso ideale, si  riduce il rischio di sviluppare l'osteoartrite.

 

Se è già in atto l'artrosi al ginocchio è consigliabile adottare degli esercizi che rafforzino il muscolo quadricipite nella parte anteriore della coscia piuttosto che correre o fare altri esercizi ad alto impatto. Sarebbe meglio in tal caso praticare nuoto o ciclismo.


Le persone affette da osteoartrite devono stare attente ad evitare le attività che aggravano il dolore articolare. Si dovrebbe evitare qualsiasi esercizio che metta in tensione una giuntura significativamente instabile.


Detto questo, è molto importante esercitare ed aumentare il tono muscolare delle articolazioni portanti. Col tempo, i risultati del disuso portano all'atrofia muscolare e alla debolezza.

 

L'immobilità può provocare contratture articolari e perdita di capacità di movimento (ROM), quindi è importante mantenersi in attività.


Se le articolazioni sono rigide, si dovrebbe praticare lo stretching e fare del riscaldamento prima dell'esercizio, mentre, le articolazioni gonfie possono trarre beneficio da applicazioni di ghiaccio per 10 minuti prima di iniziare.


Il programma dovrebbe comprendere una serie di attività come l'allenamento con i pesi, cardio, stretching e lavoro di base che sarebbe opportuno integrare nella routine individuale.


Se il dolore permane per più di un'ora dopo la sessione di allenamento, è meglio rallentare o scegliere un'altra forma di esercizio fisico. I dispositivi di assistenza sono utili per diminuire la pressione sulle articolazioni sollecitate durante l'allenamento.


C'è una sola eccezione a questa regola: l'esercizio fisico può aggravare l'artrosi quando si è subito un infortunio in precedenza. In questo caso è consigliabile lavorare con un fisioterapista o un personal trainer qualificato che sappia scegliere le attività personalizzate più adatte.

 

Che cosa si può fare per contribuire a ridurre i sintomi dell'osteoartrite?


 

Se si è affetti da osteoartrite, la cartilagine all'interno delle articolazioni viene progressivamente danneggiata, e il liquido sinoviale che mantiene le articolazioni lubrificate è generalmente ridotto.


Il dolore e la rigidità articolare che si sente è il risultato delle ossa che cominciano a entrare in contatto l'una con l'altra perchè la cartilagine e il liquido sinoviale si riducono e, se non si interviene tempestivamente, i fastidi possono progressivamente peggiorare fino a quando non si riesccono più a svolgere le normali attività quotidiane.


La buona notizia è che il corpo è perfettamente in grado di ricostruire la cartilagine e il liquido sinoviale, ma per farlo è necessario che vi sia una  corretta assunzione di grassi omega-3.


I grassi omega-3 come l'olio di krill, sono una componente alimentare essenziale della quale il corpo ha bisogno per ridurre l'infiammazione, mentre la glucosamina può aiutare a ricostruire sia la cartilagine che il liquido sinoviale.


La glucosamina e la condroitina (due prodotti animali commercializzati come integratori alimentari) possono contribuire ad alleviare i sintomi dell'osteoartrite.

 

I risultati degli studi che hanno valutato detti integratori non sono così certi, e in molti individui è stato verificato che non si ottiene alcun sollievo significativo sia dalla glucosamina che dalla condroitina.

 

Recenti ricerche, tuttavia, indicano un modo per aumentare in maniera significativa i benefici della glucosamina combinata con grassi omega-3. Sembra che si ottenga maggior sollievo dal dolore, quando vengono usati insieme. Agli Omega-3 sono ampiamente riconosciute le specifiche proprietà anti-infiammatorie. 

 

 

La glucosamina è un precursore di glicosaminoglicani, che è un costituente importante della cartilagine articolare, e questo spiega perché possa aiutare a prevenire la degenerazione della cartilagine che si verifica con l'osteoartrite.

 

Anche se spesso è sconsigliabile far ricorso ad integratori, gli omega-3, in combinazione con la glucosamina potrebbero essere utili per tanti pazienti.

 

Detto questo, vi sono ancora altri integratori alimentari che possono offrire un sollievo, soprattutto se assunti in combinazione fra di loro.

 

Opzioni naturali per alleviare il dolore


L'osteoartrite può manifestarsi come una condizione molto dolorosa, per cui gli antidolorifici normalmente sono una componente importante del trattamento.

 

Tipicamente, farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS) e analgesici, come il Tylenol, vengono utilizzati per questo scopo.


Questi farmaci possono essere efficaci antidolorifici, ma è molto importante tener presente che, il loro regolare uso cronico  è associato ad una serie significativa di effetti collaterali molto gravi come danni ai reni e / o al fegato.


I FANS determinano la morte di circa 30.000 persone ogni anno a causa di ulcere sanguinanti, e, i farmaci orali, sono stati collegati a una serie di problemi tra cui l'insufficienza cardiaca

 

Il Viox e il Celebrex sono i principali esempi di questi medicinali pericolosi.


Quindi è consigliabile trovare un modo più sicuro scegliendo preferibilmente antinfiammatori naturali alternativi, tra cui:


  • La Boswellia:  Conosciuta anche come boswellin o "incenso indiano", questa erba indiana risulta particolarmente utile contro l'infiammazione e il dolore artritico associati. Per intervenire al fine di lenire i dolori reumatici, osteoarticolari e artritici, la medicina ayurvedica prevede dei preparati a base di boswellia che hanno la capacità di calmare l’infiammazione in tempi piuttosto rapidi. 


 

 



  • L'Acido ialuronico (HA)è un componente chiave della cartilagine ed ha la funzione di portare i nutrienti nelle cellule e trasferire i rifiuti all'esterno.

  • L'Astaxantina: è uno dei più potenti antiossidanti lipofili finora scoperti ed è il pigmento carotenoide più abbondante. Si trova nei granchi, nei salmoni, nelle trote, nei gamberi e nell'olio di krill. Gli studi hanno accertato che può contribuire a sostenere la salute delle articolazioni e la loro mobilità.

  • La Membrana del guscio d'uovo: elastina, collagene e glicosaminoglicani sono tre nutrienti presenti nelle membrane dei gusci che possono contribuire a sostenere la stabilità e la flessibilità delle articolazioni, fornendo, alle stesse, il materiale necessario per costruire la cartilagine.

  • Lo Zenzero: la radice ha proprietà anti-infiammatorie e offre sollievo anche al mal di stomaco. Lo zenzero fresco funziona bene immerso in acqua bollente come un tè o grattugiato nei contrifugati o succhi di verdura.

  • La Bromelina: è l'enzima, che si trova nell'ananas, ed è un antinfiammatorio naturale. Può anche essere assunto sotto forma di integratore.

  • Il Cetilico myristoleato (OCM):  è un olio, che si trova nel pesce e nel burro, agisce come un "lubrificante comune" e come anti-infiammatorio.

  • L'enotera, il ribes e l'olio di borragine: contengono i grassi essenziali e l'acido gamma linolenico (GLA), che sono utili per il trattamento dei dolori artritici. E' utile, per molti assumerli come supplemento, in particolare in inverno in caso di pelle secca, un forte indicatore della carenza di questi grassi.

    L'uso di supplementi GLA da olio di enotera è preferibile, ma l'olio di borragine contiene una maggiore concentrazione di GLA, il che significa che è sufficiente assumerne un minor numero di capsule, ed è meno costoso.

  • La crema Cayenna: Anche chiamato crema capsaicina, questa spezia viene ricavata da peperoncini secchi piccanti. Allevia il dolore mediante sottrazione nel corpo della sostanza P, un componente chimico delle cellule nervose che trasmettono segnali di dolore al cervello.


Altri due Consigli per l'Osteoartrosi da tener presenti... Stati emozionali e vitamina D

Le angosce emotive fanno molto spesso parte delle condizioni artritiche, per cui disporre di un metodo efficace per affrontarle può essere di grande valore in termini di prevenzione della malattia.


Come il Dr. Christine Northrup ha scritto:

"... Gli schemi emotivi come l'irritazione e la frustrazione sono associati ed esacerbano i dolori osteoartrosici. La gravità del problema dipende da quanto queste emozioni sono intense e per quanto tempo sono presenti e irrisolte".


Sebbene tutti noi siamo soggetti a irritazioni e frustrazioni nella nostra vita, non c'è motivo per questo di rimanere bloccati nelle articolazioni e non muoversi più.

 

La soluzione preferita per risolvere il disagio emotivo è la Emotional Freedom Technique (EFT). Per l'autoapprendimento vedi: 

http://www.eft-italia.it/accesso-video-e-documento-gratuito/


Se l'artrite è già in atto, la soluzione migliore è quella di cercare un professionista qualificato che sia di aiuto per l'applicazione corretta del metodo.

 

Occorre anche sapere che bassi livelli di vitamina D sono associati alla perdita della cartilagine nel ginocchio, e questo è uno dei tratti distintivi della osteoartrite.

 

Il rimedio, per assicurarsi che il livelli di vitamina D siano ottimizzati, è semplice.


Si tratta di assumerne la giusta quantità con l'esposizione al sole o con l'utilizzo di un lettino per l'abbronzatura sicuro, oppure ricorrere ai supplementi con vitamina D3, o ancora optare per una combinazione di quanto sopra (in questo caso è raccomandabile controllarne il livello mediante esami clinici per evitare di superare i valori ottimali).


Da non dimenticare che, l'artrite non deve essere considerata una malattia "terminale".

 

Con la diminuzione di peso, l'esercizio fisico, con le opportune modifiche alla propria dieta e allo stile di vita, e con l'utilizzo di anti-infiammatori naturali si può superare la malattia.

 

Non è necessario vivere per sempre nel dolore ... l'artrite può essere guarita.

 

I Grassi omega-3 sono incredibilmente importanti nel trattamento dell'osteoartrite


Secondo un recente studio su animali, una dieta arricchita con grassi omega-3 riduce la maggior parte degli indicatori di malattia nei porcellini d'india inclini a sviluppare l'osteoartrite.


Tre esempi degni di nota sono:

  • Uno studio del 2007 apparso nel Journal of the American College of Nutrition che ha indagato la capacità dell'olio di krill per ridurre l'infiammazione. I ricercatori hanno scoperto che 300 mg di olio di krill al giorno riduce significativamente l'infiammazione, il dolore, la rigidità e la compromissione funzionale dopo soli 7 giorni, e ancor più profondamente dopo 14 giorni di assunzione.

  • Uno studio pubblicato nel Journal of Gastroenterology nel 2005 ha mostrato risultati simili rispetto ai sintomi dell'infiammazione e dell'artrite, sia per chi soffre di artrite reumatoide che di osteoartrite.

  • Secondo uno studio pubblicato da Advances in Therapy i pazienti con moderata-grave artrosi dell'anca o del ginocchio che hanno ricevuto 1.500 mg di glucosamina solfato con 200 mg di omega-3 hanno avuto una notevole riduzione del dolore e dei sintomi dell'osteoartrite con, meno rigidità mattutina e meno dolore alle anche e alle ginocchia rispetto a quelli che hanno assunto solo la glucosamina.


Gli Omega-3 sono in realtà anti-infiammatori che agiscono in modo molto generale per cui sono utili per la maggior parte delle persone. 

Migliorano lo stato d'animo, rendono le ossa più forti e robuste e combattono le infiammazioni.

 

Carenza di grassi omega-3?

 

Idealmente, tutti hanno bisogno per assicurarsi una vita sana di alti livelli di omega-3 così da poter sfruttare i benefici per la salute che essi hanno da offrire, compresa la protezione dall'artrite.

 

La dieta media è spesso gravemente carente di grassi omega-3, EPA e DHA. Con l'eccezione per alcuni tipi di pesce (pescato fresco), che non sempre è consigliabile mangiare a causa dell'inquinamento da mercurio, ci sono pochissime altre fonti di grassi essenziali di derivazione animale.


Come risultato, si riscontrano frequenti carenze di omega-3 che sono considerate negli USA la sesta più frequente causa di morte degli americani.

 

Assicurarsi di includere nella dieta una Fonte di Omega-3


La maggior parte delle persone oggi sono carenti di grassi omega-3 e consumano troppi omega-6 che si trovano negli oli vegetali e nei prodotti alimentari trasformati.

 

Il rapporto ideale è vicino all' 1:1, ma ad esempio il rapporto dell'americano medio è più vicino al 20:1.


A causa di questo squilibrio grave, è consigliabile di integrare la dieta con una fonte di grassi omega-3 di alta qualità, riducendo contemporaneamente l'apporto di omega-6 per riequilibrare il rapporto.


Ci sono fonti di omega-3 vegetali e animali con notevoli differenze tra di loro.


Tutti hanno rapporti diversi fra i tre importanti acidi grassi omega-3 -ALA, EPA e DHA.  Il DHA è utile per il cervello ma in quantità minori.

 

I vegetali ricchi di omega-3 come il lino, la canapa e i semi di chia contengono molto ALA, ma hanno un basso contenuto di EPA e DHA.

 

I tre tipi di grasso Omega-3 di origine animale


Quando si tratta di scegliere i grassi omega-3 di origine animale le fonti primarie sono il pesce, l'olio di pesce o l'olio di krill.


  • Pesci: In un mondo perfetto, saremmo in grado di ottenere tutti gli omega-3 necessari mangiando pesce. Purtroppo, la stragrande maggioranza del nostro approvvigionamento di pesce è oggi così pesantemente contaminato da inquinanti industriali e da tossine come il mercurio, PCB, metalli pesanti e veleni radioattivi per cui la maggior parte dei prodotti ittici non è proprio raccomandabile.

 

 

  • L'olio di pesce: è consigliabile per aumentare l'apporto di grassi omega-3 e, i prodotti di alta qualità, apportano molti benefici alla salute. Tuttavia, l'olio di pesce ha un debole contenuto di antiossidanti. Questo è un inconveniente, perché, aumentando l'apporto di grassi omega-3 da olio di pesce aumenta anche il fabbisogno di protezione antiossidante.


Ciò accade in quanto l'olio di pesce è molto deperibile, e l'ossidazione porta alla formazione di radicali liberi.

 

Gli antiossidanti sono necessari per garantire che l'olio di pesce non si ossidi e diventi rancido all'interno del corpo.

 

Si debbono di conseguenza assumere ulteriori antiossidanti, sia per la salute in generale che per il maggiore fabbisogno che deriva dall'uso dell'olio di pesce.


Se si soffre di artrite, si dovrebbe conoscere l'astaxantina


E 'probabile che l'astaxantina sia ancora più efficace per aiutare le persone con sintomi di artrite rispetto ai grassi omega-3 in quanto, questo antiossidante, è molto più potente nel contenuto in beta-carotene, alfa-tocoferolo, licopene e luteina, e altri composti della stessa famiglia.

 

Presenta una attività molto forte contro i radicali liberi e aiuta a proteggere le cellule, gli organi e i tessuti del corpo dai danni ossidativi e dall'infiammazione.


In particolare, l'astaxantina è un carotenoide antiossidante prodotto solo dalle microalghe Pluvialis Haematoccous per proteggersi dalle radiazioni ultraviolette. E ' un meccanismo di sopravvivenza delle alghe e l'astaxantina serve come un "campo di forza" per proteggere le stesse dalla mancanza di nutrizione e / o di luce solare intensa.


Ci sono solo due fonti note di astaxantina - le microalghe che la producono, e le creature del mare che consumano le alghe (come il salmone, frutti di mare, e krill). 

 

Si può utilizzare l'astaxantina come integratore in ragione di 8 – 10 mg/giorno anche contemporaneamente all'uso quotidiano di olio di krill.


L'artrite reumatoide – RA


E' una malattia autoimmune che tende ad essere bilaterale e simmetrica, per cui si manifesta su entrambi i lati del corpo. Se viene colpito un solo un giunto specifico su un lato del corpo è molto improbabile che si tratti di RA. Colpisce anche le articolazioni centrali, ed è associata a deformità articolari, in particolare alle mani e alle dita. Può essere molto invalidante, e può essere anche letale, quindi non deve essere trattata con leggerezza.


Nel 2010 circa l'1 % della popolazione soffriva di questa patologia con valori del 2.5 % per le donne. Si tratta di una malattia molto più devastante di quanto supposto precedentemente. La maggior parte dei pazienti con artrite reumatoide subiscono una disabilità progressiva. Meno dell'uno per cento delle persone con la malattia hanno una remissione spontanea.


Nel 50-70 per cento delle persone si verificano alcuni sintomi di inabilità entro cinque anni dopo l'insorgenza della malattia, mentre la metà delle delle persone perde la capacità di lavorare entro 10 anni. Il costo annuo per questa malattia risulta molto elevato.



L'Artrite reumatoide può essere letale più delle malattie cardiache


Il tasso di mortalità è elevato per questa malattia. Il tasso di sopravvivenza dei pazienti con più di 30 articolazioni coinvolte a cinque anni è di circa il 50 per cento, simile a una grave malattia coronarica.


Trenta anni fa, un ricercatore ha concluso che esiste una perdita media di 18 anni di vita nei pazienti che hanno contratto l'artrite reumatoide, prima dei 50 anni.


La maggior parte delle autorità mediche ritengono che le remissioni si verificano raramente. Una revisione dei metodi di trattamento moderni dimostra che la scienza medica non è stata in grado di migliorare significativamente la prognosi a lungo termine di questa malattia.



Il Dr. Brown ha sperimentato un nuovo approccio per il trattamento dell'artrite reumatoide


Professore di medicina presso la George Washington University fino al 1970, dove ha servito come presidente dell'Istituto “Arthritis” in Arlington, Virginia. Ha pubblicato oltre 100 lavori recensiti dalla letteratura scientifica ed è stato in grado di aiutare più di 10.000 pazienti con il suo protocollo di cure, dal 1950 1989, numero che aumenta molto di più se si considera che altri medici hanno utilizzato e utilizzano il suo metodo.


Ha scoperto che i benefici significativi dal trattamento richiedono, in media, un tempo di circa uno o due anni. In seguito alcuni medici hanno iniziato a integrare nei primi anni 1990 programmi di alimentazione particolari, che accelerano il tasso di risposta di diversi mesi.


Tuttavia, la durata della terapia può variare ampiamente. Nei casi più gravi, può richiedere fino a 30 mesi per ottenere un miglioramento duraturo. Occorre pazienza perché le remissioni possono richiedere fino a tre-cinque anni. L'approccio pionieristico del Dr. Brown rappresenta una sicura alternativa meno tossica di molti trattamenti convenzionali e i risultati della sperimentazione hanno finalmente scientificamente convalidato questo tipo di trattamento.


I cambiamenti nella dieta sono assolutamente una componente essenziale degli attuali protocolli. Il protocollo originale del dottor Brown era noto per indurre un peggioramento dei sintomi, prima che si manifestassero i miglioramenti. Sintomi che possono durare 2-6 mesi. Con il piano di alimentazione adeguato, si ottiene una diminuzione di questa reazione nella maggior parte dei casi.


Una revisione della bibliografia fornisce oltre 200 riferimenti nella letteratura medica (peer-reviewed) che prevede l'applicazione della Minociclina (Minocin) nella cura delle malattie reumatiche.


Trattamento che in in alcuni casi non evita il continuo peggioramento della patologia e, di conseguenza, è necessario il ricorso a farmaci convenzionali, come il metotrexato per alleviare i sintomi.



La prova scientifica per questo approccio


La validazione scientifica definitiva della minociclina per il trattamento dell'artrite reumatoide è stata effettuata con il processo MIRA negli Stati Uniti. I test sono stati svolti in doppio cieco, con il placebo randomizzato eseguiti presso sei centri universitari che hanno coinvolgono 200 pazienti per quasi un anno. Il dosaggio usato (100 mg due volte al giorno) era molto più alto e probabilmente meno efficace di quello che la maggior parte dei medici utilizzano attualmente.


Pur non avendo impiegato antibiotici aggiuntivi o regimi alimentari specifici, il 55 per cento dei pazienti hanno avuto dei miglioramenti. Questo studio ha infine fornito la "prova" che molti medici tradizionali richiedevano prima di considerare seriamente questo trattamento come come cura alternativa per l'artrite reumatoide.


Lo sforzo del Dr. Thomas Brown per trattare le infezioni croniche da micoplasma ritenute la causa dell'artrite reumatoide è la base di questa terapia. Dr. Brown ritiene che la maggior parte delle malattie reumatiche rispondono a questo trattamento.


I fattori di successo della terapia del Dr. Brown


Ci sono molte variabili associate all'aumento delle possibilità di remissione o miglioramento dell'artrite reumatoide.


  • Più si è giovani e maggiore è la probabilità di miglioramento

  • Seguire con precisione il piano di nutrizione migliora le possibilità di remissione e diminuisce le probabilità di gravi riacutizzazioni.

  • Il fumo sembra essere associato negativamente con i miglioramenti

  • Più lungo è stato il tempo decorso dall'inizio della malattia e più grave la manifestazione della stessa, tanto più difficile può risultare la cura


 

Cambiamenti nello stile di vita


Occorre seguire le linee guida nutrizionali che vengono definite in base alle caratteristiche individuali. Ci sono alcuni semplici principi generali che sembrano valere per tutti:


  • Eliminare lo zucchero e la maggior parte dei cereali


  • Non consumare alimenti trasformati ma possibilmente alimenti di alta qualità, biologici e di produzione locale


  • Mangiare i cibi a crudo o cotti il meno possibile

     

  • Inserire nella dieta quotidiana ortaggi fermentati e probiotici


  • Assumere grassi omega-3


  • Svolgere attività fisica su base quotidiana.


  • Controllare che i livelli ematici di vitamina D siano attestati sui 65 – 80 ng/ml

     

  • Risolvere eventuali traumi emozionali avvenuti nei primi anni dell'infanzia


Come controllare il dolore


Uno dei problemi principali della RA è quello di controllare il dolore. Il trattamento convenzionale comprende in genere l'utilizzo di farmaci con effetti collaterali molto pericolosi, come il prednisone, il metotressato, e farmaci che interferiscono con il fattore di necrosi tumorale, come l'Enbrel.


Tuttavia, il sollievo dal dolore è ovviamente molto importante, e se non si trova la soluzione si può entrare in un ciclo depressivo che può chiaramente peggiorare il sistema immunitario e causare un peggioramento della RA. Quindi l'obiettivo è quello di alleviare per quanto possibile il dolore con la minor quantità di farmaci.



Fra i prodotti naturali, la Curcumina (curcuma) in particolare, ha dimostrato di essere efficace sia contro il dolore acuto che cronico. La curcumina è più conosciuta per le sue potenti proprietà anti-infiammatorie. E 'stato dimostrato che influenza più di 700 geni, e può inibire sia l'attività eccessiva e la sintesi di cicloossigenasi-2 (COX-2) e 5-lipossigenasi (5-LOX), nonché altri enzimi che sono implicati nel processo infiammatorio.


I ricercatori (1) hanno dichiarato: "È interessante notare che la curcumina ha mostrato la più alta percentuale di miglioramento ... e questi punteggi erano significativamente migliori rispetto ai pazienti a cui era stato somministrato il sodio diclofenac (Voltaren). Ancora più importante, il trattamento con la curcumina è risultato sicuro. Il nostro studio fornisce la prima prova per la sicurezza e la superiorità del trattamento con curcumina nei pazienti con AR attiva ".


Negli esperimenti sui ratti la curcuma sembrava bloccare vie infiammatorie associate con l'artrite reumatoide.



Fra i farmaci più sicuri per ridurre il dolore vengono citati:


  • il Salsalato

  • il Salicilato di sodio

  • il Magnesio salicilato (cioè, Salflex, Disalcid, o Trilisate)


Sono i farmaci da scegliere in caso di insufficienza renale, in quanto interferiscono minimamente con l'anti ciclo-ossigenasi e altre prostaglandine. Inoltre, essi non mettono in pericolo l'inibizione piastrinica nei pazienti che assumono aspirina giornalmente per ridurre il rischio di ictus o malattie cardiache.


Diversamente dall'aspirina, essi non aumentano la formazione di prodotti del metabolismo lipossigenasi-mediata dell'acido arachidonico. Per questo motivo possono esserci meno probabilità di reazioni di ipersensibilità. Questi farmaci sono stati utilizzati in modo sicuro nei pazienti con malattie reversibili ostruttive e sensibilità all'aspirina.


Sono anche molto meno impattanti rispetto agli altri FANS e sono i farmaci adatti per coloro che hanno problemi di ulcera peptica. Purtroppo, tutti questi vantaggi sono bilanciati dal fatto che essi non possono essere efficaci come gli altri agenti. È necessario prendere 1,5-2 grammi due volte al giorno, e il tintinnio o ronzio nelle orecchie è un effetto collaterale frequente.


È necessario essere consapevoli di queste complicazioni e sapere che se compare l'acufene, è necessario interrompere i farmaci per un giorno e ripartire con dosi decrescenti fino a quando non si verifica più alcun ronzio nelle orecchie.


Se i salicilati non acetilati non funzionano, ci sono molti FANS diversi da provare. (Relafen, Daypro, Voltaren, Motrin, Naprosyn, Meclomen, Indocin, Orudis, e Tolectin). Se si utilizza uno dei farmaci di cui sopra, però, è davvero importante assicurarsi che la la loro assunzione avvenga con il pasto principale in quanto si modera la loro tossicità gastrointestinale e la probabilità di provocare un'ulcera.


Per quanto riguarda gli effetti collaterali, l'analisi dei fattori di rischio può aiutare ad anticipare la possibilità di sviluppo di queste complicazioni. Con uno qualsiasi dei seguenti, fattori si verifica un maggiore impatto degli effetti collaterali dei citati farmaci:


  • Vecchiaia

  • Ulcera peptica

  • Dipendenza da alcool

  • Il fumo di sigaretta

  • Prednisone o concomitante impiego di corticosteroidi

  • Utilizzo di dosi elevate di FANS

  • Assunzione di un FANS noto per essere fra i più tossici


Se i farmaci sopra elencati non sono ancora in grado di controllare il dolore, viene quasi universalmente utilizzato il prednisone. Si tratta di un farmaco steroide che ha molti effetti collaterali. Con alti dosaggi per lunghi periodi di tempo, si può essere certi che in pratica si svilupperanno i seguenti problemi:


  • Osteoporosi

  • Cataratta

  • Diabete

  • Ulcere

  • Herpes

  • Insonnia

  • Ipertensione

  • Calcoli renali


La dose di 5 mg o più bassa di prednisone, in genere non desta serie preoccupazioni ma si tratta comunque di uno dei primi farmaci da sostituire non appena i sintomi lo permettono.


Una nuova aggiunta al protocollo di cure è un basso dosaggio Naltrexone, che è poco costoso e non tossico e, un certo numero di rapporti medici ne documentano l'incredibile efficacia. E' da provare per poter evitare i trattamenti farmacologici che hanno pesanti effetti collaterali. (2)




Fonti:


  1. Fitoterapy Research 9 Marzo 2012

  2. http://www.lowdosenaltrexone.org/

  3. Arthritis & Rheumatology 2012 Aug 8 [Epub ahead of print]

  4. MedlinePlus August 8, 2012

  5. Arthritis and Rheumatism December 2009; 61(12):1726-34.